Diritto societario, oggi il voto

28/09/2001

Il Sole 24 ORE.com

    Sprint finale per l’approvazione del disegno di legge delega di riforma – I Ds preparano la protesta

    Diritto societario, oggi il voto
    Approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a estendere i benefici tributari ad altre coop
    Marco Ludovico
    (NOSTRO SERVIZIO)
    ROMA – Scatta oggi la volata finale per la riforma del diritto societario. Ieri, al Senato, maggioranza e opposizione si sono scontrate in modo violento. L’Ulivo ha usato tutti i mezzi a disposizione – verifica del numero legale, votazione segreta e per appello nominale – ma è uscito regolarmente sconfitto dalla sfida con la Casa della libertà. Oggi il disegno di legge Mirone-Castelli dovrebbe essere approvato definitivamente, e dopo la firma del presidente della Repubblica sarà legge dello Stato. Se l’opposizione manterrà le sue minacce, è probabile che la riforma del diritto societario passi al vaglio di un referendum. Ma bisogna ancora vedere «in che modo mettere in atto questa iniziativa», dice Lanfranco Turci (Ds). Le norme sotto accusa sono due: l’articolo 5 che riforma la disciplina delle cooperative e la nuova normativa sul falso in bilancio, prevista dall’articolo 11. Ieri l’assemblea del Senato ha approvato con appello nominale l’articolo 5: a favore 144 senatori, contrari 95, due astenuti. I votanti sono stati complessivamente 241, la maggioranza richiesta era 121. Sul «falso in bilancio» si discuteva ancora ieri in tarda serata. E sono volate parole grosse. «La destra ha calpestato la Costituzione, ha forzato fino a snaturarli i regolamenti parlamentari, ha ignorato le vere priorità del nostro Paese, pur di approvare una legge sbagliata, dannosa e anticostituzionale, che giova solo al premier che l’ha voluta e ispirata», ha dichiarato Gavino Angius, capogruppo Ds. Per Patrizia Toia (Margherita), «la riforma del diritto societario è un vero e proprio colpo alla trasparenza e alle regole di "pulizia" nel mercato, perché confina la cooperazione in settori secondari, emarginandola in una specie di riserva indiana». Replica Riccardo Pedrizzi (An), presidente della commissione Finanze e Tesoro di Palazzo Madama: «Gli unici obiettivi del ddl delega sulla riforma del diritto societario, nel complesso del testo che il Senato va ad approvare e degli ordini del giorno già accolti, sono quelli di aiutare lo sviluppo dell’intero sistema produttivo italiano, valorizzando l’imprenditorialità e semplificando le normative». Al di là di queste schermaglie politiche, la maggioranza registra anche un colpo a segno in più, con l’approvazione di un ordine del giorno sulle banche etiche e le cooperative. Proposto da Alleanza nazionale, l’ordine del giorno impegna il Governo a «riconoscere il ruolo sociale della cosiddetta finanza etica e delimitarne le aree di intervento e i settori di operatività». Si chiede poi all’Esecutivo di mantenere i benefici fiscali anche per le «cooperative compatibili, per le quali la situazione del contributo non prevalente dei soci sia indispensabile per il raggiungimento del fine mutualistico». Anche la posizione delle associazioni cooperative si è ripresentata identica, con la Legacoop che condanna senza appello la riforma e la Confcooperative che, invece, mostra una certa disponibilità. «È grave che la maggioranza abbia approvato al Senato una norma che viola Costituzione e diritto comunitario; valuteremo le iniziative da intraprendere, con l’auspicio di un confronto vero con il Governo», ha detto Ivano Barberini, presidente della Legacoop. Barberini ha ricordato che è in corso l’accertamento da parte della Commissione europea, sulla base di un ricorso presentato da Legacoop e Agci, della sussistenza di violazioni del diritto comunitario, per l’esclusione delle banche di credito cooperativo e dei consorzi agrari dal nuovo regime fiscale per tutte le altre forme cooperative. Secondo il presidente di Confcooperative, Luigi Marino, «la fase di scrittura dei decreti delegati sarà davvero cruciale. Il testo finale poteva certamente essere migliore e, a questo punto, vogliamo sperare che esso costituisca un punto di partenza non punitivo per la cooperazione».
    Venerdí 28 Settembre 2001
 
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