Diritto di sciopero: no alla manomissione

16/09/2003

      martedì 16 settembre 2003

      Incontro con la Commissione di garanzia
      Diritto di sciopero
      Cgil, Cisl e Uil: no alla manomissione
      «In 10 anni ci sono state solo 8 fermate generali, non ha senso fare una regolamentazione»

      MILANO La delibera sullo sciopero generale va ritirata. È questa la richiesta che i sindacati avanzeranno oggi ai garanti nell’incontro fissato presso la sede della commissione presieduta da Antonio Martone. Alla vigilia della riunione, infatti, si sono rinnovate e inasprite le critiche alla delibera che detta precise regole per la
      proclamazione dello sciopero generale esplose nel corso della settimana scorsa.
      Secondo i garanti, infatti, lo sciopero generale potrà essere convocato solo da confederazioni dotate di diffusa rappresentanza nelle diverse categorie, dovrà prevedere una comunicazione delle categorie nel rispetto dei servizi pubblici essenziali, ed essere contenuto nei tempi «entro limiti di ragionevolezza». Una serie di paletti che i rappresentanti dei lavoratori giudicano eccessivamente “invasive” rispetto al diritto di sciopero. Oggi, in vista della riunione con la commissione, che si terrà nel primo pomeriggio, Cgil, Cisl e Uil si vedranno prima tra loro
      per arrivare all’appuntamento con una posizione unitaria. «Lo sciopero da diritto individuale che si esercita collettivamente diventa un diritto collettivo che si può esercitare individualmente», commenta il segretario confederale della Cgil, Nicoletta Rocchi, assolutamente convinta che la delibera della commissione di garanzia debba essere ritirata.
      Ma il suo non è l’unico parere fermamente contrario. «Negli ultimi dieci anni ci sono stati solo otto scioperi generali, compresi quelli che ultimamente ha proclamato la Cgil da sola, non ha senso fare una regolamentazione»,
      fanno notare al dipartimento organizzativo della Cisl da cui si conferma anche che l’orientamento dei sindacati è di chiedere il ritiro della delibera. «Vogliamo andare a discutere», sottolinea il segretario confederale della Uil, Franco Lotito, secondo il quale se si trattasse di una «manipolazione del diritto di sciopero certo che la delibera andrebbe ritirata». Ma – ha aggiunto – «finora la commissione di garanzia non ha dato l’impressione che voglia manipolare il diritto di sciopero, per questo io dico che sono per andare a sentire». La commissione di garanzia difende la sua bozza di delibera, affermando che il provvedimento è diretto a «non a regolare restrittivamente uno sciopero privo di vincoli, bensì, all’opposto, ad aprire spazi di maggiore agibilità per lo sciopero generale nell’ambito dei servizi pubblici essenziali, individuando, in via preventiva, quali vincoli possano essere disapplicati in considerazione
      della peculiarità di tale forma di sciopero».apre «spazi di maggiore agilità». Ma le proteste dei sindacati non si si sono mai fermate. Una alla volta, tutte le categoria particolarmente interessate dalle eventuali norme restrittive si sono sollevate contro la bozza: «Una straripante tracimazione del ruolo della Commissione», è stato il commento della Fit-Cisl (trasporti). Che ha sottolineato come «le segreterie confederali dei trasporti abbiano sempre osservato scrupolosamente le regole e i codici di auto disciplina».
      Quindi è molto più utile «che la Commissione sorvegli e monitorizzi nel merito le vertenze».

      gp.r.