Diritto del lavoro, ddl pericoloso

08/03/2010

“Il disegno di legge sul diritto del lavoro è più pericoloso del tentativo di cancellare l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Al momento dell’assunzione, infatti, il datore di lavoro può chiedere al lavoratore di rinunciare per sempre alla via giudiziale nei casi di controversia per affidarsi all’arbitrato. In questo momento, al momento dell’assunzione, il lavoratore è più debole e ricattabile e potrebbe accettare la proposta precludendosi per tutta la durata del rapporto ogni possibilità di ricorrere al giudice per tutelare i propri diritti”. Guglielmo Epifani, leader della CGIL,nei suoi interventi è molto duro sul ddl del ministro Sacconi mentre la CGIL annuncia iniziative in tutte le sedi contro il provvedimento, fino al ricorso alla Corte Costituzionale. La confederazione, da mesi, praticamente da sola, sottolinea la gravità della proposta di legge governativa: manifestazioni, convegni, dibattiti, pagine e pagine degli organi di informazione della stessa CGIL e di pochi altri giornali (tra i quali l’Unità) non hanno convinto gli altri media ad occuparsi di questa vicenda legislativa se non al momento dell’approvazione da parte del Senato. Meglio tardi che mai, ma la questione non può e on deve – dicono alla CGIL – essere sottovalutata. Lo ha ripetuto più volte nei mesi scorsi il segretario confederale della CGIL Fulvio Fammoni, che ha coordinato alcune sessioni di analisi e di studio di giuristi e sindacalisti. “Si tratta – rileva Fammoni – di un taglio ai diritti e un peggioramento netto delle leggi e delle norme sul lavoro che penalizzano soprattutto i giovani e contro le quali reagiremo. La CGIL – aggiunge – promuoverà una campagna di informazione rivolta alle persone per ribadire i loro diritti e come evitare di subire queste norme; uno sforzo straordinario di tutele legali; un ruolo forte della contrattazione, a tutti i livelli, per contrastare gli effetti negativi del provvedimento; il ricorso alla Corte Costituzionale sui presupposti possibili, suffragato dal parere di centinaia di giuristi e costituzionalisti che hanno criticato questi provvedimenti. Questo tema sarà al centro di tutte le nostre iniziative di mobilitazione a partire dallo sciopero generale del 12 marzo”.