Disoccupazione a maglie più larghe

25/03/2005
    venerdì 25 marzo 2005

    Disoccupazione a maglie più larghe

      Nel decreto legge sulla competitività anche misure per il mondo del lavoro. L’analisi dei consulenti. Ampliato il diritto all’indennità.
      Che si allunga anche di un mese

        La G.U. 62 del 16/03/05 ha pubblicato il decreto legge 14/03/05 n. 35 con le misure urgenti del provvedimento legato al piano d’azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Il pacchetto competitività ha visto la luce dopo un iter travagliato. Infatti il piano originario predisposto dal governo era più corposo e prevedeva l’immediata introduzione di molte più novità, ma l’esecutivo ha poi optato per la presentazione di due provvedimenti separati: un decreto legge contenente le misure più urgenti e un disegno di legge per le misure ad ampio respiro. Varie sono le disposizioni che interessano le professioni e il mondo del lavoro.

          Novità per Ordini e professioni. Pochi commi, all’art.2, per le libere professioni e con disposizioni ´bipartisan’: da una parte si dà atto che gli ordini tutelano interessi costituzionalmente rilevanti salvaguardando dal rischio di danni sociali conseguenti a eventuali prestazioni non adeguate; dall’altra si apre lo spiraglio al possibile riconoscimento di associazioni costituite da professionisti purché in possesso e nel rispetto delle condizioni previste dalla legge. Altre norme non presentano problematiche e dovrebbero essere di facile attuazione: una norma riguarda la composizione delle commissioni dell’esame di stato per l’abilitazione, laddove viene previsto che non più della metà dei membri dei commissari sono designati dall’ordine o collegio territoriale tra gli iscritti all’albo. Sarà inoltre possibile, per gli ordinamenti professionali che prevedono l’istituto del tirocinio, svolgere lo stesso presso amministrazioni e società che svolgono attività nel settore, sempre però sotto la responsabilità di un professionista iscritto. Altra disposizione del decreto legge, come già detto, è una sorta di ´dichiarazioni di principio’ e riguarda il riconoscimento delle associazioni professionali e l’istituzione di nuovi ordini: per l’attuazione di tali norme necessita una verifica e un confronto con tutte le parti interessate, nonché un chiarimento per determinare l’organismo e le modalità per il riconoscimento delle stesse; chiarimento che potrebbe già arrivare in sede di conversione del decreto legge.

            Trattamenti di disoccupazione e ammortizzatori sociali. Già operative, in quanto inserite nel decreto legge, le norme per l’ampliamento dei requisiti per il diritto all’indennità di disoccupazione, nonché l’innalzamento dal 1° aprile 2005 al 31 dicembre 2006, e in attesa della riforma degli ammortizzatori sociali, della durata dell’indennità ordinaria di disoccupazione: l’art. 13 del dl 35/05 ha elevato l’indennità di disoccupazione a sette mesi per chi ha meno di 50 anni e a dieci mesi per gli ultracinquantenni e sarà pari commisurata alla retribuzione nella misura del 50% per i primi sei mesi, 40% per i successivi tre mesi e 30% per gli ulteriori mesi. Modifiche anche alla legge 223/91 con estensione dei benefici per assunzioni di lavoratori in mobilità.

              Altre disposizioni. Inserite nel decreto legge anche la semplificazione del procedimento amministrativo, modificando la legge 241/90 ed estendendo la denuncia di inizio attività (Dia.) oltre che per il settore commerciale ed edilizio anche per le iscrizioni delle imprese ai ruoli e agli albi; la possibilità di dedurre dal reddito il 10%, sino a € 70 mila annui, le liberalità erogate alle onlus; l’accorciamento delle revocatorie fallimentari e le modifiche al procedimento civile.

                Le misure del disegno di legge. Stralciate dal decreto legge molte novità in materia di lavoro, che sono state inserite nel disegno di legge e che pertanto non sono ancora operative. In primo luogo la modifica al tanto criticato comma 3 dell’art. 3 del dl 12/02, convertito nella legge 73/02, che prevede una sanzione amministrativa dal 200 al 400% del costo del lavoro per ogni lavoratore irregolare per il periodo compreso dall’inizio dell’anno alla data della contestazione. La proposta del governo prevede, per l’impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture contabili obbligatorie, una sanzione amministrativa di € 2 mila maggiorata di € 50 (nella bozza iniziale la maggiorazione era di € 150), per ciascuna giornata effettiva di lavoro. Competente per l’irrogazione della sanzione non sarà più l’Agenzia delle entrate ma la direzione provinciale del lavoro e non sarà ammesso il pagamento in misura ridotta e neppure la proceduta prevista dall’art. 13 del decreto legislativo 124/04 in tema di riforma delle sanzioni. Altre proposte dell’esecutivo riguardano modifiche al decreto legislativo 276/03: del comma 1 dell’art. 53, dove rimarrà possibile, durante il rapporto di apprendistato, riconoscere una categoria di inquadramento del lavoratore non inferiore, per più di due livelli, rispetto alla categoria spettante al conseguimento a cui è finalizzato il contratto di apprendistato, fatte salve però specifiche disposizioni legislative o del Ccnl. Previste, nel disegno di legge, modifiche agli articoli 70, 71 e 72 in materia di lavoro accessorio e prestatori di lavoro accessorio: sono da considerarsi rapporti occasionali se non danno luogo a compensi superiori a 5 mila annui, anche per prestazioni svolte a favore di più beneficiari, nel corso dell’anno solare, eliminando il riferimento alla durata non superiore ai 30 giorni.