“Documenti/4″ La bozza di Finanziaria 2003

15/11/2002


ItaliaOggi (Documento -4)
Numero
271, pag. 27 del 15/11/2002



La bozza di Finanziaria 2003

ItaliaOggi continua la pubblicazione della bozza di legge finanziaria 2003. Il coordinamento formale del testo ha comportato il cambio di numerazioni di alcuni articoli. Il contenuto è invece rimasto invariato. Gli ultimi articoli sono pubblicati con la numerazione corretta.

2. È abrogato il comma 1-quater dell’articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

3. Al comma 1 dell’articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, come modificato dall’articolo 10, comma 1, lettera b), del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, le parole: ´pari a 1.740 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2003 al 2006′ sono sostituite dalle seguenti: ´pari a 1.725 milioni di euro per l’anno 2003, 1.740 milioni di euro per l’anno 2004, 1.511 milioni di euro per l’anno 2005, 1.250 milioni di euro per l’anno 2006, 700 milioni di euro per l’anno 2007 e 300 milioni di euro per l’anno 2008′.

4. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 7, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è ridotta di 335 milioni di euro per l’anno 2004 e 250 milioni di euro per l’anno 2005.

Articolo 44
Incentivi alle assunzioni

1. L’incentivo per l’incremento dell’occupazione, costituito da un contributo attribuito nella forma di credito di imposta, è prorogato fino al 31 dicembre 2006 nel rispetto delle seguenti disposizioni:

a) gli incrementi occupazionali che rientrano nella misura massima prevista dall’articolo 2 del decreto legge 24 settembre 2002, n. 209, determinano anche per l’anno 2003 il diritto al contributo negli importi stabiliti dall’articolo 7 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, relativamente ai datori di lavoro nei cui riguardi trova applicazione il citato articolo 2 del decreto legge n. 209 del 2002. Per lo stesso anno 2003, ogni assunzione che dà luogo a un incremento della base occupazionale ulteriore rispetto alla misura di cui al periodo precedente attribuisce ai datori di lavoro indicati nello stesso periodo, per l’intero territorio nazionale, un contributo di 100 euro ovvero di 150 euro, se l’assunto è di età superiore ai quarantacinque anni, nel limite finanziario complessivo di 125 milioni di euro.

Nei casi di cui al periodo precedente, se l’assunzione è effettuata negli ambiti territoriali di cui al comma 10 dell’articolo 7 della legge n. 388 del 2000, è attribuito un ulteriore contributo di 300 euro, nel limite finanziario complessivo fissato con deliberazione del Cipe in attuazione degli articoli 36 e 37 della presente legge, a valere sui fondi previsti dagli stessi articoli;

b) dal 1° gennaio 2003 al 31 dicembre 2006, relativamente ai datori di lavoro diversi da quelli di cui alla lettera a), e dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2006, relativamente ai datori di lavoro di cui alla lettera a), ogni assunzione che dà luogo a un incremento della base occupazionale, rispetto alla base occupazionale media riferita al periodo tra il 1° agosto 2001 e il 31 luglio 2002, è attribuito il contributo di 100 euro ovvero di 150 euro nonché quello ulteriore di 300 euro, ai sensi del secondo e terzo periodo della lettera a), a valere, per l’anno 2003, sulle stesse dotazioni finanziarie di cui alla medesima lettera a) e, per gli anni dal 2004 al 2006, relativamente ai contributi di cui al secondo periodo della lettera a), nei limiti finanziari complessivi di 125 milioni di euro annui, e, relativamente al contributo di cui al terzo periodo della lettera a), nel limite finanziario complessivo annuo fissato con deliberazione del Cipe in attuazione degli articoli 36 e 37 della presente legge, a valere sui fondi previsti dagli stessi articoli;

c) per le assunzioni di cui alle lettere a) e b) rimangono ferme, nel resto, le disposizioni di cui al citato articolo 7 della legge n. 388 del 2000, in particolare quelle relative alle modalità e ai tempi di rilevazione delle assunzioni che determinano incremento della base occupazionale.

2. Il contributo di cui al comma 1, lettera a), primo periodo, può essere attribuito comunque non oltre il 31 dicembre 2003; quelli di cui al comma 1, lettera a), secondo e terzo periodo, e lettera b), possono essere attribuiti comunque non oltre il 31 dicembre 2006. In entrambi i casi previsti dal periodo precedente, i contributi possono essere fruiti, solo mediante compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, anche successivamente a tali date, in caso di incapienza.

3. Per maturare il diritto ai contributi di cui al comma 1, lettera a), secondo e terzo periodo, e lettera b), i datori di lavoro devono, in ogni caso, inoltrare al centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle entrate una istanza preventiva contenente i dati stabiliti con provvedimento del direttore della medesima Agenzia, emanato entro il 31 gennaio 2003, occorrenti per stabilire la base occupazionale di riferimento, il numero, la tipologia, la decorrenza e la durata dell’assunzione, l’entità dell’incremento occupazionale nonché gli identificativi del datore di lavoro e dell’assunto. I contributi di cui al periodo precedente possono essere fruiti ai sensi del comma 2 solo dopo l’atto di assenso adottato espressamente dall’Agenzia delle entrate entro 30 giorni dal ricevimento dell’istanza. Nel rendere l’atto di assenso, l’Agenzia delle entrate, d’intesa con il Dipartimento della ragioneria generale dello stato del ministero dell’economia e delle finanze, tiene conto altresì, in funzione dei dati raccolti ai sensi del primo periodo, della proiezione degli effetti finanziari sugli anni successivi, in considerazione dei limiti di spesa progressivamente impegnati nel corso dell’anno in ragione dei contributi assentiti. Per la gestione delle istanze trovano applicazione, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 6 del decreto del ministro delle finanze 3 agosto 1998, n. 311.

4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non incidono sui diritti di utilizzazione dei crediti di imposta previsti dall’articolo 2, comma 1, terzo periodo, del decreto legge 24 settembre 2002, n. 209, relativamente ai quali non operano i limiti finanziari di cui al comma 1, lettere a) e b), del presente articolo.

5. Al maggiore onere derivante dal presente articolo pari a 725 milioni di euro per l’anno 2003 si provvede mediante corrispondente utilizzo dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, come modificata dall’articolo 10, comma 1, lettera b), del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178.

Art. 45
Misure compensative
per le regioni e gli enti locali

1. A valere e nei limiti delle risorse complessivamente previste all’articolo 37-bis, comma 1, lettera h), è garantita alle regioni o agli enti locali cui sono attribuiti tributi erariali o quote di compartecipazione agli stessi, l’invarianza del gettito tributario attraverso misure compensative determinate con successivo provvedimento ministeriale da emanarsi d’intesa con gli enti interessati anche sulla base delle risultanze prodotte dall’Agenzia delle entrate – struttura di gestione.

2. Allo scopo di quantificare le minori entrate di tributi di spettanza delle regioni e degli enti locali conseguenti ai crediti d’imposta concessi per gli esercizi pregressi è istituito, con decreto del ministro dell’economia, un apposito Comitato tecnico, senza oneri a carico della stato.

Articolo 46
Sostegno della filiera
agroalimentare

1 Al fine di favorire l’integrazione di filiera del sistema agricolo e agroalimentare e il rafforzamento dei distretti agroalimentari nelle aree sottoutilizzate, il ministero delle politiche agricole e forestali, nel rispetto della programmazione regionale, promuove, nel limite finanziario complessivo fissato con deliberazione del Cipe in attuazione dell’articolo 36 e dell’articolo 37 della presente legge, contratti di filiera a rilevanza nazionale con gli operatori delle filiere, ivi comprese le forme associate, finalizzato alla realizzazione di programmi di investimenti aventi carattere interprofessionale, in coerenza con gli orientamenti comunitari in materia di aiuti di stato in agricoltura.

