Dipendenti super-informati

04/07/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Società europea – In una proposta di risoluzione la ricetta Ue sui diritti dei lavoratori

    Dipendenti super-informati
    Garantite notizie in caso di trasformazioni e licenziamenti collettivi – Assonime preoccupata
    Giovanni Negri
    MILANO – un passo avanti per rendere più incisivi i diritti di informazione ai lavoratori. È quello stabilito dalla Commissione per l’Occupazione e gli affari sociali del Parlamento europeo che ha approvato una proposta di risoluzione con una serie di proposte che vanno a modificare alcuni aspetti della direttiva del ’94 che istituì il comitato aziendale europeo come organismo di compartecipazione dei lavoratori alla vita e alle scelte aziendali. Da allora la nuova tappa per il coinvolgimento dei dipendenti è stata rappresentata dalla proposta di regolamento sullo statuto della società europea sulla quale è stato raggiunto un accordo politico, ma ancora manca una compiuta formulazione tecnica. In sede di maggiore articolazione dello statuto stesso sarà allora possibile anche inserire molti dei suggeriemtni di cui si è fatta portatrice la commissione. La risoluzione, che verrà esaminata nella sessione plenaria di settembre, prende in considerazione i punti sui quali si è rivelato più urgente un intervento e una modifica degli assetti attuali dei diritti di informazione dei lavoratori. A partire dalla definizione precisa dei concetti di informazione e consultazione dei lavoratori. In questo senso un ruolo chiave assume la necessità che le notizie vengano comunicate in maniera preventiva rispetto alle decisioni della direzione d’impresa o di gruppo. Andranno poi introdotte procedure rafforzate di consultazione, finalizzate a un accordo sulle questioni che rivestano un maggiore impatto per i dipendenti. Tra queste si fa esplicito riferimento ai licenziamenti collettivi e alla cessione d’impresa. Nel dettaglio andrebbe poi stabilito l’obbligo di convocare una riunione straordinaria del comitato aziendale europeo per informare i lavoratori su proposte dell’impresa in materia di ristrutturazione. Un vincolo che trova il suo fondamento nella necessità di permettere ai lavoratori e ai loro rapresentanti di il tempo utile per presentare alternative alle proposte della direzione aziendale. La risoluzione mette poi sul tappeto la questione del tetto di dipendenti sopra il quale si applica la direttiva. L’indicazione del relatore è che la direttiva del ’94 e le altre su eventuali modifiche si applichino alle imprese con almeno 500 dipendenti, di cui 100 siano impiegati in almeno due Stati membri. Dovrà poi essere tassativamente assicurata la continuità dell’attività del comitato aziendale nel corso di fusioni tra imprese, in particolare quando le aziende coinvolte hanno cessato di esistere in quanto le persone giuridiche e le imprese neocostituite non sono ancora registrate. Analogo il discorso da farsi quando dopo la costituzione di un’impresa comune non esista più un’impresa che esercita il controllo. E sempre in materia di cambiamenti nell’articolazione aziendale, la risoluzione raccomanda il fatto di arrivare all’adeguamento del numero dei componenti del comitato aziendale europeo e della delegazione speciale di negoziazione per renderlo aderente alla ristrutturazione effettuata. Tra gli altri punti esaminati meritano di essere segnalate le osservazioni che puntano a rendere più forte il ruolo dei sindacati nei comitati aziendali e nelle delegazioni di negoziazione e a innalzare il livello di preparazione dei loro componenti (con un’eguale partecipazione di uomini e donne). Sul piano delle sanzioni si punta al divieto di accesso ai Fondi strutturali per le imprese che si rendano inadempienti e, in alcuni casi, anche alla restituzione di quanto già ricevuto. Anche l’Assonime è scesa in campo per dire la sua sulla configurazione che sta assumendo la società europea. In un documento che contiene le prime osservazioni dell’Associazione viene fatto rilevare come, sul punto del coinvolgimento dei lavoratori, il livello richiesto dalla Unione europea sia molto elevato e possa rappresentare un discutibile punto di riferimento anche per altre direttive che sono in avanzato stato di elaborazione. E l’Assonime ricorda la V, sulla struttura della società per azioni, la X, sulle fusioni transfrontaliere, e la XIV, sul trasferimento della sede sociale. Assonime sottolinea poi come vadano comunque salvaguardate le normative nazionali che affrontino la stessa materia. E in Italia su alcuni aspetti, come licenziamenti collettivi e trasferimenti d’azienda, già ne sono previste.
    Mercoledí 04 Luglio 2001
 
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