Disco verde alle Casse private per gestire i fondi complementari

04/03/2003





Martedí 04 Marzo 2003
LIBERE PROFESSIONI


Disco verde alle Casse private per gestire i fondi complementari

Previdenza – Nella delega anche la possibilità dell’assistenza sanitaria integrativa


Il disegno di legge per la riforma del sistema previdenziale, approvato il 27 febbraio dalla Camera, interviene a tutto campo, dalla previdenza obbligatoria, con la liberalizzazione dell’età del pensionamento, a quella complementare, con il conferimento del trattamento di fine rapporto alle forme pensionistiche complementari ed ai fondi di categoria. Non sfuggono, quindi, alla riforma né gli enti previdenziali privatizzati, di cui ai decreti legislativi 509/94 e 103/96, né gli iscritti alla Gestione separata Inps per il lavoro autonomo. Agli enti privatizzati viene attribuita la possibilità di istituire, con l’obbligo di gestione separata, forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 124/1993, sia direttamente che d’intesa con le fonti istitutive rappresentative della categoria. Agli enti previdenziali privatizzati di cui al decreto legislativo 509 viene altresì consentito, in quanto previsto dallo statuto e dal regolamento, di gestire l’assistenza sanitaria integrativa al fine di assicurare prestazioni assistenziali a favore degli iscritti, andando così a confermare l’attività in tal senso avviata da alcune Casse di categoria. Dovrà peraltro essere rispettato l’equilibrio finanziario di ogni singola gestione, previdenziale e sanitaria. Gli enti privatizzati continuano, poi, ad essere fortemente interessati dalla revisione del principio di totalizzazione dei periodi assicurativi che, secondo la delega al Governo di cui alla lettera f) del comma 1, dell’articolo 1, dovrà essere estesa anche «alle ipotesi in cui si raggiungano i requisiti minimi per il diritto alla pensione in uno dei fondi presso cui sono accreditati i contributi». Aumenteranno perciò, presumibilmente, i soggetti interessati. La revisione toccherà, inoltre, la gestione separata del lavoro autonomo che è, più volte, oggetto di intervento. Da una parte verranno innalzate le aliquote contributive, con la graduale (la scansione non è esplicitata) applicazione delle aliquote vigenti per i lavoratori iscritti alla Gestione commercianti. L’aumento interesserà i soli iscritti privi di altre forme di previdenza obbligatoria e vedrà l’attuale aliquota del 13,50 per cento arrivare al traguardo del 19 per cento, ipotizzato nel 2014, assai prima del previsto. Saranno esclusi dall’aumento dell’aliquota coloro che sono titolari di trattamenti pensionistici e coloro che ricoprono incarichi di amministratore, sindaco o revisore di società. Una parte dell’aumento dovrà, inoltre, essere destinata a prestazioni di carattere sociale e formativo a favore dei lavoratori parasubordinati. Alla gestione separata dovranno essere iscritti anche gli associati in partecipazione che apportano solo lavoro e i cui redditi sono qualificati, ai fini fiscali, redditi di lavoro autonomo di cui all’articolo 49, comma 2, del Tuir. Sfuggono all’obbligo gli associati iscritti ad Albi professionali, che verseranno alla Cassa della categoria di appartenenza i contributi dovuti, anche per questa tipologia reddituale. Non sfuggono, invece, all’obbligo di contribuzione alla gestione separata i titolari di redditi derivanti da prestazioni lavorative occasionali, il cui importo superi 4.500 euro all’anno. Dall’intreccio fra i "collegati" che si stanno via via approvando emergono, però, situazioni che necessitano di un miglior raccordo. Infatti, per effetto del "collegato lavoro", approvato con la legge 30/2003, non sono da considerare collaborazioni coordinate e continuative le prestazioni occasionali, di durata non superiore a trenta giorni, nell’anno, con lo stesso committente, salvo che l’importo percepito superi i 5mila euro. Altrettanto potrebbe dirsi per le tutele destinate agli iscritti alla gestione separata, i collaboratori coordinati e continuativi. L’articolo 4 del "collegato lavoro" dispone misure in ordine alla maternità e alla malattia; il "collegato previdenza" estende ai lavoratori iscritti alla gestione separata le prestazioni e le garanzie a carattere sociale e formativo previste per i lavoratori dipendenti e autonomi, adattandole alle caratteristiche proprie degli iscritti alla gestione e ferma restando l’esigenza di equilibrio delle apposite evidenze contabili.
MARIA ROSA GHEIDO