Ditte di pulizie: sciopero nazionale

08/06/2006
    gioved� 8 giugno 2006

    Pagina 8 – Lavoro/Economia

    Il contratto � scaduto da un anno ma �con le imprese non si pu� parlare�

      Ditte di pulizie, domani corteo
      e sciopero nazionale

        I lavoratori interessati sono oltre 400mila, in un settore dove spicca il lavoro nero e dove si � infiltrata anche la criminalit� organizzata e lo sfruttamento dell’immigrazione clandestina

          Carlo Magi

          Oltre 400mila lavoratori delle imprese di pulizie, dei servizi integrati e dei multiservizi da oltre un anno senza contratto hanno deciso di scioperare e di scendere in piazza, a Roma, in una manifestazione nazionale che partir� da piazza della Repubblica e finir� a piazza Venezia, dove parleranno il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, Ubaldo Conti, segretario della Uiltrasporti e il segretario nazionale della Filcams, Carmelo Romeo. Lo stesso Romeo spiega i motivi della protesta: �Stiamo trattando faticosamente come sempre, il rinnovo della parte normativa, sui salari non abbiamo ancora cominciato. Ma le imprese vogliono mano libera sul mercato del lavoro e la loro rigidit� ha provocato la proclamazione dello sciopero�.

          Il contratto riguarda i lavoratori delle pulizie, quelli della manutenzione del verde e della piccola edilizia, i portieri, anche di musei e siti archeologici. Un’ampia gamma di figure che solo recentemente sono state accorpate in un’unica sfera d’applicazione. Per tutti loro Confindustria, Lega Coop, Confcooperative, Confapi e Agci vorrebbero un futuro all’insegna della massima flessibilit�: �Noi respingiamo lo staff leasing e il lavoro a chiamata che per� nei fatti gi� c’�, perch� se devono lavorare 4 ore al giorno, molto spesso i lavoratori devono farne due in mattinata e le restanti quando vogliono i datori di lavoro che vogliono spingere questo meccanismo alle estreme conseguenze�. Circa l’80% degli addetti ai lavori hanno infatti contratti part-time e le imprese vorrebbero trovare un’intesa per non pagare le incidenze delle ore in pi� (adesso � il 34%): �Per legge deve essere concordato con i lavoratori il lavoro fatto in pi�, le imprese invece vorrebbero imporlo. Con la conseguenza scontata che chi dovesse rifiutare rischierebbe seriamente il posto�. C’� poi tutta la vicenda dell’apprendistato, che adesso ha una durata di 24 mesi, le imprese vorrebbero portarle, per tutti quelli che non fanno parte dei quadri, a 72 mesi. Ci vuole una laurea triennale per imparare questo mestiere? – si chiede ironicamente Romeo – In realt� questo cambiamento non servirebbe nemmeno a loro, � solo un modo per lucrare sul costo del lavoro�. Un altro aspetto toccato dalla trattativa � l’indennit� di malattia che per le associazioni imprenditoriali non dovrebbe essere corrisposto prima del quarto giorno a casa �per combattere l’assenteismo�, ma �addirittura nel 1992 abbiamo raggiunto l’accordo per la retribuzione immediata della malattia� sottolinea Romeo.

          Il settore delle pulizie ha inoltre l’ingente problema degli appalti e dei loro regolamenti: �Il meccanismo era caratterizzato dal "massimo ribasso", dopo molte lotte siamo riusciti a strappare la logica dell’offerta economica pi� vantaggiosa e, attraverso una legge, dell’offerta anomala. Ma se le norme ci sono, mancano i comportamenti che le seguano�. Ed � per questo che, anche nelle imprese pubbliche �c’� la presenza della criminalit� organizzata, del caporalato, del lavoro nero, del riciclaggio di denato sporco, dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina e nel nord-est hanno addirittura trovato il modo di applicare la Bolkestein, organizzando pulmann di lavoratori stranieri dalla mattina alla sera� conclude Romeo. La prima risposta a tutto questo sar� gioved� in piazza. Poi, il contratto.