2. I criteri, le modalità e le procedure per l’attuazione delle iniziative di cui al comma 1 sono definiti con decreto del ministro delle politiche agricole e forestali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

3. Al fine di facilitare l’accesso al mercato dei capitali da parte delle imprese agricole e agroalimentari, con decreto del ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze, è istituito un regime di aiuti conformemente a quanto disposto dagli orientamenti comunitari in materia di aiuti di stato in agricoltura nonché dalla comunicazione della Commissione europea del 23 maggio 2001, ‘Aiuti di stato e capitale di rischio´, pubblicata sulla Guce C/235 del 21 agosto 2001. Per i fini del presente comma è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005.

Articolo 47
Disposizioni per l’insediamento nelle zone di montagna

1. La normativa di cui al decreto legge 30 dicembre 1986, n. 786, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1986, n. 44, e successive modificazioni, concernente misure straordinarie per la promozione e lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile nel Mezzogiorno, è estesa, fino all’ammontare massimo di 10 milioni di euro annui, anche ai comuni montani con meno di 5.000 abitanti non ricadenti nelle delimitazioni di cui all’articolo 1 del Testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, di cui al decreto del presidente della repubblica 6 marzo 1978, n. 218.

2. I criteri e le procedure applicative per l’estensione di cui al comma 1, ivi compresa la definizione della quota dei fondi in essere di cui al decreto legge 30 dicembre 1985, n. 786, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1986, n. 44, e successive modificazioni, a tal fine riservata, sono determinati dal Cipe, su proposta del ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

Articolo 48
Interventi per fronteggiare
la malattia vescicolare dei suini

1. Al fine di assicurare la realizzazione di interventi urgenti diretti a fronteggiare l’emergenza nel settore zootecnico e in particolare nel comparto suinicolo, causata dalla malattia vescicolare dei suini, nell’ambito delle disponibilità di cui all’autorizzazione di spesa prevista dall’articolo 15, comma 1, della legge 27 marzo 2001, n. 122, è destinato, per l’anno 2003, un importo di 5 milioni di euro, in conformità all’articolo 87, paragrafo 2, lettera b), del Trattato istitutivo della Comunità europea, e successive modificazioni, a sostegno delle imprese costrette a misure di profilassi per l’eradicazione e la prevenzione delle infezioni da virus della malattia vescicolare dei suini.

2. Il ministero delle politiche agricole e forestali trasferisce alle regioni colpite dalla malattia vescicolare dei suini entro il plafond di cui al comma 1, gli importi per l’attivazione degli interventi di cui al comma 3, sulla base dei programmi di intervento presentati dalle regioni entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

3. Il programma regionale deve contenere:

a) per quanto concerne l’area di intervento: territori regionali in cui sono state riscontrate le infezioni, individuati quali aree di protezione, in cui sono stati effettuati gli abbattimenti obbligatori e i territori limitrofi individuati quali aree di sorveglianza;

b) per quanto concerne gli interventi finanziabili:

1) le spese per controlli sanitari, test e altre indagini;

2) i costi imputabili all’abbattimento del bestiame e al relativo smaltimento;

3) gli oneri relativi al fermo aziendale derivanti dalla difficoltà di sostituzione del bestiame, dalla quarantena o da altri periodi di attesa imposti o raccomandati dalle autorità competenti, con priorità alle imprese ricadenti in zona di protezione;

c) per quanto concerne i beneficiari: imprese i cui allevamenti ricadono nelle zone indicate alla lettera a) e per le quali l’autorità sanitaria abbia previsto un idoneo programma di prevenzione, controllo ed eradicazione della malattia, predisposto sulla base della normativa sanitaria in materia;

d) l’entità del contributo: fino al cento per cento delle spese sostenute per gli interventi indicati alla lettera b), entro i limiti, comunque, dell’importo trasferito ai sensi del comma 2.

4. All’articolo 129 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, dopo la lettera a) è aggiunta la seguente:

´a-bis) interventi strutturali e di sostegno per fronteggiare le conseguenze della malattia scrapie negli allevamenti ovini: 2,5 milioni di euro’;

Articolo 49
Misure in materia agricola

1. Al comma 1 dell’articolo 11 del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 2002, n. 178, dopo le parole: ´del 17 maggio 1999′ aggiungere le parole: ´ovvero ai sensi di regimi di aiuto nazionali approvati con decisione della Commissione delle comunità europee’.

2. Al comma 3 dell’articolo 11 del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 2002, n. 178, dopo le parole: ´di Trento e di Bolzano’ aggiungere le parole: ´nonché ai sensi di regimi di aiuto nazionali approvati con decisione della Commissione europea’.

3. Dopo il comma 3 dell’articolo 11 del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 2002, n. 178, è inserito il seguente:

´3-bis. Per le domande di cui al comma 3 relative a regimi di aiuto nazionali, nel caso in cui esse siano state presentate all’Ente incaricato, ma non ancora istruite, la verifica della compatibilità dei requisiti dei richiedenti il credito d’imposta con la normativa comunitaria può essere richiesta dai richiedenti stessi al ministero delle politiche agricole e forestali che si esprime entro il termine di 45 giorni dalla data di ricevimento delle domande.

4. Al comma 5 dell’articolo 11 del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 2002, n. 178, dopo le parole: ´85 milioni di euro per l’anno 2002 e 175 milioni di curo per ciascuno degli anni 2003 e 2004′ è inserito il seguente periodo: ´A partire dal 1° gennaio 2003 con decreto del ministro delle politiche agricole e forestali è determinato l’ammontare delle risorse destinate agli investimenti realizzati nelle aree ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato che istituisce la Comunità europea e successive modificazioni.

5. Dopo il comma 5 dell’articolo 11 del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 2002, n. 178, è inserito il seguente:

5-bis. La richiesta del contributo di cui al comma 1 ha validità annuale. L’Agenzia delle entrate, con riferimento alle richieste rinnovate ovvero presentate per la prima volta, provvede a dare attuazione al comma 1-ter dell’articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, come modificato dall’articolo 10 del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande a partire dal 1o gennaio di ogni anno.

6. Al fine di dare attuazione l’articolo 47, comma 6, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e nell’ambito dell’autorizzazione di spesa di 2 milioni di euro prevista al comma 7 del medesimo articolo, la Cassa depositi e prestiti è autorizzata a concedere all’istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) mutui ventennali per gli incentivi relativi allo sviluppo della proprietà coltivatrice di cui alla legge 14 agosto 1971, n. 817, e successive modificazioni.

Articolo 50
Fondo rotativo
per la progettualità

1. I commi 54, 56 e 57 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, come sostituiti dall’articolo 8 del decreto legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, sono sostituiti dai seguenti:

a) ´54. Al fine di razionalizzare e accelerare la spesa per investimenti pubblici, con particolare riguardo alla realizzazione degli interventi ammessi al cofinanziamento comunitario, di competenza dello stato, delle regioni, degli enti locali e degli altri enti pubblici, è istituito presso la Cassa depositi e prestiti il Fondo rotativo per la progettualità.

Il Fondo anticipa le spese necessarie per la redazione degli studi per l’individuazione del quadro dei bisogni e delle esigenze, degli studi di fattibilità, delle valutazioni di impatto ambientale, dei documenti componenti i progetti preliminari, definitivi ed esecutivi previsti dalla normativa vigente.

La dotazione del Fondo è stabilita periodicamente dalla Cassa depositi e prestiti, che provvede alla sua alimentazione, in relazione alle dinamiche di erogazione e di rimborso delle somme concesse in anticipazione, e comunque nel rispetto dei limiti annuali di spesa sul bilancio dello stato fissati dal comma 58.

