Disoccupazione record Nel 2009 chiuse 9mila aziende

02/03/2010

Il tasso di disoccupazione continua a salire: a gennaio è all’8,6% dall’8,5 di dicembre, il dato peggiore dall’inizio delle rilevazioni Istat. L’occupazione perde l’1,3% su base annua, in assoluto 307mila lavoratori: in totale, gli occupati sono 22 milioni e 904mila. E, sempre a gennaio, in cerca di occupazione sono 2 milioni e 144mila, in crescita dello 0,2% (+5mila) rispetto a dicembre e addirittura del 18,5 (+334mila) rispetto a gennaio 2009. È l’ottavo incremento consecutivo. L’Istituto di statistica che ha diffuso i dati segnala un crollo generalizzato: tra i giovani, il tasso di disoccupazione è del 26,8%, con una crescita di 0,3 punti rispetto a dicembre e di 2,6 punti rispetto a gennaio 2009. La disoccupazione maschile raggiunge un livello pari a 1 milione 147mila unità, in aumento del 2,1% (+23mila) su base mensile e del 27,2 (+245mila unità) su base annua. Quanto alle donne, quelle disoccupate sono 997mila, con una riduzione dell’ 1,9% rispetto a dicembre (-19mila), ma un aumento del 9,8 rispetto a gennaio 2009 (+89mila). Nel complesso, le persone inattive (di età compresa tra 15 e 64 anni), a gennaio sono 14 milioni 871mila, 28mila in più rispetto a dicembre, ben 172mila in pù in un anno. Come sempre, la quota è più alta tra le donne: 9 milioni 677mila contro i5 milioni e 194mila uomini. Nel 2009 calano anche i consumi (-1,2%) e i redditi da lavoro dipendente e le retribuzioni lorde, diminuiti dello 0,6%. Quelli che per il Pd sono «dati disastrosi », che per Confcommercio e Confesercenti confermano «la gravità della fase recessiva», per il ministro Sacconi (Welfare) non hanno invece dignità di allarme: «Si conferma l’importanza dell’esteso impiego di ammortizzatori sociali e contratti di solidarietà che conservano i rapporti di lavoro – riesce a dire il ministro – mantenendoci così significativamente al di sotto della media dell’eurozona ».
PROPOSTE
Per Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, «i dati dell’Istat fotografano ancora un volta qual è la realtà del nostro Paese. Mentre i giornali e i Tg ci parlano delle vicende di corruzione e di un sistema di potere poco trasparente che chiama in causa maggioranza e governo, delle crociate di Berlusconi per sconfiggere i giudici talebani, c’è un’Italia vera che non ce la fa, senza un governo capace di affrontare le difficoltà della crisi.
Questa è l’Italia di Berlusconi». «Il governo si è preoccupato solo delle questioni che riguardano pochi – continua Finocchiaro – ignorando le esigenze del mondo del lavoro. Il “governo del fare” nulla ha fatto per affrontare la crisi». Il Pd porterà in Parlamento una proposta sul tema degli ammortizzatori sociali, con tre obiettivi: la costituzione presso l’Inps di un fondo per pagare chi, pur lavorando, non riceve retribuzione. Poi, l’adozione di una tutela universale di disoccupazione, pari al 60% dell’ultima retribuzione, per coloro che non dispongono di ammortizzatori. Terzo obiettivo è il raddoppio della durata della cassa integrazione ordinaria, per evitare il rischio di passare alla mobilità e i licenziamenti