Disoccupazione «piena» all’immigrato che riparte

04/12/2002



            4 dicembre 2002

            NORME E TRIBUTI
            Disoccupazione «piena» all’immigrato che riparte


            RAVENNA – L’indennità di disoccupazione spetta per intero anche se il cittadino extracomunitario, essendo rimasto senza lavoro in Italia, se ne torna nel suo Paese di origine. È la conclusione, ispirata da «principi di rango costituzionale» cui è giunto il giudice del lavoro di Ravenna Roberto Riverso. Il magistrato ravennate ha condannato l’Istituto nazionale della previdenza sociale a erogare l’intera indennità di disoccupazione a otto lavoratori extracomunitari, alcuni dei quali senegalesi e altri marocchini, i quali, nel periodo compreso fra il 1998 e il 1999, dopo aver lavorato nei campi alcuni per 151 giorni e altri per 78, avevano chiesto e ottenuto l’indennità di disoccupazione agricola speciale, che però era stata decurtata per il periodo in cui se ne erano tornati nel loro Paese in attesa di una nuova chiamata in Italia. «Un ritorno – secondo il giudice del lavoro di Ravenna – che rappresenta generalmente una scelta necessitata, dettata dalla carenza del reddito e dall’esigenza del risparmio determinate dalla mancanza del lavoro, che non troverà certo nel suo Paese da cui appunto è uscito proprio per cercarlo altrove». L’Inps, nel tagliare in questi casi l’indennità di disoccupazione, si era riferito a una propria interpretazione del 3 maggio 1999 che il giudice Riverso ha però ritenuto inapplicabile. Uno dei passaggi importanti della motivazione della sentenza di Ravenna si riferisce alla contestazione della tesi difensiva avanzata dall’Istituto nazionale della previdenza sociale secondo cui l’ente pensionistico avrebbe agito «nello stesso modo nei confronti dei lavoratori italiani che si recano in Paesi extracomunitari, ai quali viene ridotto il trattamento per i periodi di espatrio». Nella decisione il giudice sottolinea invece che non si tratta di situazioni uguali: «Per l’immigrato che resta disoccupato in Italia alla scadenza del rapporto di lavoro precario, perduto senza sua colpa, il ritorno al Paese di origine rappresenta generalmente una scelta necessitata, dettata dalla carenza di reddito e dall’esigenza del risparmio»; mentre per «l’italiano disoccupato lasciare l’Italia può significare avere già trovato un nuovo lavoro», ma non certo in Marocco o in Senegal.