“Diventare body guard? Un’illusione”

11/11/2002





sabato, 9 Novembre 2002   











"Diventare body guard? Un’illusione"

Pronuncia dell’autorità garante per la concorrenza che ha giudicato ingannevole il messaggio di un corso di formazione per guardie del corpo. Il Savip: "E’ solo la punta di un iceberg".

di Simone Navarra


ROMA – E’ ingannevole ed illegale la pubblicità di corsi per la "formazione di guardie del corpo" e per proprietà transitiva è improprio dirsi body guard. La conferma arriva, dopo gli articoli 133 e seguenti del regio decreto numero 773 del 18 giugno 1931 sulle leggi di pubblica sicurezza, dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Il ricorso presentato da l Savip, Sindacato autonomo della vigilanza privata, è stato accolto in pieno e ha imposto alla società di "security" di non continuare promettere l’impossibile.

Lo scontro tra il sindacato più rappresentativo dei vigilantes e quest’impresa è nato dopo la distribuzione, nell’aprile scorso, di volantini in cui veniva propagandato un corso per diventare guardie del corpo. Costo della scuola 550 euro + Iva (20%). La chimera è quella che attraverso la frequenza e il successivo attestato si potrà accedere a vari stage. Con successiva "possibile collocazione in società operanti nel settore per i candidati che avranno raggiunto gli obiettivi prefissati".

Vincenzo Del Vicario, segretario nazionale del Savip attacca: "In passato molti giovani sono stati tratti in inganno da simili messaggi pubblicitari che, promettendo la formazione per un’attività illegale sono stati indotti a sborsare inutilmente dei soldi". Per questo Del Vicario ha inviato una lettera al capo della polizia. "E’ tempo di fare chiarezza e di eliminare forme scorrette di propaganda che, facendo leva sul bisogno di lavoro e sulla prospettiva di facili (ma inesistenti) guadagni, arrecano utili solo a quanti fingono di essere esperti in sicurezza privata".

Il giudizio dell’Autority è però un discrimine, un confine oltre il quale non sarà posssibile andare. Dal Savip non si dicono soddisfatti: "Rivendichiamo da tempo una maggiore attenzione al momento formativo delle guardie giurate. Invitiamo i politici a regolamentare seriamente la formazione e ad eliminare drasticamente tutte quelle scuole improvvisate, gestite da praticoni, che, con metodi più o meno truffaldini, inquinano un settore che, invece, ha assoluto bisogno di professionalità e affidabilità".

Stando a quanto risulta da una recente interrogazione ai ministri del Lavoro e degli Interni, dei parlamentari della Margherita Athos De Luca e Sandro Battisti, l’ispettorato al lavoro della Capitale ha riscontrato irregolarità in 29 istituti di vigilantes. "Ci sono persone – si afferma nella denuncia – che effettuano turni di 14/15 ore lavorative con gravi rischi per l’efficenza del servizio e l’incolumità dei cittadini".