Distribuzione, il discount prende quota

04/10/2004

        Il Sole-24 Ore
        sezione: ECONOMIA ITALIANA data: 2004-10-02 – pag: 11
        autore: N.D.B.

        Secondo l’indagine Iri-Infoscan la rete rappresenta il 6,7% delle vendite – Perdono iper e supermercati

        Distribuzione, il discount prende quota

        MILANO • Cresce il peso del discount a scapito di iper e supermercati e, conseguentemente, aumenta il peso dei prodotti a marchio (private label) a scapito dei prodotti dell’industria di marca.

        L’evoluzione del sistema commerciale, da un lato, e la diminuzione del potere di acquisto delle famiglie, dall’altro, uniforma il comportamento dei consumatori italiani a quello di molti altri Paesi europei.

        È quanto emerge dall’analisi sulle tendenze in atto della domanda di prodotti di largo consumo confezionati (Lcc) rilevata in Italia dalla società di ricerche di mercato Iri-Infoscan.

        Secondo l’indagine, presentata ieri dall’amministratore delegato Francesco Franceschini, nei primi otto mesi dell’anno (gennaioagosto 2004) è stato rilevato come le vendite realizzate negli iper e supermercati e superettes hanno sfiorato i 36,5 miliardi di euro, con un incremento sull’anno terminante (settembre 2003 agosto 2004) del 3,4 per cento. Ma questo dato non rispecchia in pieno lo stato di salute del settore.

        Infatti, se l’analisi viene ridotta al periodo aprile-agosto 2004, il trend positivo lascia il posto a un segno negativo in grado di annullare la crescita (+0,1%) delle vendite a valore nella grande distribuzione a giugno, per poi riprendersi leggermente nei due mesi successivi. Non solo, ma per gli stessi flussi rilevati tra aprile e agosto di quest’anno che hanno interessato la grande distribuzione, considerata a parità di rete (senza le nuove aperture avvenute nell’ultimo anno), il calo diventa assai marcato, con un -4,5% (a valore) rispetto ad agosto 2003.

        Contemporaneamente il sistema di vendita discount registra una forte crescita del proprio peso, sia come numeri delle location (al primo gennaio 2004 le stime Iri-Infoscan contano 2.583 punti vendita, con un +2,7% sul 2002), sia come media ponderata a valore. Secondo l’istituto di ricerca, oggi il sistema discount sviluppa il 6,7% delle vendite totali della Gdo italiana, con un incremento di oltre l’8% rispetto al 2002.

        Tutto questo lascia intendere che la maggiore penetrazione del canale distributivo dei prodotti unbranded nel tessuto italiano è strutturale. Non a caso l’analisi Iri-Infoscan porta a credere che il consumatore che fa la spesa nel discount non appartiene più e solo alle fasce più deboli della popolazione.

        E che la scelta di questo canale dipende principalmente dal risparmio offerto dal basso livello dei prezzi praticati, mentre gli iper e i super vengono scelti per la presenza di nuovi prodotti, per il servizio e l’ampiezza della gamma offerte dal punto vendita.

        Le grandi catene distributive sembrano orientate a controbilanciare la limitata crescita delle loro vendite di grocery attraverso la diversificazione dell’offerta ed entrando in nuovi settori merceologici.

        Non solo, un altro fattore su cui produttori e distributori della Gdo stanno investendo parecchio e il maggiore ricorso alle promozioni. A partire da gennaio di quest’anno è stato infatti registrato un continuo ricorso alla pressione promozionale a valore che ha raggiunto il picco a maggio, con una crescita di 2,8 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2003.

        Per l’amministratore delegato di Iri-Infoscan, Francesco Franceschini, «se le tendenze in atto, e cioè crescita della marca privata e del discount, verranno confermate anche nel prossimo futuro, è presumibile attendersi fenomeni di concentrazione nel mercato dei beni di largo consumo, a fronte di una riduzione dello spazio per l’industria di marca».