Il 30% del Fondo è riservato per gli interventi di cui al secondo periodo necessari ai fini dell’adeguamento degli edifici scolastici alla normativa antisismica.

Della quota residua del Fondo sono, inoltre, riservati il 60% in favore delle aree depresse del territorio nazionale, nonché all’attuazione di progetti comunitari da parte di strutture specialistiche universitarie e di alta formazione europea localizzati in tali aree, e il 10% per le opere comprese nel programma di infrastrutture strategiche di cui alla legge 23 dicembre 2001, n. 443, non localizzate nelle predette aree depresse.’;

b) ´56. I documenti istruttori, la procedura, i limiti e le condizioni per l’accesso, l’erogazione e il rimborso dei finanziamenti del Fondo sono stabiliti con deliberazione del consiglio di amministrazione della Cassa depositi e prestiti.

Le anticipazioni, concesse con determinazione del direttore generale, non possono superare l’importo determinato sulla base delle tariffe professionali stabilite dalla vigente normativa e comunque il 10% del costo presunto dell’opera.

56-bis. Nello stabilire le modalità di cui al comma 56, relativamente alle opere di importo previsto superiore a 2 milioni di euro, la cui progettazione sia finanziata per una quota superiore al 30% con risorse delle regioni o delle province autonome o la cui realizzazione sia coperta, anche parzialmente, con risorse aventi la medesima provenienza, il consiglio di amministrazione della Cassa depositi e prestiti è tenuto a introdurre, tra i presupposti istruttori, i seguenti requisiti:

a) studio di fattibilità valutato positivamente, con parere motivato, dal nucleo di valutazione e verifica regionale di cui all’articolo 1 della legge 17 maggio 1999, n. 144. Tale parere deve essere emesso entro il termine massimo di 45 giorni dalla data di ricevimento dello studio, anche in caso di valutazione negativa.

Scaduto il termine, in mancanza di parere espresso, si dà per acquisita la valutazione positiva;

b) provvedimento del presidente della regione che certifichi la compatibilità dell’opera con gli indirizzi della programmazione regionale.

56-ter. In sede di istanza di anticipazione, non corredata dai documenti di cui alle lettere a) e b) del comma 56-bis, il soggetto richiedente deve attestare che la realizzazione dell’opera sarà finanziata senza il ricorso a risorse regionali o delle province autonome ovvero che, in presenza di tali risorse destinate alla progettazione, le stesse non superino il 30% della relativa spesa. I requisiti di cui alle citate lettere a) e b) si applicano alle richieste di anticipazione relative alla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva’;

c) ´57. La Cassa depositi e prestiti stabilisce con deliberazione del consiglio di amministrazione, anche per le anticipazioni già concesse, le cause, le modalità e i tempi di revoca e riduzione, nel rispetto della natura rotativa del Fondo, per assicurarne il più efficace utilizzo’.

2. Sono abrogati il comma 8 dell’articolo 4 della legge 17 maggio 1999, n. 144, e l’articolo 68 della legge 28 dicembre 2001, n. 448.

3. Il primo periodo del comma 5 dell’articolo 54 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 è sostituito dai seguenti:

Le disponibilità del fondo sono ripartite con decreto del ministro dell’economia e delle finanze. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, lo schema di decreto è trasmesso al Parlamento per l’acquisizione del parere, da parte delle competenti Commissioni, da esprimere entro 15 giorni dalla data di trasmissione, decorsi i quali il decreto può essere emanato.

4. Il primo periodo del comma 3 dell’articolo 55 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 è sostituito dei seguenti:

Le disponibilità del fondo sono ripartite con decreto del ministro dell’economia e delle finanze. Entro la data del 31 gennaio di ciascun anno, lo schema di decreto è trasmesso al parlamento per l’acquisizione del parere da parte delle competenti commissioni, da esprimere entro 15 giorni dalla data di trasmissione, decorsi i quali il decreto può essere emanato.

Articolo 51
Fondo rotativo
per le opere pubbliche

1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 47 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e dall’articolo 8 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni della legge 15 giugno 2002, n. 112, con il quale si istituisce Infrastrutture spa, presso la Cassa depositi e prestiti è istituito il Fondo rotativo per le opere pubbliche (Frop).

2. Il Fondo ha una dotazione iniziale di un miliardo di euro ed è alimentato dalla Cassa depositi e prestiti. Il ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su proposta del direttore generale della Cassa depositi e prestiti, può apportare con proprio decreto variazioni alla consistenza del Fondo.

3. Il Fondo è finalizzato al sostegno finanziario delle opere, di competenza dei soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 284, da realizzare mediante:

a) contratto di concessione di cui all’articolo 19 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni;

b) concessione di costruzione e gestione o affidamento unitario a contraente generale di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190.

4. Il Fondo, al fine di ridurre le contribuzioni pubbliche a fondo perduto, presta garanzie, in favore dei soggetti pubblici o privati coinvolti nella realizzazione o nella gestione delle opere, volte ad assicurare il mantenimento del relativo equilibrio economico-finanziario.

5. Il ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del direttore generale della Cassa depositi e prestiti, fissa con proprio decreto limiti, condizioni, modalità, caratteristiche della prestazione delle garanzie e dei relativi rimborsi, tenendo conto della redditività potenziale dell’opera e della decorrenza e durata della concessione o della gestione. Con decreto del ministro dell’economia e delle finanze può essere disposta la garanzia dello stato per le operazioni di cui al comma 4. Tale garanzia è elencata nell’allegato allo stato di previsione del ministero dell’economia e delle finanze di cui all’articolo 13 della legge 5 agosto 1978, n. 468.

6. Il governo procede annualmente a una verifica, e riferisce alle competenti Commissioni parlamentari, sullo stato di attuazione degli interventi di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive modifiche e integrazioni, con l’obiettivo di consentire al Parlamento di valutare l’efficacia della strumentazione adottata, in funzione della realizzazione tempestiva, a perfetta regola d’arte e nel rispetto delle vigenti disposizioni nazionali e comunitarie degli interventi di infrastrutturazione strategica di preminente interesse nazionale.

Articolo 52
Fondi rotativi per le imprese

1. Fatte salve le risorse destinate all’attuazione degli interventi e dei programmi cofinanziati dall’Unione europea, le somme iscritte nei capitoli del bilancio dello stato aventi natura di trasferimenti alle imprese per contributi alla produzione e agli investimenti affluiscono ad appositi fondi rotativi in ciascuno stato di previsione della spesa.

2. I contributi a carico dei fondi di cui al comma 1, concessi a decorrere dal 1° gennaio 2003, sono attribuiti secondo criteri e modalità stabiliti dal ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con il ministro competente, sulla base dei seguenti principi:

a) l’ammontare della quota di contributo soggetta a rimborso non può essere inferiore al 50% dell’importo contributivo;

b) la decorrenza del rimborso inizia dal primo quinquennio dalla concessione contributiva, secondo un piano pluriennale di rientro da ultimare comunque nel secondo quinquennio;

c) il tasso d’interesse da applicare alle somme rimborsate viene determinato in misura non inferiore allo 0,50% annuo.

3. Al fine di assicurare la continuità delle concessioni, i decreti interministeriali di natura non regolamentare dovranno essere emanati entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. In caso di inadempienza provvede con proprio decreto il presidente del consiglio dei ministri.

4. Ai fini del concorso delle autonomie territoriali al rispetto degli obblighi comunitari per la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, le disposizioni di cui al presente articolo costituiscono norme di principio e di coordinamento. Conseguentemente gli enti interessati provvedono ad adeguare i propri interventi alle disposizioni di cui al presente articolo.

5. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai contributi in conto interessi nonché alla concessione di incentivi per attività produttive disposte con le procedure di cui al decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, inclusi i patti territoriali, i contratti d’area e i contratti di programma. Al fine di assicurare l’invarianza degli effetti finanziari, associati al presente articolo, con decreto del ministro delle attività produttive, sentito il ministro dell’economia e delle finanze, per quanto riguarda gli aspetti finanziari, viene definita la programmazione temporale, per il triennio 2003-2005, degli adempimenti amministrativi di cui alla citata legge n. 488 del 1992.

Art. 53
Incentivi per la riqualificazione e il potenziamento degli apparati di sicurezza nelle piccole e medie imprese commerciali

1. Per l’anno 2003, è attribuito un contributo di 10 milioni di euro per il cofinanziamento di programmi regionali di investimento per la riqualificazione e il potenziamento dei sistemi e degli apparati di sicurezza nelle piccole e medie imprese commerciali.

2. Il ministro dell’interno, di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze e con il ministro delle attività produttive, sentita la Conferenza stato-regioni, provvede con apposito decreto alla ripartizione delle risorse di cui al comma 1, nonché all’individuazione delle aree del territorio nazionale a maggiore incidenza di fenomeni di criminalità e microcriminalità urbana a danno delle piccole e medie imprese commerciali sulla base dei seguenti criteri:

a) la sussistenza e l’eventuale natura ed entità degli incentivi disposti da leggi regionali e/o da provvedimenti adottati da province, comuni e città metropolitane, per il sostegno agli investimenti in sicurezza delle piccole e medie imprese commerciali;

b) la densità di popolazione delle aree interessate dagli incentivi;

c) gli indici di criminalità locali.

Articolo 54
Interventi ferroviari

1. Infrastrutture spa finanzia prioritariamente, anche attraverso la costituzione di uno o più patrimoni separati, gli investimenti per la realizzazione della infrastruttura ferroviaria per il ´Sistema alta velocità/alta capacità’, anche al fine di ridurre la quota a carico dello stato. Le risorse necessarie per i finanziamenti sono reperite sul mercato bancario e su quello dei capitali secondo criteri di trasparenza ed economicità. Al fine di preservare l’equilibrio economico e finanziario di Infrastrutture spa è a carico dello stato l’integrazione dell’onere per il servizio della parte del debito nei confronti di Infrastrutture spa che non è adeguatamente remunerabile utilizzando i soli flussi di cassa previsionali per il periodo di sfruttamento economico del ´Sistema alta velocità/alta capacità’.

2. Nei casi di decadenza e revoca della concessione relativa alla gestione dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, nella sua interezza o anche solo per la parte relativa alla realizzazione e gestione del ´Sistema alta velocità/alta capacità’, il nuovo concessionario assume, senza liberazione del debitore originario, il debito residuo nei confronti di Infrastrutture spa e subentra nei relativi rapporti contrattuali. Le somme eventualmente dovute dal concedente al precedente concessionario per l’utilizzo dei beni necessari per lo svolgimento del servizio, per il riscatto degli stessi o a qualsiasi altro titolo sono destinate prioritariamente al rimborso del debito residuo nei confronti di Infrastrutture spa. Lo stato garantisce il debito residuo nei confronti di Infrastrutture spa fino al rilascio della nuova concessione.

3. Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti esercita anche nell’interesse di Infrastrutture spa la funzione di vigilanza e di controllo sull’attuazione della concessione di cui al comma 2 per la parte relativa alla realizzazione e gestione del ´Sistema alta velocità/alta capacità’.

4. I crediti e i proventi derivanti dall’utilizzo del ´Sistema alta velocità/alta capacità’ sono destinati prioritariamente al rimborso dei finanziamenti concessi da Infrastrutture spa; su di essi non sono ammesse azioni da parte di creditori diversi da Infrastrutture spa fino all’estinzione del relativo debito.

5. Il gestore dell’infrastruttura ferroviaria è autorizzato a compensare l’onere relativo alla manutenzione dell’infrastruttura medesima anche attraverso l’utilizzo del Fondo di ristrutturazione di cui all’articolo 43, comma 5, della legge 23 dicembre 1998, n. 448.

Articolo 55
Interventi stradali

1. All’articolo 7 del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, recante tra l’altro la trasformazione dell’Anas in società per azioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:

´1-bis. Con decreto del ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, è trasferita all’Anas società per azioni, di seguito denominata Anas spa, in conto aumento del capitale sociale la rete stradale statale e autostradale di interesse nazionale, individuata con decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 461, e successive modificazioni. La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al primo periodo produce gli effetti previsti dall’articolo 2644 del codice civile in favore dell’Anas spa, nonché effetti sostitutivi dell’iscrizione dei beni in catasto. Gli uffici competenti provvedono, se necessario, alle conseguenti attività di trascrizione, intavolazione e voltura. Il trasferimento non modifica il regime giuridico, previsto dagli articoli 823 e 829, primo comma, del codice civile, dei beni demaniali trasferiti. Modalità e valori di trasferimento e di iscrizione dei beni nel bilancio della società sono definiti con decreto del ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, anche in deroga agli articoli 2254, 2342 e seguenti del codice civile.

1-ter. Il ministro dell’economia e delle finanze conferisce all’Anas spa, con proprio decreto, in conto aumento del capitale sociale, in tutto o in parte, l’ammontare dei residui passivi dovuto all’Anas spa medesima e in essere al 31 dicembre 2002. Con decreto del ministro dell’economia e delle finanze viene quantificato l’importo da conferire e sono definite le modalità di erogazione dello stesso.

1-quater. L’Anas spa è autorizzata a costituire, a valere sul proprio netto patrimoniale, un fondo speciale di importo pari alla somma del valore netto della rete stradale statale e autostradale di interesse nazionale di cui al comma 1-bis e del valore dei residui passivi dovuto all’Anas spa di cui al comma 1-ter. È escluso dal fondo il valore delle relative pertinenze e accessori, strumentali alle attività della stessa società e già trasferite in proprietà all’Ente dall’articolo 3, commi 115 e seguenti, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, della rete stradale e autostradale di interesse nazionale. Detto fondo è finalizzato principalmente alla copertura degli oneri di ammortamento e al mantenimento della rete stradale e autostradale nazionale, nonché alla copertura degli oneri inerenti l’eventuale ristrutturazione societaria’;

b) al comma 2, il primo periodo è sostituito dal seguente: ´All’Anas spa sono attribuiti con concessione ai sensi dell’articolo 14 del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359, di seguito denominata concessione, i compiti di cui all’articolo 2, comma 1, lettere da a) a g), nonché l), del decreto legislativo 26 febbraio 1994, n. 143′;

c) al comma 2, l’ultimo periodo è soppresso;

d) al comma 6, il primo periodo è sostituito dal seguente: ´Le azioni sono inalienabili e attribuite al ministro dell’economia e delle finanze, il quale esercita i diritti dell’azionista d’intesa con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, secondo le direttive del presidente del consiglio dei ministri’;

e) il comma 10 è sostituito dal seguente:

´10. Agli atti e operazioni connesse alla trasformazione dell’Anas in società per azioni si applica la disciplina tributaria di cui all’articolo 19 del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359, nell’interpretazione autentica di cui all’articolo 4, comma 4, del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75′;

f) è aggiunto, in fine, il seguente comma:

´12-bis. I mutui e i prestiti in capo all’Ente nazionale per le strade in essere alla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono da intendere a tutti gli effetti debiti dello stato. Con decreto del ministro dell’economia e delle finanze sono stabilite le modalità per l’ammortamento del debito’.

