DIVARIO SALARIALE MEDIO DI 8.400 EURO TRA LE PICCOLE-GRANDI IMPRESE LAVORO

24/09/2009

24 settembre 2009

Divario Salariale medio di 8.400 euro tra le piccole-grandi imprese lavoro

“Tra i lavoratori dipendenti nelle grandi imprese e quelli impiegati nelle piccole e piccolissime aziende c’é un divario salariale medio di 8.400 euro.”
A sostenerlo è il segretario confederale della Cgil e presidente Ires Agostino Megale che oggi ha presentato al Senato una indagine conoscitiva sul livello dei redditi da lavoro e sulla redistribuzione della ricchezza in Italia nel periodo 1993-2008 condotta dall’Ires. Se nelle grandi imprese la retribuzione annua (dati 2006 ma le differenze sono rimaste invariate anche nel 2007-2008) è pari a 26.900 euro, nelle piccole si arriva appena a 17.500.
Megale ha sottolineato che oltre ai lavoratori delle piccole imprese penalizzati dall’assenza di contrattazione aziendale o territoriale e in genere dalla mancanza della presenza del sindacato si percepiscono buste paga più leggere in modo particolare se si è donna, immigrato o giovane. In particolare a fronte di un salario medio mensile di 1.240 euro le donne percepiscono il 17,9% in meno, gli immigrati il 26,9% e i giovani il 27,1%.

“Una forte penalizzazione inoltre” spiega il sindacalista “si registra nelle imprese del Sud”.
Area nella quale negli ultimi anni si è segnalata una inflazione più alta rispetto alla media nazionale anche a causa della crescita dei prezzi dei beni di più largo consumo, quelli sui quali si concentra la spesa delle famiglie a più basso reddito.
"Dimostrando l’assurdità della richiesta leghista di riproporre le gabbie salariali in Italia. Le retribuzioni al Sud sono già più basse in media che al Nord e inoltre in quest’area negli ultimi cinque anni i prezzi sono cresciuti più velocemente”.