«Disavanzo al 3,7% in giugno»

22/10/2003


mercoledì 22 ottobre 2003

Ma sul dato finale avrà un effetto positivo l’autotassazione. Nel 2003 più 4,1% per entrate e uscite sul 2002

«Disavanzo al 3,7% in giugno,
calerà a fine anno»
L’Istat farà un monitoraggio ogni tre mesi sull’andamento dell’indebitamento statale

      ROMA – Il deficit pubblico è leggermente peggiorato nel primo semestre del 2003 rispetto allo stesso periodo del 2002, passando dal 3,6% al 3,75 del prodotto interno lordo. Il dato si ricava dal Conto economico trimestrale delle amministrazioni pubbliche, diffuso ieri per la prima volta dall’Istat. Si tratta del monitoraggio a scadenza ravvicinata (ogni tre mesi) che, secondo le direttive comunitarie, deve scattare dal 2005 e che l’istituto italiano di statistica ha invece elaborato con due anni di anticipo. Analizzando i dati relativi al secondo trimestre 2003 emerge che l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al prodotto interno lordo è pari all’1,5%, lo stesso valore del secondo trimestre 2002. Nel primo trimestre di quest’anno, invece, l’indebitamento si era attestato al 5,9%, contro il 5,7% dello stesso periodo dell’anno scorso.
      Mettendo insieme i due trimestri, conclude l’Istat, risulta che «l’indebitamento netto nel primo semestre del 2003 è pari al 3,7% rispetto al Pil, contro il 3,6% del primo semestre 2002». Si tratta di valori superiori al limite del 3% fissato dal Patto di stabilità, ma il dato che conta è quello annuale, che, fra l’altro, terrà conto dell’autotassazione di luglio e dell’anticipo di novembre.
      Il valore di questo monitoraggio, spiegano i tecnici dell’Istituto di statistica, è infatti soprattutto quello di tenere la situazione sotto controllo in tempo reale. Per questo i dati sono «destagionalizzati», a differenza di quelli che vengono utilizzati nelle comparazioni, presentano quindi forti oscillazioni da un trimestre all’altro e vanno considerati come «provvisori e suscettibili di revisioni nelle successive edizioni».
      Il conto economico evidenzia anche un aumento delle entrate e delle uscite, in entrambi i casi del 4,1%, nel secondo trimestre 2003 rispetto allo stesso periodo del 2002. Il peso delle entrate totali rispetto al Pil, sempre nel secondo trimestre di quest’anno, è così salito dal 44,7% al 45,1%.
      La quota delle uscite totali è rimasta quasi ferma, dal 46,7% del Pil al 46,6%. Nel secondo trimestre si è registrata una crescita tendenziale delle spese correnti del 3% dovuta soprattutto al forte aumento delle prestazioni sociali (»5,1%), cioè dello Stato sociale (pensioni e sanità), e delle retribuzioni dei dipendenti ministeriali dopo il rinnovo del contratto (» 2,9%).
Enr. Ma.