Articolo 56
Interventi ambientali

1. Ai fini dell’accelerazione dell’attività istruttoria della commissione per le valutazioni dell’impatto ambientale di cui all’articolo 18, comma 5, della legge 11 marzo 1988, n. 67, il ministro dell’ambiente e della tutela del territorio è autorizzato ad avvalersi del supporto dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat), dell’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (Enea), del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e di altri enti o istituti pubblici o privati a prevalente capitale pubblico, mediante la stipula di apposite convenzioni.

2. Per far fronte al maggiore onere derivante dal comma 1 del presente articolo, il limite di valore dei progetti di opere di competenza statale sottoposti al versamento dello 0,5 per mille di cui all’articolo 27 della legge 30 aprile 1999, n. 136, è portato a 5 milioni di euro.

3. Sono soggetti ad autorizzazione integrata ambientale statale tutti gli impianti esistenti, nonché quelli di nuova realizzazione, relativi alle attività industriali di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto del presidente del consiglio dei ministri 10 agosto 1988, n. 377, rientranti nelle categorie elencate nell’allegato I della direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996.

4. Con decreto del presidente del consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il ministro delle attività produttive, sono disciplinate le modalità di autorizzazione nel caso in cui più impianti o parti di essi siano localizzati sullo stesso sito, gestiti dal medesimo gestore, e soggetti ad autorizzazione integrata ambientale da rilasciare da più di una autorità competente. L’autorizzazione di cui al comma 3 è rilasciata con decreto del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, sentite le regioni interessate.

5. Gli oneri per l’istruttoria e per i controlli di cui ai commi 3 e 4 sono determinati con decreto del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il ministro delle attività produttive e con il ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e sono quantificati in relazione alla complessità delle attività svolte dall’autorità competente, sulla base del numero dei punti di emissione, della tipologia delle emissioni e delle componenti ambientali interessate. Tali oneri sono posti a carico del gestore e versati all’entrata del bilancio dello stato, per essere riassegnati, con decreto del ministro dell’economia e delle finanze, ad apposita unità previsionale di base dello stato di previsione del ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, per essere riutilizzati esclusivamente per le predette spese.

Articolo 57
Fondo per lo sviluppo sostenibile

1. La dotazione del fondo per lo sviluppo sostenibile di cui all’articolo 109 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 è riservata, sino a una percentuale pari al 25% della dotazione complessiva, ad aree di elevata crisi ambientale di cui alla legge 8 luglio 1986, n. 349 e successive modificazioni, istituite a partire dal 1° gennaio 2000.

Articolo 58
Limiti di impegno

1. Al fine di agevolare lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione, sono autorizzati nel triennio 2003-2005 i limiti di impegno di cui alla tabella 1 allegata alla presente legge con la decorrenza e l’anno terminale ivi indicati.

2. Le disponibilità finanziarie esistenti sul conto corrente presso la Tesoreria centrale dello stato intestato al fondo rotativo di cui all’articolo 26 della legge 24 maggio 1977, n. 227, e all’articolo 6 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, sono destinate fino a un massimo del 20%, nel corso del triennio 2003-2005, con degli affari esteri e con il minitsro delle attività produttive, ai fondi rotativi per l’internalizzazione finalizzati all’erogazione di prestiti pe attività di investimento delle imprese italiane nei paesi in via di sviluppo e nei paesi in via di transizione.

3. Il ministero dell’economia e delle finanze dipartimento, dipartimento del tesoro, ai fini della valorizzazione dei beni trasferiti alla società cstituita ai sensi dell’art. 7 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002., n. 112, convoca una o più conferenze di servizi o promuove accordi di programma fissandone i termini per la valorizzazione degli stessi. Con decreto del ministro dell’economia e delle finanze sono stabiliti i criteri per l’assegnazione agli enti territoriali interessati dal procedimento di una quota del ricavato attribuibile alla rivendita degli immobili valorizzati, ovvero, in luogo della quota del ricavato, di uno o più beni immobili la cui valutazione, per tale finalità, è effettuata in conformità ai criteri fissati nel citato decreto.

4. Al fine di valorizzare del patrimonio dello stato, del recupero, della riqualificazione e della eventuale ridestinazione d’uso, entro il 30 aprile di ogni anno, gli enti locali interessati ad acquisire beni immobili del patrimonio dello stato ubicati nal loro territorio possono fare richiesta di detti all’agenzia del demanio.

5. Entro il 31 agosto di ogni anno, l’agenzia del demanio è tenuta a comunicare agli enti locali la propria disponibilità all’eventuale cessione.

Articolo 59
Misure
di razionalizzazione diverse

1. Alla legge 25 luglio 2000, n. 209, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 2, comma 1, lettera a), le parole: ´, per un importo non inferiore al controvalore di 3.000 miliardi di lire italiane e non superiore al controvalore di 4.000 miliardi di lire italiane’ sono soppresse;

b) all’articolo 2, comma 1, lettera b), le parole: ´,per un importo non inferiore al controvalore di 5.000 miliardi di lire italiane e non superiore al controvalore di 8.000 miliardi di lire italiane’ sono soppresse;

c) all’articolo 2, il comma 3 è sostituito dal seguente:

´3. I crediti di cui al presente articolo sono annullati progressivamente, in relazione alle intese raggiunte sia in sede multilaterale nelle competenti sedi internazionali, sia in sede bilaterale con i Paesi interessati, e alle esigenze di finanza pubblica’.

2. Le disposnibilità finanziarie esistenti sul conto corrente presso la tesoreria centrale dello stato intestato al fondo rotativo di cui all’art. 26 della legge 24 maggio 1977, n. 227, e all’art. 6 della legge 6 febbraio 1987, n. 49, sono destinate fino a un massimo del 20% nel corso del triennio 2003-2005, con decreto del ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro degli affari esteri e con il ministro del’attività produttive, a fondi rotativi per l’internazionalizzazione finalizzati all’erogazione di prestiti per attività d’investimento delle imprese italiane nei paesi in via di sviluppo e nei paesi in via di transizione.

3. Il ministero dell’economia e delle finanze Ð Dipartimento del tesoro, ai fini della valorizzazione dei beni trasferiti alla società costituita ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, convoca una o più conferenze di servizi o promuove accordi di programma fissandone i termini per sottoporre all’approvazione iniziative per la valorizzazione degli stessi. Con decreto del ministro dell’economia e delle finanze sono stabiliti i criteri per l’assegnazione agli enti territoriali interessati dal procedimento di una quota del ricavato attribuibile alla rivendita degli immobili valorizzati ovvero, in luogo della quota del ricavato, di uno o più beni immobili la cui valutazione, per tale finalità, è effettuata in conformità ai criteri fissati nel citato decreto.

6. Le operazioni di alienazione delle partecipazioni di cui al comma 1 dell’articolo 1 del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, qualora i relativi titoli siano già negoziati in mercati finanziari regolamentati, sono effettuate a un prezzo determinato facendo riferimento al valore dei titoli riscontrato su tali mercati nel periodo dell’alienazione stessa e tenendo conto dell’esigenza di incentivare la domanda di titoli al fine di assicurare il buon esito dell’operazione, anche qualora tale valore risulti inferiore al prezzo al quale si sono completate offerte precedenti dei medesimi titoli. La congruità del prezzo di cui al primo periodo è attestata da un consulente finanziario terzo, non coinvolto nella strutturazione dell’operazione di alienazione.

7. Il complesso delle autorizzazioni di spesa di cui alla legge 30 luglio 2002, n. 189, è incrementato di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005. Con decreto del ministro dell’interno viene definito il riparto tra le singole autorizzazioni.

8. Per il potenziamento dei mezzi aeroportuali, ai fini dell’adeguamento del servizio antincendi negli aeroporti alle norme Icao è autorizzata per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco la spesa di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005.

