«Dipendenti senza stipendio costretti a dormire in spiaggia»

26/07/2010

IN UN HOTEL di Riccione i «titolari non solo non pagano gli stipendi da maggio, ma hanno persino `sfrattato’ i dipendenti togliendo loro vitto e alloggio . E questi, da qualche giorno, sono costretti a dormire in spiaggia» . In altri ci sono camerieri, cuochi, lavapiatti «che non vedono un euro da mesi, e che sarebbero già tornati a casa se non avessero un disperato bisogno di soldi. Eppure lavorano in hotel che sono pieni».
E’ UN FENOMENO «tutto nuovo — denuncia Mauro Rossi della Cgil — quello a cui stiamo assi -
stendo quest’estate . Il caso dell’hotel Maracaibo a Rivazzurra ( mercoledì i dipendenti hanno scioperato per protesta contro il mancato pagamento degli stipendi, ndr) e dell’hotel Mose, a Torre Pedrera, purtroppo non sono affatto iso – lati». Anzi . Solo la Cgil sta seguendo una dozzina di alberghi dove i dipendenti non vengono pagati. «Sono quasi tutte strutture a tre stelle, e neanche tanto piccole— sottolinea Anna Battaglia — visto che hanno dai 15 fino ai 30 dipendenti» . Insomma, si sta parlando di oltre 200 dipendenti, «per l a maggior parte stranieri o italiani arrivati dal Mezzogiorno per lavo – rare (ma non mancano i riminesi) che non sanno come più come fare» . In un tre stelle di Riccione l a situazione è ancora più grave : «Qui i titolari — denuncia Rossi — oltre a non pagare più lo stipendio ai dipendenti hanno tolto loro anche vitto e alloggio. Alcuni di questi, da qualche giorno, vanno a dormire in spiaggia».
IL LAVORO `sommerso ‘ a Rimini è, da decenni, una componente del turismo . «Si sa, c’è sempre stato . E anche se non l’abbiamo mai giustificato, lo possiamo capire» . Ma un conto, osserva Rossi, «è l’albergatore che mette sotto contratto un dipendente per 8 ore al giorno, e poi gliene fa lavorare 12 o 13 pagando le rimanenti in nero. Invece ora sta succedendo una cosa mai vista prima : gli hotel non pagano proprio, pur avendo il tutto esaurito . Non conta qui la crisi : c’è qualcosa sotto, che stiamo cercando di capire . . . Ci sono episodi gravi — continua Rossi — che non mai si erano visti prima . Forme di capolarato anche nel turismo. Dipendenti che hanno paura di fare una vertenza contro i loro datori di lavoro perché si sento – no minacciati e in pericolo . E albergatori che si presentano negli hotel che gestiscono con cinque guardie del corpo», com’è accaduto in uno degli hotel che il sindacato sta seguendo.
QUELLO che non torna a Cgil è soprattutto chi gestisce questi alberghi . «Non stiamo parlando più della piccola impresa a livello familiare, ma di catene. . .». Tanti sospetti, parecchi dubbi : «Dobbiamo chiederci seriamente — dice Rossi — chi sta veramente dietro a certe gestioni . Chiediamo fin da subito alle istituzioni e alle associazioni di categoria un confronti» . Ma Cgil ha il sentore che alcune strutture alberghiere abbiamo comunque qualche collegamento con la malavita? «Questo noi non possiamo dirlo — sottolinea Rossi — ma vanno sicuramente fatti degli accertamenti anche in ta l senso . Non si può escludere nulla.
D’altra parte, stanno accadendo fatti anomali . Non è normale che in piena stagione un albergatore porti via di notte le materie prime destinate alla colazione e al pranzo, lasciando i dipendenti senza cibo da servire ai clienti . . . Qual è l’albergatore che fa una cosa del genere?» .