Direttiva Bolkestein sotto accusa

11/11/2005
    venerdì 11 novembre 2005

    Pagina 48 – Professionisti

    Direttiva Bolkestein sotto accusa

      di Ignazio Marino

        Gli ordini bocciano la proposta di direttiva Ue sulla liberalizzazione dei servizi, meglio conosciuta come Bolkestein. E cercano di anticipare i tempi suggerendo una strada che valorizzi l’esperienza dei professionisti. Che, oltre agli ordini, potrebbero contare su associazioni di settore con finalità specifiche accreditate, per esempio, presso il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel). L’idea, messa in pratica, potrebbe contrastare un’eventuale invasione di professionisti stranieri che potrebbero arrivare in Italia e operare senza quelle garanzie che oggi i professionisti italiani sono in grado di offrire attraverso gli ordini, ´garanti della qualità della prestazione e della deontologia’.

        A proporla è il delegato Cup per gli affari europei, Pierangelo Sardi, il quale l’ha già messa nero su bianco e la proporrà proprio all’assemblea del comitato di rappresentanza degli ordini nei prossimi giorni. Nel documento, Sardi analizza in dettaglio la proposta di direttiva servizi, definita ´pessima’, e quella sul riconoscimento delle qualifiche, dato che l’una rinvia all’altra. Poi restringe il campo e dice: ´È ora che il Cnel riapra l’attività di accreditamento anche per le associazioni di professionisti ordinistici, se non vogliamo che l’ordine degli architetti sia costretto a veicolare ai clienti italiani l’accreditamento che il Riba è pronto a fare (e sta già facendo) per gli stessi professionisti italiani’. Un esempio che vale anche per la law society (avvocati) o per la British psychological society (psicologi). L’appello quindi è quello di una sinergia fra Cup e Cnel sotto la supervisione del ministero della giustizia. L’idea, secondo il delegato per gli affari europei, è avvalorata anche dalla recente sentenza della Corte costituzionale sull’annullamento della legge Toscana sulle professioni. Si spiega, infatti, che la consulta vieta di toccare ordini e albi, ma nulla dice sul riconoscimento di associazioni di professionisti ordinati.

        Ma non è tutto. Il documento suggerisce ancora di utilizzare anche uno strumento già previsto dalla direttiva Zappalà, per esempio, è quello delle ´Professional card’. Tesserini particolari che contengono informazioni sulla formazione dei professionisti. Il sistema, fra l’altro, lo stanno sperimentando in chiave europea proprio gli psicologi. A tal proposito si ricorda che speciali fondi del programma Leonardo sono disponibili proprio per rendere più trasparenti le qualifiche. (riproduzione riservata)