9. All’articolo 5, comma 3-quinquies, del Testo unico approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, introdotto dall’articolo 5, comma 1, lettera e), della legge 30 luglio 2002, n. 189, dopo le parole: ´ne dà comunicazione anche in via telematica al ministero dell’interno e all’Inps’ sono inserite le seguenti: ´nonché all’Inail’.

10. All’articolo 22, comma 9, del Testo unico approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come sostituito dall’articolo 18, comma 1, della legge 30 luglio 2002, n. 189, dopo le parole: ´Le questure forniscono all’Inps’ sono inserite le seguenti: ´e all’Inail’.

11. All’articolo 33, comma 4, della legge 30 luglio 2002, n. 189, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ´È data facoltà all’Inail di accedere al registro informatizzato’.

12. All’articolo 145, comma 40 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 come modificato dall’articolo 22, comma 14, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: ´al 70 per cento’ , sono sostituite dalle seguenti: ´all’80 per cento’;

b) le parole da: ´incentivazioni per’, fino a: ´istruzione universitaria’, sono sostituite dalle seguenti: ´incentivazioni per l’alta formazione professionale tramite l’istituzione di un forum permanente realizzato da onlus per la professionalità nautica partecipati da istituti di istruzione universitaria o convenzionati con gli stessi. Tali misure, in una percentuale non superiore al 50%, possono essere destinate dai citati enti, alla realizzazione, tramite il recupero di beni pubblici, di idonee infrastrutture’.

13. Limitatamente alle misure adottate con riferimento ai disavanzi dell’esercizio 2001, ai fini dell’accesso al finanziamento integrativo del Servizio sanitario nazionale a carico dello stato, sono considerate idonee per l’accesso al predetto finanziamento integrativo le misure che danno luogo a maggiori entrate, ancorché le stesse, pur non manifestando i relativi effetti finanziari interamente nell’anno 2002, sono indicate, per le finalità di cui sopra, alla realizzazione di tali effetti complessivamente in un periodo pluriennale.

14. Per l’organizzazione e la promozione degli eventi culturali del programma ´Genova capitale europea della cultura 2004′ sono assegnati al comune di Genova 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003 e 2004.

15. Gli stanziamenti aggiuntivi per aiuto pubblico a favore dei paesi in via di sviluppo di cui alla legge 26 febbraio 1987, n. 49, sono aumentati, per l’anno 2003, di 10 milioni di euro per programmi di cooperazione internazionale nei paesi in via di sviluppo, a favore della promozione dell’attuazione delle Convenzioni fondamentali dell’Oil e delle linee Guida Ocse sulle Multinazionali. Quota parte degli stanziamenti aggiuntivi, per un importo pari a 5 milioni di euro, è destinata al finanziamento di iniziative di sostegno delle istituzioni rappresentative nel quadro della cooperazione interparlamentare.

16. A decorrere dal 10 gennaio 2003, l’indennità di comunicazione di cui all’articolo 4 della legge 21 novembre 1988, n. 508, concessa ai sordomuti come definiti al secondo comma dell’articolo 1 della legge 26 maggio 1970, n. 381, è aumentata dell’importo di 41 euro per dodici mensilità.

17. Al fine di assicurare l’integrale utilizzo delle risorse comunitarie relative al Programma assistenza tecnica e azioni di sistema 2000-2006, a supporto dei programmi operativi delle regioni dell’obiettivo 1, il Fondo di rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, è autorizzato ad anticipare, nei limiti delle risorse disponibili, su richiesta del ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione – Servizio per le politiche dei fondi strutturali comunitari, le quote dei contributi comunitari e statali previste per il periodo 2000-2004. Per le annualità successive il Fondo procede alle relative anticipazioni sulla base dello stato dì avanzamento del programma.

18. Per il reintegro delle somme anticipate del Fondo ai sensi del comma 17, si provvede, per la parte comunitaria, con imputazione agli accrediti disposti dall’Unione europea a titolo di rimborso delle spese sostenute nell’ambito del programma operativo Assistenza tecnica e azioni di sistema 2000-2006 e, per la parte statale, con imputazione agli stanziamenti autorizzati in favore del medesimo programma nell’ambito delle procedure della predetta legge n. 183 del 16 Aprile 1987.

19. Al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) All’articolo 4, il comma 3 è sostituito dal seguente: ´i soggetti che svolgono funzioni di indirizzo, amministrazione, direzione o controllo presso le fondazioni non possono ricoprire funzioni di amministrazione, direzione o controllo presso la società bancaria conferitaria o altre società operanti nel settore bancario, finanziario o assicurativo in rapporto di partecipazione azionaria o di controllo ai sensi dell’articolo 6 con tale società bancaria conferitaria, a eccezione di quelle, non operanti nei confronti del pubblico, di limitato rilievo economico o patrimoniale’;

b) all’articolo 25, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente: ´3-bis. Per le fondazioni con patrimonio netto contabile risultante dall’ultimo bilancio approvato non superiore a 200 milioni di euro, e quelle con sedi operative prevalentemente in regioni a statuto speciale, i termini ”quarto”, ”quattro” e ”quadriennio”, contenuti negli articoli 12, 13 e nel precedente comma 1 sono sostituiti rispettivamente dai seguenti: ”settimo”, ”sette” e ”settennio”.

20. Nell’ambito del programma di infrastrutture strategiche di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, è inserito un piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici con particolare riguardo a quelli che insistono sul territorio delle zone soggette a rischio sismico. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, presenta entro 90 giorni il predetto piano straordinario al Cipe che, sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 281 del 1997, ripartisce una quota parte delle risorse di cui all’articolo 13, comma 1, della legge n. 166 del 2002, tenuto conto di quanto stabilito dall’articolo 3, della legge 11 gennaio 1996, n. 23.

21. Dopo il comma 11 dell’articolo 176 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, è inserito il seguente: di cui al comma 11, ´Al pagamento del pedaggio, quando esso è dovuto, e degli oneri di accertamento dello stesso, sono obbligati solidalmente sia il conducente che il proprietario del veicolo.

22. Il limite d’impegno di cui all’art. 73, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, deve intendersi come stanziamento annuo per quindici anni da erogare annualmente.

23. In deroga a quanto previsto dall’art. 21, comma 2, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, la sorveglianza sul territorio del Parco nazinale Gran Paradiso è esercitata dal Corpo delle guardie alle dipendenze dell’Ente Parco.

In deroga a quanto previsto dall’art. 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, il parco nazionale Gran Paradiso ha sede legale in Torino, e una sede amministrativa ad Aosta, come già previsto dal decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 5 agosto 1947, n. 871, ratificato dalla legge 19 aprile 1956, n. 561. Possono essere previsti uffici operativi e di coordinamento all’intero del Parco.

24. All’art. 55, comma 3, lettera b) del testo unico delle imposte sui redditi, di cui il decreto del presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono aggiunte, in fine, ´le seguenti parole: ´nonché quelli erogati alle cooperative edilizie a proprietà indivisa e di abitazione per la costruzione, ristrutturazione e manutenzione ordinaria e straordinaria di immobili destinati all’assegnazione in godimento di locazione’.

25. Per il finanziamento delle iniziative per la promozione della cultura italiana all’estero e per le attività degli istituti italiani di cultura Italiana all’estero, è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2003.

26. Una quota degli importi autorizzati ai sensi dell’articolo 13 della legge 1° agosto 2002, n. 166, può essere destinata al finanziamento degli interventi previsti dall’art. 6 della legge 29 novembre 1984, n. 798, con le modalità ivi previste, nonchè di quelli previsti dalle relative ordinanze di protezione civile.

