Diplomazie al lavoro per una via d’uscita

19/07/2004


sabato 17/7/2004

sezione: ITALIA-POLITICA data: 2004-07-17 – pag: 10

Diplomazie al lavoro per una via d’uscita

Lina Palmerini

ROMA • Anche ieri è stata una giornata di contatti tra sindacati per arrivare a una mediazione. La Cisl (vedi intervista in alto) ha fatto la sua proposta alla Cgil per trovare una via d’uscita e anche la Uil ha lavorato per ricucire. L’idea resta quella di tenere distinti i due capitoli del documento di Confindustria. Da una parte quello sullo sviluppo limando e correggendo la proposta delle imprese in più punti (decontribuzione, privatizzazioni, fondi pensione). Dall’altra, stralciare tutta la parte del testo che riguarda gli assetti contrattuali e la prevenzione del conflitto, ma mantenendo l’impegno tra sindacati e imprese ad avviare una trattativa in autunno. Nel frattempo, Cgil, Cisl e Uil, nella commissione istituita ad hoc per rivedere gli assetti contrattuali, avranno tutto il tempo per cercare una posizione unitaria. Il punto è che Guglielmo Epifani si è spinto troppo in là abbandonando il tavolo e dichiarando chiuso il confronto per il «no» alla riforma dei contratti. Una mossa plateale da cui adesso è difficile uscire senza dichiarare i vincitori e i vinti. È anche per questa ragione che la Cisl non è disposta a cedere sul punto della contrattazione ma apre su una nuova data e sulla possibilità di cercare, prima che con le imprese, un’intesa sindacale. Ora è la Cgil che deve dare risposte. Lunedì Guglielmo Epifani riunirà le categorie e le federazioni territoriali: da lì si disegnerà la rotta della Cgil. Si va verso un ritorno al vecchio? Le diplomazie sindacali ieri indicavano una volontà di «trovare una via d’uscita» nel sindacato di Epifani. Dunque, di orientare la riunione di lunedì in direzione di un compromesso con Cisl e Uil. Anche perché — o soprattutto perché — se la Cgil rinunciasse al dialogo si troverebbe senza sponde politiche. Senza quella dei Ds, incluso quello che resta del Correntone. Dunque, con il solo appoggio di Rifondazione. Tornando, così, indietro di un anno — al giugno 2003 — quando sul referendum sull’articolo 18 la Cgil ruppe con l’opposizione (oltre che accentuare il divario con Cisl e Uil) e perse anche. C’è voluto un anno per fare un’"inversione a U": ricostruire i rapporti con le altre confederazioni, uscire dal conflitto con la Confindustria. Difficile bruciare tutto e tornare indietro senza sembrare schizofrenici. Aprendo, inoltre, un nuovo varco con l’opposizione che ieri si è spesa a favore del dialogo. «La concertazione non è un optional. Il dialogo va ripreso il più presto possibile», ha detto l’ex ministro diesse, Vincenzo Visco. «Tutti — ha aggiunto Visco — devono rendersi conto che siamo in presenza di una crisi economica cui se ne aggiunge una politica di difficile soluzione». Anche il leader della Margherita, Francesco Rutelli, ha invitato le parti sociali a riprendere il confronto ma ha anche dato la sua "benedizione" alla riforma contrattuale tanto indigesta per la Cgil. «Mi auguro — ha detto Rutelli — che tutte le forze sociali tornino subito a confrontarsi. La concertazione va innovata e non bisogna eludere il tema della riforma contrattuale. Che va affrontato anche in sede politica avanzando proposte in Parlamento».