Distribuzione: a rischio le intese internazionali

11/02/2005

    venerdì 11 febbraio 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 17

    A rischio le intese internazionali

    VINCENZO CHIERCHIA

      MILANO • La bufera giudiziaria che ha investito i vertici del Conad, gruppo distributivo a base cooperativa ( tra dettaglianti) tra i leader in Italia, non mancherà di far sentire i suoi effetti per parecchio. È un’ulteriore spallata a un sistema distributivo contraddistinto da una cronica debolezza delle catene italiane, e con i gruppi esteri che marciano spediti verso la maggioranza assoluta; le centrali acquisti con partner stranieri di riferimento, hanno oggi una quota aggregata di mercato che si attesta sul 48% circa. E qualche avvisaglia è arrivata nei giorni scorsi con il passaggio di una coop socia di Conad al gruppo Carrefour.

      Il Consorzio nazionale dettaglianti ( Conad) figura infatti al 4 ? posto per quota di mercato ( dati Iri Infoscan) tra le principali realtà italiane a un’incollatura dal colosso transalpino Auchan. La struttura del gruppo vede al centro il Consorzio nazionale che gestisce acquisti e servizi ( logistica, politiche commerciali etc.), e una rete di cooperative tra dettaglianti nel territorio.

      Attualmente le cooperative tra dettaglianti del sistema Conad sono otto. Queste cooperative gestiscono 1.400 supermercati a insegna Conad, che sviluppano un giro d’affari ( alla vendita) di oltre 5 miliardi di euro. Il gruppo ha poi tradizionalmente puntato molto sui piccoli supermarket di prossimità ( l’insegna è Margherita), e le cooperative ne gestiscono oltre 1.500 con un giro d’affari di un miliardo di euro circa.

      Nel comparto degli ipermercati il Conad ha siglato all’inizio degli anni 2000 un accordo stretegico con il gruppo francese Leclerc, dopo aver studiato senza successo la possibilità di un’alleanza con un altro gruppo transalpino, Intermarchè. È stata costituita la società comune Conalec che sviluppa ipermercati a insegna Leclerc in Italia, attualmente a Conalec fanno capo una quindicina di grandi strutture di vendita per un giro d’affari di oltre 500 milioni di euro.

      Di recente poi il Conad ha siglato una intesa di carattere commerciale con la filiale italiana del gruppo tedesco Rewe ( che nel nostro Paese gestisce le reti Billa e Standa alimentare). All’inizio del 2005 Rewe Italia ha fato il suo ingresso all’interno del sistema Conad, consentendo al gruppo cooperativo che ha il quartier generale a Bologna di stimare una quota di mercato del 12,2% a fronte di un giro d’affari di riferimento ( dati alla vendita) di oltre 8 miliardi di euro; dati che, in pratica, equivalgono alla seconda posizione nella classifica italiana dei gruppi della grande distribuzione.

      La storia recente del Conad ( costituito nel giugno del 1962 da una costola della Coop) è stata contraddistinta da passaggi significativi.

      Alla fine del 2003 è stata sciolta l’alleanza strategica con Coop, ossia la centrale acquisti Italia distribuzione, che aveva assunto un ruolo leader in Italia con una quota di mercato del 27% circa. Alla base del divorzio l’alleanza con i francesi di Leclerc, mal digerita da Coop e da parti rilevanti del sistema Conad.

      Qualche cooperativa ha iniziato poi a uscire dal sistema Conad. Si tratta del Cedi Marche ( 104 punti vendita di cui 25 supermercati) che dall’inizio del 2005 ha lasciato il Consorzio tra dettaglianti ed è entrato nell’orbita del colosso francese Carrefour, il secondo grupo distributivo al mondo dopo il gigante americano Wal Mart.

      In questo momento al timone del Conad si ritrova il direttore generale Francesco Pugliese, manager arrivato all’inizio di marzo dalla Yomo ( società alimentare che a seguito di una grave crisi finanziaria è finita nell’orbita di Granarolo) di cui è stato amministratore delegato per diversi mesi.