27. Per il completamento degli interventi urgenti per le opere pubbliche e la loro messa in sicurezza e dei rimborsi ai privati a seguito degli eventi alluvionali verificatisi negli anni 2000 e 2002, è autorizzato un limite di impegno quindicennale di 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2004 in favore degli eti e con le procedure di cui al comma 51 dell’art. 52 della legge 28/12/2001, n. 448. Per la prosecuzione degli interventi pubblici conseguenti a calamità naturali che abbiano formato oggetto di disposizioni legislative o per le quali sia stato deliberato lo stato di emergenza ai sensi dell’art. 5, comma 1, della legge 24/2/1992, n. 225, il dipartimento della protezione civile è autorizzato a provvedere con contributi quindicennali ai mutui che i soggetti competenti possono stipulare allo scopo.

A tal fine è autorizzato un limite d’impegno di 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2004. Alla ripartizione del predetto limite d’impegno si provved e con ordinanze adottate ai sensi dell’art. 5 della citata legge n. 225 del 1992, sulla base di un piano predispoto d’intesa con il presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, tenendo conto dell’effettivo stato di utilizzo, da parte degli enti erogatori finali, dei finanziamenti già autorizzati.

28. Al fine di consentire la prosecuzione del programma di adeguamento della dotazione infrastrutturale del comune di Milano, nonché per l’ulteriore finanziamento degli interventi previsti ai sensi dell’art. 3, comma 4, della legge 29/12/2000, n. 400, è autorizzata la spesa di 24 milioni di euro per l’anno 2003 quale contributo agli oneri per la realizzazione di interventi infrastrutturali per la riqualificazione urbana e della rete della mobilità.

29. Ai fini della promozione culturale delle città e delle regioni che si affacciano sul Mediterraneo, con particolare riferimento al patrimonio storico e architettonico, per l’anno 2003 è autorizzata, in favore del ministero per i beni e le attività culturali, la spesa di 400 mila euro, per il sostegno dell’attività dell’Agenzia per il patrimonio culturale euromediterraneo.

La sede del coordinamento delle predete inziative di promozione culturale è individuata nella città di Lecce.

30. I benefici previsti dall’art. 4-bis del dl 12/10/2000, n. 279, convertito, con modificazioni, dalla legge 11/12/2000, n. 365, si applicano, nei limiti delle risorse individuate ai sensi del comma 6 del medesimo articolo 4-bis, anche alle associazioni, alle fondazioni e agli enti, anche religiosi, nonché alle istituzioni che perseguono scopi di natura sociale, le cui strutture siano state danneggiate dalle calamità idrogeolotiche verificatesi nei mesi di ottobre e novembre 2000.

31. Il contributo per la ripartizione dei danni di cui all’art. 4-bis, commi 4 e 5, del dl 12/10/2000, n. 279, convertito, con modificazioni, dalla legge 11/12/2000, n. 365, è riconosciuto, nei limiti delle risorse individuate ai sensi del comma 6 del medesimo art. 4-bis, a coloro che abbiano subito danni in conseguenza degli eventi alluvionali verificatisi nella prima decade dell’ottobre 1994, come risultanti dalle cartografie e dai rilievi esistenti presso i comuni e le province interessati, anche se non abbiano presentato nei termini prescritti richiesta di indennizzo, o abbiano mutato sede, domicilio o residenza durante il periodo compreso tra i predetti eventi alluvionali e quelli verificatisi nei mesi di ottobre e novembre 2000.

32. All’art. 52, comma 51, primo periodo, della legge 28/12/2001, n. 448, le parole: ´e 2000′ sono sostituite dalle seguenti: ´, 2000 e 2002′.

33. Al comma 1 dell’art. 146 della legge 23/12/2000, n. 388, dopo le parole: ´per il 2001′ sono inserite le seguenti: ´e di 2 milioni di euro per l’anno 2003′.

34. Il finanziamento annuale previsto dall’art. 52, comma 18, della legge 28/12/2001, n. 448, è incrementato di 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2003.

35. Al fine di favorire il coordinamento delle attività e degli interventi per il contrasto dello sfruttamento sessuale e dell’abuso sessuale dei minori nonché il funzionamento della Commissione per le adozioni internazionali, è autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, la spesa di 2 milioni di euro.

A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, tali autorizzazioni di spesa nonché le spese relative al c oordinamento delle attività di contrasto dello sfruttamento sessuale e dell’abuso sessuale dei minori di cui all’art. 17 della legge 3/8/1998, n. 269, e quelle relative all’esecuzione della Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta a l’Aia il 29/5/1993, di cui all’art. 9, della legge 31/12/1998, n. 476, sono iscritte al Fondo per il funzionamento della presidenza del consiglio dei ministri dello stato di previsione del ministero dell’econmia e delle finanze.

36. Le disposizioni recate dal regolamento per la semplificazione della modalità di certificazione dei corrispettivi per le società e le associazioni sportive dilettantistiche, di cui al dpr 13/3/2002, n. 69, si applicano anche alle associazioni pro-loco per le manifestazioni dalle stesse organizzate.

37. Il contributo previsto dall’art. 145, comma 17, della legge 23/12/2000, n. 388, in favore del Club alpino e spelelogico, è incrementato, a decorrere dall’anno 2003, di 100 mila euro.

38. Il requisito della distanza tra le ricevitorie del lotto gestite da rivenditori di generi di monopolio e le ricevitorie gestite da ex dipendenti del lotto, introdotto dal decreto del ministro delle finanze 6/5/1987 e dall alegge 19/4/1990, n. 85, distanza successivamente ridotta dall’art. 33, della legge 23/12/1994, n. 724, è soppresso a decorrere dal 30/6/2001.

39. All’art. 10, comma 7, della legge 11/1/2001, n. 7, le parole da:Ê´ventiquattro’ fino a: ´legge’ sono sostituite dalle seguenti: ´il 30 marzo 2005′.

40. All’art. 141 della legge 23/12/2000, n. 388, dopo il comma 3 è inserito il seguente:

´3-bis. Al fine di assicurare il corretto funzionamento degli enti di cui al comma 1 nonché per la realizzazione di ulteriori investimenti è autorizzato il limite d’impegno quindicennale di 5.2270.000 euro a decorrere dall’anno 2003.

Entro il 30/6/2003 i suddetti enti presentano al ministero delle politiche agricole e forestali propri programmi finalizzati al loro corretto funzionamento e alla realizzazione di investimenti’.

Art. 60
Tutela dei prodotti tipici delle zone di montagna

1. Al fine di tutelare l’originalità del patrimonio storico-culturale dei territori montani, attraverso la valorizzazione dei loro prodotti protetti con ”denominazione di origine’ o ´indicazione geografica’ ai sensi del regolamento CEE n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992, è istituito presso il ministero delle politiche agricole e forestali l’albo dei prodotti di montagna, autorizzati a fregiarsi della menzione aggiuntiva ´prodotto nella montagna’ seguito dalla indicazione geografica del territorio interessato, da attribuirsi, sentite le comunità montane interessate alle sole produzioni agroalimentari originate nei comuni montani sia per quanto riguarda la fabbricazione che la provenienza della materia prima.

2. Le produzioni di cui al comma 1 possono fregiarsi della menzione aggiuntiva anche se aggregate a più vasti comprensori di consorzi di tutela.

3. L’iscrizione all’albo di cui al comma 1 per l’uso della menzione (prodotto nella montagna), è esente dai diritti annuali di segreteria. 4. In deroga ai requisiti previsti dall’articolo 2 della legge 30 aprile 1962, n. 283 e successive modificazioni, e con riferimento alle strutture artigianali destinate alla preparazione di prodotti alimentari tipici situate in comuni montani ad alta marginalità, le regioni possono individuare i requisiti strutturali minimi necessari per il rilascio della relativa autorizzazione, salva comunque l’esigenza di assicurare l’igiene completa degli alimenti da accertare con i controlli previsti dalla normativa vigente.

