Diritti e fondo Inps: al voto 900mila co.co.co.

16/11/2004

    martedì 16 novembre 2004

      Presentata la lista del Nidil Cgil. Obiettivo, correggere le ingiustizie ai danni dei collaboratori in tema di pensioni e assistenza

      Diritti e fondo Inps, al voto 900mila co.co.co.

      ROMA Tempo di votazioni anche per i Co.Co.Co. Sono stati aperti ieri i seggi per eleggere i rappresentanti dei collaboratori nell’apposito fondo Inps, uno strumento importante per il futuro dei lavoratori atipici. Le votazioni dureranno cinque giorni e proprio ieri il Nidil Cgil con lo Spi (pensionati) ha presentato i candidati nella lista «Nessun lavoro senza diritti e tutele».

      «Questo voto che potrebbe apparire marginale – ha sottolineato Morena Piccinini, segretario nazionale Cgil – è in realtà l’unica occasione che hanno i collaboratori per incidere su scelte che influiscono sulle loro condizioni di vita e di lavoro». È un voto che serve tra l’altro a sventare vere e proprie ingiustizie perpetrate a proposito di pensioni e assistenza dei Co.Co.Co. di fronte ad un avanzo patrimoniale del Fondo Inps dei parasubordinati che sarà per il 2004 di 23.099 milioni di euro.

      Fino ad oggi, per le tutele dei collaboratori (maternità, assegno al nucleo familiare, ricovero ospedaliero) il Fondo Inps ha erogato solo 10 milioni di euro, ossia, il 15% di quanto accantonato. Siamo di fronte, infatti, ad un attivo di cassa che dimostra come senza aggravi sul bilancio sia possibile garantire subito ulteriori diritti e tutele sociali ai collaboratori utilizzando le risorse già disponibili perché accantonate – dagli stessi collaboratori- attraverso lo 0,5% dei contributi obbligatori. Per le pensioni, invece, le uscite finora sostenute dal fondo Inps gestione separata ammontano a 17 milioni di euro: 35.070 sono le pensioni di vecchiaia erogate; 208 le pensioni di invalidità e 1.911 sono le pensioni ai superstiti. «È normale – ha commentato Morena Piccini – che il fondo gestione separata, istituito solo da pochi anni, abbia un consistente attivo per quanto riguarda le pensioni. Meno normale è che restino inutilizzate ingenti risorse destinate a prestazioni sociali come la malattia e la maternità. Una vera beffa è, poi, quanto previsto per le posizioni silenti: il vantaggio economico che il fondo trae dai versamenti di collaboratori che non matureranno il diritto alla pensione, non viene ridistribuito». «Tra gli obiettivi per noi vitali – ha poi sottolineato Anna Milani, segretario nazionale Spi-Cgil – vi è la ricongiunzione di tutti i contributi versati nelle differenti casse previdenziali».


      br.ug.