Direttiva Bolkestein: cancellate le tutele

23/11/2005

    mercoledì 23 novembre 2005

    Pagina 12 – Economia & Lavoro

    Direttiva Bolkestein
    Cancellate le tutele

      Reintrodotto nella proposta Ue il principio del Paese d’origine

        La commissione Mercato interno dell’Europarlamento ha accolto un emendamento del centrodestra, sulla direttiva Bolkestein, che di fatto mantiene intatto il controverso principio del paese d’origine. Con 21 voti a favore, 16 contrari e 3 astenuti la ommissione parlamentare, che sta ancora votando sugli emendamenti al testo della socialista Evelyne Gebhardt, ha dato via libera ad un emendamento di compromesso tra Ppe, Liberaldemocratici (Alde) e la destra dell’Uen, che di fatto sull’articolo 16, mantiene la proposta della Commissione europea per salvaguardare «il principio del paese d’origine» per i fornitori di servizi sul territorio dell’Ue.

          In effetti, la direttiva Bolkestein, che mira a liberalizzare i servizi ed ad aprire le frontiere degli stati membri, nella sua formulazione iniziale proponeva di applicare ai fornitori di servizi che esercitano all’estero, le stesse regole amministrative e sociali del paese da cui provengono.
          Il compromesso raggiunto ieri da popolari, liberaldemocratici e destre europee, stralcia la proposta dei socialisti e mira a salvaguardare il principio del paese d’origine mantenendo però la supervisione del paese di destinazione su alcune materie.

            «Questo non impedisce allo Stato membro nel quale il fornitore di servizi si sposta di rafforzare i suoi requisiti specifici rispetto all’esercizio di attività indispensabili per ragioni di ordine pubblico o di sicurezza pubblica o per la protezione della salute e dell’ambiente», si legge nel testo emendato.

              La votazione sulla direttiva Bolkestein è piuttosto complessa, visto gli oltre 1.500 emendamenti presentati al provvedimento. Nel corso delle ultime settimane, tuttavia, i principali gruppi politici hanno raggiunto compromessi su una serie di questioni che hanno, almeno in parte, ridotto il numero degli emendamenti.

                Sul campo d’applicazione della direttiva ad esempio sono stati esclusi i servizi relativi alla salute, all’audiovisivo e ai giochi.

                  Dopo il voto in commissione, il Parlamento europeo si pronuncerà sulla direttiva Bolkestein nella seduta plenaria di gennaio.