Articolo 61
Interventi per la ricostruzione nei comuni colpiti dagli eventi sismici del 1980, 1981 e 1982

1. Il ricavato dei mutui attivati per il completamento della ricostruzione nei comuni colpiti dagli eventi sismici dei mesi di novembre 1980, febbraio 1981 e marzo 1982, unitamente alle giacenze rilevate alla data di entrata in vigore della presente legge sulle contabilità speciali dei singoli comuni presso le tesorerie provinciali, è depositato a fini fruttiferi presso la Cassa depositi e prestiti per la costituzione di un ´Fondo speciale presso il ministero delle infrastrutture e dei trasporti per il completamento della ricostruzione nelle zone colpite dagli eventi sismici del 1980, 1981 e 1982, di cui al Testo unico n. 76 del 1990′. Il tasso di remunerazione è stabilito con decreto del ministro dell’economia e delle finanze.

2. Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a valere sulle giacenze complessive dei fondi, procede secondo le necessità di cassa all’accreditamento ai singoli comuni, nei limiti delle rispettive assegnazioni già disposte.

3. Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, su richiesta motivata dei sindaci, previo parere di una commissione formata da rappresentanti dei ministeri delle infrastrutture e dei trasporti, dell’economia e delle finanze, per i beni e le attività culturali e del Dipartimento della Ragioneria generale dello stato, nonché delle regioni interessate e degli stessi comuni, autorizza l’impegno dei fondi eccedenti le assegnazioni già disposte a favore di ciascun comune a valere sulle giacenze complessive, nei limiti del fabbisogno accertato e formalizzato per ciascun comune, e il conseguente accreditamento di cassa.

4. I fabbisogni dei singoli comuni sono definiti con decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nei limiti delle disponibilità complessive delle autorizzazioni di spesa destinate alla ricostruzione dei territori di cui al comma 1, come rilevati alla data di entrata in vigore della presente legge.

5. Con decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono altresì disciplinati la composizione e il funzionamento della commissione di cui al comma 3, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello stato.

6. I comuni utilizzano i fondi comunque assegnati a seguito degli eventi sismici degli anni 1980 e 1981 per la concessione di contributi ai soggetti di cui all’articolo 3 della legge 23 gennaio 1992, n. 32, e successive modificazioni, nonché i relativi saldi e trascinati, per il ripristino delle opere pubbliche di interesse comunale danneggiate, per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria funzionali agli insediamenti abitativi, nonché per il pagamento di somme a seguito di espropri, sentenze e contenziosi e analoghi ineludibili pagamenti connessi a impegni assunti a seguito degli eventi sismici, e, nel limite massimo del 4% dei fondi, per spese di funzionamento e gestione dell’ufficio terremoto.

7. Al fine della definitiva chiusura degli interventi infrastrutturali di cui all’art. 32 della legge 14/5/1981, n. 219, nelle aree della Campania, Basilicata, Puglia e Calabria, è nominato, con decreto del ministro delle attività produttive, un commissario ad acta che provvede alla realizzazione in regime di concessione di ogni ulteriore intervento funzionalmente necessario al completamento del programma, le cui opere siano state già individuate e la cui progettazione già affidata alla data del 28/2/1991.

Il commissario provvede altresì alla realizzazione degli interventi resi necessari da eventi naturali eccezionali e riferiti a opere non ancora consegnate in via definitiva al destinatario finale, nonché alla consegna definitiva delle opere collaudate agli enti destinatari preposti alla relativa gestione.

8. Sono revocate le concessioni per la realizzazione di opere di viabilità, finanziate ai sensi della legge 14/5/1981, n. 219, i cui lavori alla data del 31/12/2001, non abbiano conseguito significativi avanzamenti da almeno tre anni.

Il commissario di cui al comma 7, con propria determinazione, affida, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della lege, il completamento della realizzazione delle opere suddette con le modalità ritenute più vantaggiose per la pubblica amministrazione sulla base della medesima disciplina straordinaria di cui alla legge 14/5/1981, n. 219, e ne cura l’esecuzione.

9. Il commissario, nel dare avvio alle attività di cui ai commi 7 e 8, valuta l’onere derivante dal loro completamento e ne informa il Cipe per l’individuazione delle risorse finanziarie, d’intesa con le regioni destinatarie degli interventi e a valere sui trasferimenti a esse assegnate. All’onere per il compenso del commissario e per il funzionamento della struttura di supporto composta dal personale in servizio presso il ministero delle attività produttive, per un massimo di 300 mila euro anni, si provvede a valere sulle disponibilità del ministero delle attività produttive di cui alla contabilità speciale 1728, che saranno versate all’entrata del bilancio dello stato per la successiva riassegnazione allo stato di previsione del predetto ministero.

Articolo 62
Banconote e monete

1. Il comma 1 dell’articolo 3 della legge 7 aprile 1997, n. 96, e l’articolo 52-ter del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, sono sostituiti dal seguente: ´Le monete e le banconote in lire possono essere convertite in euro presso le filiali della Banca d’Italia non oltre il 28 febbraio 2012′.

2. Entro il 31 gennaio 2003 il ministero dell’economia e delle finanze e la Banca d’Italia effettueranno una stima delle banconote in lire che si prevede non saranno presentate per la conversione in euro entro il 28 febbraio 2012. Il 65% dell’importo risultante dalla stima predetta sarà corrisposto dalla Banca d’Italia all’erario entro il 28 febbraio 2003; fino al 25% dell’importo risultante dalla stima sarà corrisposto dalla Banca d’Italia all’erario entro il 31 gennaio 2008, tenuto conto dell’andamento dei rimborsi effettuati. L’importo residuo delle banconote in lire non presentate per la conversione in euro entro il 28 febbraio 2012 sarà corrisposto dalla Banca d’Italia all’erario entro il 31 marzo 2012.

Articolo 63
Disposizioni concernenti i consorzi agrari

1. All’art. 4 della legge 28 ottobre 1999, n. 410, il comma 2 sostituito dal seguente:

´2. I provedimenti di cui agli articoli 2540, 2543, 2544 e 2545 del codice civile sono adottati dal ministero delle attività produttive di concerto con il ministero delle politiche agricole e forestali, che assicura il monitoraggio economico e finanziario sull’Œttività dei consorzi agrari, anche in funzione dell’emanazione dei provvedimenti di cui al presente comma’.

2. All’art. 5 della legge 28 ottobre 1999, n. 410, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

´7-bis. Nel caso in cui la presentazione del concordato ai sensi dell’art. 214 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, il ministero delle attività produttive, di concerto con il ministero delle politiche agricole e forestali, abbia disposto la nomina di un commissario ad acta in sostituzione di organi statutari del consorzio, al fine di assicurare l’efficiente gestione del consorzio stesso e la ricostituzione ordinaria degli organi sociali, apportando le opportune modifiche statutarie, può essere nominato, con le modalità di cui all’art. 4, comma 2, della presente legge e per una durata massima di dodici mesi, un commissario con i poteri di cui all’art. 2543 del codice civile.

3. Per i consorzi agrari che versino nelle condizioni di cui all’art. 5, comma 4, della legge 28 ottobre 1999, n. 410, dopo l’omologazione della proposta di concordato preventivo, l’autorità amministrativa vigilante, per assicurare la più efficiente gestione dei consorzi stessi, può nominare un commissario governativo per la durata massima di ventiquattro mesi. Il commissario può provvedere alle modifiche statutarie ove necessarie, alla ammissione di nuovi soci in possesso dei requisiti di legge o statutari e alla ricostituzione ordinaria degli organi sociali

4 – continua