Distribuzione: La riscoperta del franchising

12/04/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Distribuzione
    Imminente la pubblicazione del regolamento per l’utilizzo di 800 miliardi di aiuti

    La riscoperta del franchising
    Già pronta una raffica di progetti per promuovere nuove reti di vendita d’intesa con Sviluppo Italia
    Vincenzo Chierchia
    MILANO. Il progetto franchising del Governo è vicino al decollo. Entro tre settimane al massimo, stimano a Sviluppo Italia, la società che gestisce i primi contatti e la stesura dei contratti di programma con le imprese che intendono promuovere reti di vendita in affiliazione al Sud, in prevalenza, e anche al Nord. Sviluppo Italia ha a disposizione un plafond complessivo di 800 miliardi. Praticamente a circa un anno di distanza dal varo del decreto legislativo (aprile 2000) da parte dell’Esecutivo, il regolamento di attuazione, ossia il provvedimento che consente la piena applicabilità delle norme sul franchising, è stato siglato sia dal ministero del Tesoro che da quello del Lavoro. Da parte del Consiglio di Stato sono giunte indicazioni ufficiose sull’avvenuta approvazione senza sostanziali rilievi. Ora il testo è all’attenzione di Palazzo Chigi e del Guardasigilli per gli ultimi adempimenti formali. Poi c’è solo la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale».
    Nel frattempo a Sviluppo Italia segnalano che sono pronte per essere firmate, all’indomani della pubblicazione, una decina di convenzioni con altrettanti gruppi di franchisor; una cinquantina i piani di sviluppo già definiti in linea di massima, mentre sarebbero un centinaio i gruppi che hanno avuto contatti avanzati con Sviluppo Italia per arrivare a definire un accordo quadro.
    Ma si tratta solo dell’inizio, in quanto alla società guidata da Carlo Borgomeo stimano che il grosso delle richieste per stipulare le convenzioni e accedere agli aiuti per il franchising scatterà una volta che sarà completato il quadro delle norme applicative. Anche dagli Stati Uniti, ad esempio, i riflettori sono accesi sulle possibilità di sviluppare il business in Italia con l’impiego del franchising. I contatti si stanno intensificando e sono previste missioni di operatori commerciali nei prossimi mesi.
    A pieno ritmo prosegue poi l’attività di Confimprese, che coordina un nutrito gruppo di aziende specializzate proprio nell’impiego del franchising per lo sviluppo delle reti distributive.
    Una stima di massima consentirebbe di prevedere, per la prima fase di applicazione del progetto, la realizzazione di 8/10mila nuovi punti vendita (utilizzando anche la normativa sulle microimprese) nel medio termine, cui dovrebbero corrispondere in media almeno il triplo di nuovi posti di lavoro.
    Tra i primi sottoscrittori degli accordi ci sono Arquati, Buffetti, Mpm Marvin, Cannella, Jungle juice, Eta Beta, Harmont-Blaine. Si prevede la realizzazione di 600 negozi con 1.500 nuovi posti di lavoro (si veda «Il Sole-24 Ore» del 1° febbraio). Ma altri gruppi si stanno facendo avanti.
    In ambito Confimprese, ad esempio, risulterebbero in istruttoria anche i progetti di sviluppo di Autogrill, Play mart, Gastone immobiliare e Vobis. Altre imprese hanno iniziato un confronto con Sviluppo Italia: Bata, Blockbuster, Coin, Eap (rosticcerie Paolino), Enel.si, Esperya (per le Osterye), Euronics, Metà supernegozi e Pregel (gelaterie).
    Al lavoro sui progetti di sviluppo in franchising, e in fase giudicata avanzata, anche le joint venture italo-americane McDonald’s, Partyland e Dunkin Donuts.
    Quindi un po’ tutto il settore dell’affiliazione commerciale si sta mettendo via via in movimento. In Italia il business del franchising ha caratteristiche trasversali: le tipologie contrattuali dell’affiliazione vengono utilizzate nel settore immobiliare come nella ristorazione, nei servizi e nell’abbigliamento e per certi versi anche in attività di tipo produttivo. Secondo l’Assofranchising si contano attualmente circa 19mila negozi, mentre il giro d’affari si aggira sui 24mila miliardi di lire.
    Giovedì 12 Aprile 2001
 
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