Disco verde a 6.400 stagionali

14/03/2002





Maroni firma il decreto per ingressi aggiuntivi destinati ad agricoltura e turismo del Sud – Trieste apre uno sportello in Romania
Disco verde a 6.400 stagionali
Per le imprese i permessi non sono ancora sufficienti – Federalberghi: emergenza in Emilia-Romagna
Michele Menichella
ROMA – Assegnati dal ministero del Welfare altri 6.400 lavoratori stagionali extracomunitari alle imprese agricole e turistiche del Centro-Sud. La decisione, adottata martedì sera dal ministro Roberto Maroni, integra una precedente distribuzione definita con decreto ministeriale del 4 febbraio che metteva a disposizione 33mila lavoratori alle imprese del Centro-Nord. Con lo stesso decreto ministeriale del 12 marzo, Maroni ha anche stabilito per il 2002 una quota massima di 3mila lavoratori extracomunitari per lavoro autonomo, anche per lo svolgimento di attività professionali, provenienti da qualsiasi Paese non comunitario. In virtù dell’ultima decisione il totale delle assegnazioni destinate ai settori agricolo e turistico arriva a 39.400 unità, cifra identica a quella concessa l’anno scorso. Accogliendo parzialmente le richieste recentemente giunte dal ministro delle Politiche agricole, Giovanni Alemanno, e dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni (che avevano quantificato in 17.300 unità l’aumento supplettivo), Maroni ha esteso la possibilità di ingresso «a tutti gli extracomunitari provenienti da qualunque Paese, purché già in possesso di un regolare permesso di soggiorno per lavoro stagionale valido per il 2001». Sicché le imprese agricole potranno continuare a utilizzare manodopera proveniente dal Marocco, dalla Serbia e dalla Croazia nei confronti della quale sono stati effettuati in passato investimenti nella formazione professionale. Soddisfazione per il tempestivo varo del decreto è stata espressa da tutte le organizzazioni interessate che, però, sollecitano ulteriori ingressi. Paolo Bedoni, presidente della Coldiretti, ha sostenuto infatti che la nuova pattuglia dei 6.400 lavoratori non è sufficiente a soddisfare le necessità manifestate dalle imprese del Centro-Sud rimaste escluse dal precedente decreto. Appare perciò necessario per Bedoni avviare tempestivamente una verifica del fabbisogni annuali reali in tutte le Regioni considerando che la maggior parte dei 39.400 lavoratori stagionali troverà impiego in agricoltura, settore nel quale la presenza degli extracomunitari è aumentata ad un ritmo di 15-20% annuo. Giudizio positivo è stato fornito dal direttore generale di Confagricoltura, Vito Bianco. Per il rappresentante dell’organizzazione agricola le ultime assegnazioni del ministro Maroni non sono lontane dalla sufficienza ma si attendono, tuttavia, altre successive integrazioni. Bianco ha anche aggiunto che il segnale giunto dal ministro è positivo soprattutto per la tempestività del varo del provvedimento. Secondo la Confederazione italiana agricoltori (Cia) il decreto viene sì incontro alle esigenze delle aziende ma non le soddisfa completamente in quanto il settore avrebbe bisogno complessivamente di circa 45mila lavoratori. Ecco perché la Cia auspica che il ministro Maroni, mantenendo le promesse già fornite, stabilisca quote aggiuntive una volta varata la nuova legge sull’immigrazione Bossi-Fini. L’ulteriore incremento di extracomunitari è opportuno per la Federalberghi poiché colma una lacuna che si era presentata in alcune aree del Centro-Sud. Il provvedimento non risolve tuttavia – precisa una nota dell’organizzazione – l’emergenza dell’Emilia-Romagna che per il solo comparto alberghiero avrebbe bisogno di complessive 7mila unità rispetto alle 3mila finora assegnate dal ministero. Federalberghi sollecita che in questo quadro di rivalutazione del problema anche un’area così importante del Nord ottenga permessi aggiuntivi. Intanto la Margherita denuncia: «Il decreto sui nuovi ingressi è incostituzionale in quanto supera il tetto stabilito dalla legge che prevede 33mila presenze per quest’anno».

Giovedí 14 Marzo 2002