Diritto al rientro

Le lavoratrici hanno diritto di conservare il posto di lavoro, e a meno che non vi rinuncino espressamente, di rientrare nella stessa unità produttiva dove erano occupate all’inizio del periodo di gravidanza o in altra ubicata nel medesimo comune e di permanervi fino al compimento di un anno di età del bambino. Le lavoratrici hanno diritto altresì di essere adibite alle mansioni svolte nell’ultimo periodo o a mansioni equivalenti, nonché di beneficiare di eventuali miglioramenti delle condizioni di lavoro, previsti dai contratti collettivi ovvero in via legislativa o regolamentare, che sarebbero loro spettati durante l’assenza.

Tale previsione normativa si applica anche ai lavoratori, al rientro al lavoro dopo la fruizione del congedo per paternità, e in caso di adozione e di affidamento, fino ad un anno dall’ingresso del minore nel nucleo familiare. Stessa disciplina vige negli altri casi di congedo, di permesso o di riposo.

Sanzioni

E’ punito con la sanzione amministrativa da € 1.032 a € 2.582 il datore di lavoro che non osserva il divieto di licenziamento, diritto al rientro e alla conservazione del posto. Per le violazioni in esame non è ammesso il pagamento in misura ridotta previsto dall’art. 16, L. n. 689/1981.