Disobbedienti per 24 ore

21/10/2002


          19 Ottobre 2002



          Disobbedienti per 24 ore

          Dalla «Scioparade» notturna di Roma alle azioni simboliche in tutta Italia
          L’ultimo atto dello sciopero generalizzato dei Disobbedienti avviene ieri pomeriggio alle 16,40 a
          Roma, quando un gruppo di militanti che da più di un’ora presidiava il centro commerciale Auchan di Casalbertone riusciva, nonostante il massiccio spiegamento di polizia, a entrare all’interno. L’obiettivo era quello di bloccare, per quanto possibile, i consumi nel giorno dello sciopero, ma anche di sottolineare come lì dentro la gran parte dei dipendenti siano precari. Azioni di disobbedienza contro i luoghi simboli del precariato, della guerra e per la riappropriazione degli spazi sociali si sono svolte in diverse città d’Italia, da Napoli (dove sono state sigillate alcune agenzie di lavoro interinale) a Bologna (occupato un negozio della Benetton), a Brescia (occupata la sede della Beretta) a Firenze (occupato un cantiere dell’Alta velocità, fermate per danneggiamenti quattro persone). In altre città, i Disobbedienti hanno partecipato ora ai cortei della Cgil, ora a quelli del sindacalismo di base, mentre a Padova hanno avvolto in uno striscione contro la guerra («Stop global war») la sede della Bnl, accusata di finanziare l’oleodotto dell’Ocp in Ecuador. A Venezia, intervento dal palco di uno studente e striscione «boicotta le banche di guerra». A Monfalcone, occupato l’ex ospedale civile per protesta contro la negazione di spazi sociali. A Milano, occupato il Teatro Lirico, per denunciarne lo stato di abbandono. In altre città, da Ancona a Biella, i «Silicon brothers» hanno sigillato agenzie di lavoro interinale con la colla. Ma la lunga giornata dello sciopero generalizzato per i no global era cominciata già la sera prima nella capitale, quando alle 22,30 era partita da San Lorenzo la «Scioparade» dei Roma city strikers. Parola d’ordine: «Articolo 18 e reddito sociale per tutti». In alcune migliaia, giovani dei centri sociali, studenti universitari e immigrati hanno dato vita, tra la curiosità degli abitanti, affacciati a finestre e balconi anche in pigiami e vestaglie, a una divertente street parade notturna a suon di musica, sparata dai sound system del Forte Prenestino come dei Giovani comunisti o del Corto circuito. E conclusa con l’occupazione di un capannone abbandonato (dove la festa è continuata fino all’alba) in via del Portonaccio, poco prima di arrivare alla stazione Tiburtina, dove il corteo sarebbe dovuto terminare ufficialmente ma non è mai arrivato. Poi, di prima mattina, il picchetto davanti allo stabilimento della Ericsson, mentre a Ostiense si svolgeva un blocco stradale per protestare contro l’aggressione di qualche giorno fa ai danni di un marocchino da parte di alcuni ultras «irriducibili» della Lazio. In realtà, quella dei Disobbedienti è stata una mobilitazione durata tre giorni: dal 16 ottobre, giornata mondiale contro i McDonald’s, a ieri, appunto. Con un unico filo conduttore: la protesta dei lavoratori precari (ora Mc-sfruttati, ora «tute arancioni» di Blu e Tim) contro i contratti capestro e lo sfruttamento cui sono sottoposti nei luoghi di lavoro. E con qualche momento di tensione, come quando a Milano, l’altro ieri, dopo l’occupazione simbolica degli uffici cittadini della Croce rossa, accusata di gestire il centro di detenzione per immigrati di via Corelli, la polizia aveva circondato il centro sociale Bulk.