Disgelo su pensioni e statali

16/05/2007
    mercoledì 16 maggio 2007

    Pagina 35 – Economia

      Disgelo su pensioni e statali
      Prodi: accordo prima del Dpef

        Fassino apre a Rutelli sull´Ici, tagli dal prossimo anno

          Roberto Mania

            ROMA – Il premier Romano Prodi prova disinnescare la mina dello sciopero nel pubblico impiego e a stemperare le tensioni sulla previdenza. Di prima mattina, nella sede dell´Arel, ha incontrato, insieme al sottosegretario Enrico Letta, i leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Dure ore di colloquio nel quale – secondo i sindacati – il presidente del Consiglio si è impegnato, da una parte, a rispettare l´accordo per i contratti pubblici anche con i 101 euro di aumento e, dall´altra, ha rilanciato la sua impostazione per la riforma della previdenza: pensionamento flessibile, facendo leva sugli incentivi per restare al lavoro; ricerca di un compromesso sui coefficienti di trasformazione, avviando con i sindacati un confronto sui parametri tecnici. Una linea apparentemente più soft rispetto a quella illustrata solo la scorsa settimana dal ministro dell´Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, con la sua sfida ai sindacalisti ad essere più coraggiosi («parole sbagliate», ha tagliato corto ieri Epifani). Prodi punta all´accordo entro giugno, prima della definizione del Dpef, anche se il negoziato entrerà nel vivo solo dopo le amministrative di fine mese.

            Ed è stata proprio la delicatezza della fase politica, con lo sciopero del pubblico impiego già proclamato per i primi di giugno (il primo per tutti i comparti e il 5 solo per la scuola), a far maturare l´idea di un vertice informale a solo qualche ora dalla manifestazione dei 15 mila pensionati di Cgil, Cisl e Uil riuniti al Palasport di Roma per protestare contro il governo. Nel faccia a faccia all´Arel, Epifani, Bonanni e Angeletti hanno spiegato che la temperatura sociale rischia di salire e che probabilmente non vale la pena andare allo scontro sugli statali solo per cinque euro di differenza, cioè tra i 95-96 calcolati dal Tesoro e i 101 che risulterebbero ai sindacati. La prima verifica si avrà già oggi nell´incontro tra l´Aran (l´agenzia che tratta per il governo) e i sindacati di categoria. E fino a quando non ci sarà certezza sugli aumenti i sindacati non revocheranno lo sciopero generale.

            Prodi non sembra intenzionato ad aprire un conflitto nemmeno sulla previdenza. Ha rimarcato il valore della concertazione ma anche la necessità di trovare un accordo che garantisca l´equilibrio dei conti pubblici nel lungo periodo e la compatibilità con i parametri europei. Nel vertice di ieri il premier ha insistito sulla necessità di definire un sistema pensionistico senza rigidità perché le esigenze delle persone non sono tutte uguali. Da qui l´accenno a un meccanismo di incentivi per far restare le persone al lavoro più a lungo, ma volontariamente. Una strada che richiede maggiori risorse finanziarie rispetto a quella che ipotizza la sostituzione dello scalone (età minima per la pensione di anzianità bruscamente elevata da 57 a 60 anni dal 2008) con alcuni scalini (da 57 a 58 fino a 62 nel 2012 o 2014). Tanto più che Prodi avrebbe anche aperto alle richieste sindacali di affrontare il nodo dei coefficienti dei trasformazione riesaminando i parametri tecnici che li determinano: dalle previsioni di crescita dell´economia, al tasso di occupazione fino alla quota di lavoratori immigrati. Ma al di là delle soluzioni tecniche, l´obiettivo di ieri era il disgelo. Un contributo è arrivato pure dai gruppi parlamentari dell´Ulivo e di Rifondazione, che con i rispettivi leader (Francesco Rutelli, Piero Fassino e Franco Giordano) hanno espresso sostegno alle posizioni sindacali.

            Disgelo anche sul fronte dell´Ici. Fassino ha ribadito che le priorità restano gli ammortizzatori sociali e le pensioni basse, ma – nella riunione con i gruppi dell´Ulivo Senato – si è detto disponibile a discutere anche della riduzione della tassa sulla prima casa. Si rafforza, così l´ipotesi della Margherita di inserire nel ddl sulle rendite finanziarie uno sgravio non inferiore a 500 euro dal 2008.