Direttiva servizi da modificare

19/04/2005

    martedì 19 aprile 2005

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    Direttiva servizi da modificare
    No del Parlamento Ue su principio paese d’origine.

      Dopo il Consiglio europeo, anche il Parlamento Ue si prepara a rimettere sostanzialmente in discussione la direttiva Bolkestein per la liberalizzazione dei servizi, proposta dalla Commissione Prodi e riconfermata dalla Commissione Barroso.

        In un progetto di rapporto che viene presentato oggi in commissione parlamentare, la relatrice Evelyne Gebhardt chiede infatti delle correzioni significative al principio del paese d’origine che tante polemiche aveva sollevato, in particolare in Francia, mettendo a rischio l’esito del referendum sulla Costituzione europea. È stata lei stessa, nel corso di una conferenza stampa, a presentare un caso concreto per spiegare i limiti della proposta attuale: quello di un’impresa di pulizie tedesca che va a istallarsi nel paese europeo con i salari più bassi. In base alla proposta attuale, la società dovrà, infatti, applicare le norme previste dal paese d’origine della società.

          Conoscendo il mercato tedesco, l’impresa sarà d’altra parte più concorrenziale di quelle già presenti sul posto. ´Noi vogliamo’, è la sua conclusione, ´una concorrenza equa’. La relatrice socialista propone così un altro principio, quello del paese di destinazione, in base al quale ´devono essere rispettate le norme minime in vigore nel paese di destinazione, norme sociali, ma anche contratti collettivi. Il principio del paese d’origine resta invece valido solo in due settori: il commercio elettronico e gli audiovisivi regolati dalla direttiva tv senza frontiere’.

          L’europarlamentare tedesca affianca a questo principio un altro ´del mutuo riconoscimento delle norme nazionali. Il lavoro del Parlamento non consiste nel modificare il diritto nazionale, ma nel portare un valore aggiunto. Questo principio è iscritto nei trattati, quello del paese d’origine no’. In alcuni settori propone invece l’avvio di un processo di armonizzazione. Soddisfazione per questi primi risultati è stata espressa dai Verdi i quali chiedono agli altri gruppi politici di mettere insieme le loro forze per modificare radicalmente la direttiva Bolkestein. Come ha ricordato la Gebhardt, sono invece divisi i popolari, che rappresentano il primo gruppo parlamentare a Strasburgo.

            ´Il mio obiettivo’, ha spiegato la relatrice, ´è una prima lettura in Parlamento tra settembre e ottobre. L’approvazione in Consiglio potrebbe arrivare a fine 2007, l’entrata in vigore nel 2010, come previsto dalla strategia di Lisbona’.