Disgelo tra Visco e i commercianti

20/09/2006
    mercoled� 20 settembre 2006

      Pagina 34 – Economia

        L�INCONTRO

          Applausi al viceministro. Sangalli: "Rivediamo pure gli studi di settori, ma non siano bancomat"

            Disgelo tra Visco e i commercianti �Collaboriamo contro l�evasione�

              LUISA GRION

                ROMA – Non � certo amore, ma disgelo s�. Il viceministro dell�Economia Vincenzo Visco e i commercianti cominciano a dialogare e il fatto non � da poco se si pensa che – solo sei anni fa, quando Sergio Bill� era il leader indiscusso della Confcommercio – la categoria accusava il ministro di �far vedere carte truccate� e avvertiva che sul fisco era disposta ad �andare ai materassi�. Erano gli anni in cui l�associazione organizzava i �no tax day� e accoglieva gli interventi di Visco in assemblea generale con fischi e mugugni.

                Ora pare non sia pi� cos� e ieri, parlando al Consiglio generale davanti ad un centinaio di presidenti delle associazioni territoriali e categorie, il ministro ha strappato perfino qualche tiepido applauso. D�altra parte da allora tante cose sono cambiate anche all�interno della Confcommercio, uscita dalla tempesta degli ultimi mesi di gestione Bill� per approdare a quella – pi� pacata – del nuovo presidente Carlo Sangalli, che del dialogo dice di fare una filosofia di vita.

                Il clima, dunque, ieri era decisamente diverso tanto che, all�uscita dell�incontro, non sono mancate le reciproche dimostrazioni di stima. �Confcommercio � un interlocutore affidabile e credibile – ha detto il viceministro – ci siamo parlati, confrontati, conosciuti meglio e sono venute indicazioni utili ad entrambi. Sono stati estremamente moderati nelle loro richieste�. �Siamo disposti a rivedere gli studi di settore purch� non diventino un bancomat; se ci sar� qualcuno che deve versare di pi� lo far�, ma chi avr� diritto a pagare di meno dovr� essere messo in grado di poterlo fare� ha detto Sangalli, pur ricordando a Visco che �il governo dovr� assumere impegni concreti nel taglio alla spesa pubblica�.

                Cos�� successo, allora, ieri pomeriggio nella sede di piazza Belli? Cosa ha detto Visco ai negozianti per far dimenticare quell�immagine che lo riguarda, inventata da Tremonti (l�appellativo di Dracula) che tanto era piaciuta alla categoria? Essenzialmente tre cose: la prima � che nella lotta all�evasione i commercianti non saranno l�obiettivo numero uno, nel mirino ci saranno anche le aziende di dimensioni maggiori. �Bisogner� far chiarezza anche sulle societ� – ha detto – specialmente quelle che falliscono, chiudono e poi riaprono�. Musica per le orecchie degli autonomi che sottolineano da sempre le responsabilit� dei pi� grandi capitali. La seconda � che la revisione degli studi di settore avverr� con la collaborazione dei commercianti stessi e la flessibilit� dell�amministrazione. La terza che, al di l� di cosa decider� il governo, lui rester� personalmente contrario all�aumento dell�aliquota Iva. Senza fare solenni promesse, Visco si � impegnato a fare il possibile per abbassare la pressione fiscale e a discutere con il collega Bersani di interventi ad hoc per la categoria (forse legati agli investimenti telematici delle aziende).

                  Niente di eclatante, sia chiaro. Il viceministro ha ricordato che per attuare il risanamento dei conti e il rilancio dell�economia � richiesta la partecipazione di tutti. Ma se si pensa che solo qualche settimana fa i dati diffusi sulla dichiarazione dei redditi – dai quali risultava che la categoria era fra le pi� povere – aveva innescato un clima che i commercianti definivano da �caccia alle streghe�, � gi� un inizio. Ora resta da vedere se la tregua superer� l�impatto della Finanziaria.