Disoccupazione in calo ad aprile ma scendono anche gli occupati

01/06/2011

ROMA Un aprile in chiaroscuro perché se è vero che scende il tasso di disoccupazione è altrettanto vero che cala anche quello dell’occupazione. Al di là di numeri e percentuali forniti dall’Istat è questo il quadro del momento sul mercato del lavoro. Il nostro istituto di statistica dice che ad aprile il tasso di disoccupazione cala all’8,1% dall’8,3% di marzo, vale a dire -0,2 percentuali. Su base annua la diminuzione è di 0,6 punti. Il livello più basso dall’agosto del 2009. Il tasso di disoccupazione giovanile è sceso al 28,5% con una flessione congiunturale dell0 0,1%. Il dato più generale di aprile indica i disoccupati in poco più di due milioni, il 2,9% in meno rispetto a marzo (-60.000). Il tasso di disoccupazione maschile è al 7,3%, quello femminile al 9,1%. Variazioni minime che non mutano sostanzialmente il quadro,
Però sempre ad aprile (ed è questa l’altra faccia della medaglia) l’Istat conta anche 71.000 occupati in meno (-0,3%) rispetto a marzo. Numeri che fanno attestare il tasso di occupazione al 56,9% in calo dello 0,2% su base mensile e annua. Le due «voci», disoccupazione e occupazione, sono il risultato secondo i tecnici dell’Istituto, di una minore partecipazione al mercato del lavoro per oggettive per quanto diverse ragioni. Così si spiegherebbe anche il dato, probabilmente più preoccupante, che riguarda il fronte dei cosiddetti inattivi, cioè quelle persone collocate tra i 15 e i 64 anni, il cui numero è cresciuto di 152.000 unità pari al +1% rispetto al mese di marzo, portando il livello complessivo di inattività al 3,1%, 0,6 punti in più rispetto ad aprile del 2010 (+0,4 punti su marzo). Il che vuol dire che in un anno gli inattivi sono cresciuti di 302.000 unità, ovvero il 2%. Gli inattivi rientrano, infatti, in quella ampia schiera di coloro che non hanno un lavoro, non lo cercano o non sono disponibili ad iniziarlo subito. Un esercito di oltre 15 milioni. Secondo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, «il saldo è sostanzialmente stabile: della ripresa beneficiano per ora i cassintegrati che vengono richiamati al lavoro mentre per i giovani bisogna alzare il livello di apprendimento». Per i sindacati il dato positivo sulla disoccupazione oscura quello preoccupante della crescita degli inattivi. «Un’autentica voragine», a giudizio della Cgil. Il livello di disoccupazione, calcolato però a maggio, cala in Germania al 7% contro il 7,3% di aprile mentre nella zona dell’euro, ad aprile, è rimasto stabile attestandosi al 9,9%.
Ancora l’Istat rileva che, secondo stime provvisorie, il tasso di inflazione a maggio è rimasto stabile al 2,6%, lo stesso livello registrato ad aprile, il dato più alto dal novembre del 2008, con un aumento dei prezzi al consumo dello 0,1%. L’inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,3%. La stabilità risente della flessione congiunturale dei prezzi relativi a trasporti e ai beni non durevoli, controbilanciati dall’aumento dei prezzi dei generi alimentari e di quelli dei beni energetici regolamentati, come le tariffe del gas. I prezzi dei carburanti, dopo una lunga serie di aumenti, mostrano oscillazioni con la presenza di qualche segno meno. Quello della benzina è cresciuto dell’11,1% su base annua e dell’1,1% su base mensile. Quello del gasolio del 15,2%, ma meno rispetto al mese precedente (-18,9%).