Disinnescare la mina-referendum il centrosinistra tratta col Cinese

08/07/2002


LUNEDÌ, 08 LUGLIO 2002
 
Pagina 2 – Interni
 
IL RETROSCENA
 
Ulivo diviso sulla raccolta di firme. Incontri separati tra i partiti e il leader sindacale
 
Disinnescare la mina-referendum il centrosinistra tratta col Cinese
 
 
 
La coalizione offre una linea intransigente in Parlamento a difesa dell´articolo 18
 
UMBERTO ROSSO

ROMA – Con Fassino, l´altra sera alla festa dell´Unità a Bologna, dopo i pubblici abbracci le critiche in privato. Cofferati si è sfogato ancora una volta con il segretario, dieci minuti a tu per tu che per il leader della Quercia sono diventati una sofferenza. Il partito che rischia di contribuire «alla sconfitta» della Cgil, Bersani «deludente» nei suoi distinguo, lo stesso segretario ds in viaggio in Israele proprio al momento della bagarre a Montecitorio, Rutelli più duro di D´Alema… E per finire, l´arma-fine-di-mondo contro il governo che però per la Quercia rischia di diventare un boomerang: il referendum per difendere l´articolo 18. Il capo della Cgil vuole raccogliere le firme ma è dinamite per i ds: il partito potrebbe spaccarsi come una mela. D´Alema prende tempo, «ne parleremo quando sarà il momento», perché teme una sconfitta alle urne. Correntone e sinistra ds pronti invece alla carica. Contraria anche la Margherita e i socialisti, «sarebbe di fatto un referendum contro Cisl e Uil». Per il sì restano solo verdi e comunisti. Cofferati può contare anche su Di Pietro e Bertinotti, ma stanno fuori dall´Ulivo. Una ragione di più per spegnere sul nascere l´idea di un incontro collegiale di tutta l´opposizione, che pure il leader cgil accarezzava. Del resto all´appuntamento lo stesso centrosinistra si presenterà in ordine sparso. Colloqui rigorosamente bilaterali con Cofferati. Si comincia con Rutelli, mercoledì alla Camera, poi Fassino, e via via gli altri leader della coalizione.
Se il Cinese insiste sul referendum, l´Ulivo si spacca e la Cgil rischia l´isolamento. D´altra parte, il centrosinistra vuol dare battaglia contro il Patto per l´Italia e l´esclusione di Cofferati dal tavolo del Welfare. Come si risolve il rebus? Il "tour" di Sergio all´interno dell´opposizione servirà proprio a trovare una via d´uscita. La strada sarebbe già stata individuata: un passo indietro di Cofferati sul referendum, un passo avanti dell´Ulivo nella battaglia a difesa dell´articolo 18. La Cgil magari potrebbe lasciare sullo sfondo la raccolta referendaria, passaggio lungo e accidentato che divide il centrosinistra, in cambio di un´offensiva secca e decisa dell´Ulivo contro il Patto appena firmato. Per esempio con una dura battaglia parlamentare al momento della conversione in legge. Oppure sostenendo l´altra iniziativa che il sindacato ha messo in cantiere: la raccolta di firme per leggi di iniziativa popolare su ammortizzatori sociali ed estensione dei diritti. Punti sui quali il centrosinistra è pronto al confronto con Cofferati: non si tratta di referendum, dall´esito incerto, e soprattutto passano attraverso il Parlamento e le forze politiche. Nel frattempo, i leader ulivisti rafforzano gli argini per resistere alla discesa nell´arena politica del Cinese. I quarantenni della Margherita guidati da Cacciari, Realacci, Franceschini e Letta, si stringono attorno a Rutelli chiedendogli di rilanciare l´Ulivo unico. E i 170 parlamentari dell´intergruppo Artemide, visto che i portavoce della coalizione ancora non arrivano, eleggono i propri. Alla Camera in pole position c´è il popolare Roberto Pinza. Al Senato il diessino Enrico Morando