Discesa senza freni del lavoro

19/07/2001

Il Sole 24 ORE.com






    Grande industria – Per l’Istat in aprile è continuata la perdita di posti (-2,3%) – Crescono i salari

    Discesa senza freni del lavoro
    Per il secondo mese consecutivo calano anche gli occupati dei servizi, in controtendenza il commercio
    Elio Pagnotta
    (NOSTRO SERVIZIO) ROMA – L’occupazione nelle grandi imprese non si accoda alla tendenza positiva del mercato del lavoro e continua a diminuire. Anzi, la lunga serie negativa dell’industria trova riscontro nel riaffiorare di segnali di cedimento anche nei servizi, dove il numero degli addetti era stazionario o in lieve crescita da circa un anno. Nell’aprile 2001 l’industria ha denunciato su base annua una diminuzione di circa 19mila addetti e i servizi di altre 4mila unità. La situazione non mostra spiragli positivi anche se osservata attraverso la lente dei dati destagionalizzati, che evidenziano un calo dello 0,2% rispetto a marzo nell’industria e una totale stazionarietà nei servizi. La perdita di posti nelle grandi imprese sembra ben lontana dall’essersi esaurita, insensibile alla crescita dell’occupazione di cui invece beneficia il mercato del lavoro nel suo complesso. E questo non solo nell’industria, alle prese con un rallentamento dell’attività produttiva che si sta prolungando oltre il previsto, ma anche nei servizi, dove emergono le difficoltà della new economy. Secondo l’Istat nell’aprile 2001 l’indice degli occupati alle dipendenze nelle imprese industriali con oltre 500 addetti (pari a 87,6 con base dicembre 1995=100) ha fatto registrare una diminuzione, misurata attraverso i dati destagionalizzati, dello 0,2% sul mese precedente (–0,3% al netto della Cassa). Su base annua, e cioè rispetto all’aprile 2000, il calo è del 2,3% (–2,4% al netto della Cassa). Le variazioni negative più significative sono state nel settore della carta (–5,1%), nelle industrie del coke e nelle raffinerie di petrolio (–4,6%), nell’alimentare (–3,3%) e in quello dei mezzi di trasporto (–3,7%). Variazioni positive si verificano invece solo nel tessile-abbigliamento (+1,5%) e nella lavorazione dei minerali non metalliferi (+0,3%). In complesso, il settore manifatturiero ha dovuto fare i conti con un calo dell’1,5 per cento. Le ore effettivamente lavorate per dipendente — ma con un giorno lavorativo in più — sono rimaste invariate (–5,3% a parità di giorni lavorativi), mentre l’incidenza degli straordinari è salita al 4,8%. In crescita il ricorso alla cassa integrazione (+6,3%), mentre le retribuzioni lorde sono aumentate del 4,2% e il costo lavoro del 3,2 per cento. Il più rapido aumento dei salari rispetto al costo del lavoro va attribuito al fatto che in molti settori (in particolare raffinerie di petrolio ed elettricità, gas e acqua) sono stati erogati premi di produttività e incentivi all’esodo che comportano contributi previdenziali inferiori a quelli calcolati sulla busta paga. In calo per il secondo mese consecutivo, dopo un lungo periodo di modesta crescita, anche l’occupazione nelle grandi imprese dei servizi. L’indice è risultato pari a 96,4 (base dicembre 1995=100), con una flessione dello 0,4% nei confronti dell’aprile 2000, quando era iniziata la mini-serie positiva che appare essersi conclusa nel marzo di quest’anno. A determinare il risultato complessivo — avverte l’Istat — sono stati i trasporti, dove la riduzione dell’occupazione è salita al 4,3% in seguito all’uscita di personale con contratto a termine e del proseguimento dei processi di ristrutturazione. Sempre in forte accelerazione il numero degli addetti al commercio (+8,5%) e ad alberghi e ristoranti (+6,3%). Ferme le ore lavorate (che però a parità di giorni lavorativi calano del 5,3%), mentre la cassa integrazione fa segnare un aumento del 34,5% (ma il ricorso è comunque molto modesto e si limita al commercio). Le retribuzioni lorde sono diminuite del 3,8% e il costo del lavoro del 4,2%: la più rapida discesa del costo del lavoro rispetto alle retribuzioni è dovuta agli incentivi all’esodo nei settori in ristrutturazione.
    Giovedí 19 Luglio 2001
 
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