«Disoccupazione problema numero uno»

10/10/2003



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  Economia




10.10.2003
La Banca centrale europea prevede una «ripresa graduale» dell’economia, ma solo a partire dal 2004. Intanto chiede lavoro più flessibile
«Disoccupazione problema numero uno»

MILANO La ripresa economica è in vista. Ma può esserci ripresa senza occupazione? Per la Banca centrale europea no. Tanto da mettere al centro delle priorità da risolvere proprio l’assenza di un posto di lavoro. Se l’economia europea conoscerà un «progressivo rafforzamento nel corso del 2004», i «problemi strutturali irrisolti e perduranti squilibri macroeconomici» metteranno a rischio la ripresa. E così il monito della Banca centrale europea, nel bollettino di ottobre, riguarda le politiche di bilancio dei paesi che aderiscono all’euro , che «destano serie preoccupazioni» e, appunto, il lavoro. La ricetta che da Francoforte si avanza ha però il sapore di antico. Per favorire l’occupazione, sostengono i tecnici dell’istituto monetario, serve «più flessibilità» nel mercato del lavoro.
È sotto controllo, invece, in Europa il rischio legato all’inflazione (non in Italia che vanta una crescita del costi del denaro da record), che nel 2004 si attesterà sotto il 2%, con una progressiva riduzione anche per l’inflazione «percepita». Alcuni paesi dell’area, si legge nel bollettino, hanno subito più di altri l’effetto del cambio (leggi Italia). Nella direzione della stabilità vanno le riforme strutturali e la Bce apprezza «gli sforzi attualmente compiuti allo scopo di avviare importanti cambiamenti nei sistemi pensionistici e sanitari», che «rivestono un
enorme significato al fine di assicurare la sostenibilità dei regimi previdenziali».
Alcuni paesi, però, non sono sufficientemente attenti al rigore dei conti pubblici e i recenti sviluppi della politica di bilancio «destano serie preoccupazioni». Per Francoforte, inoltre, «è preoccupante che non tutti i paesi con gravi squilibri abbiano finora intrapreso adeguate misure di risanamento». I piani di bilancio dovranno essere integrati
in una «strategia complessiva e credibile di medio periodo, incentrata sulla riforma strutturale della spesa. Il principale problema economico dell’area dell’euro», però, è «l’elevato livello di disoccupazione strutturale», che dev’essere affrontato con «ulteriori riforme» per ridurre «le rigidità strutturali nei mercati del lavoro e del beni e servizi». Le prospettive per la stabilità dei prezzi «restano favorevoli a medio termine» e le attese di inflazione a lungo termine «permangono su livelli inferiori ma prossimi al 2%».