Dipendenti pubblici esclusi dagli incentivi al lavoro

01/10/2003




01 Ottobre 2003

I SINDACATI DEI COLLETTI BIANCHI PROTESTANO: MISURA INCOSTITUZIONALE. IL GOVERNO: SAREBBE TROPPO COSTOSO
Dipendenti pubblici esclusi dagli incentivi al lavoro
Il condono edilizio si paga in tre rate da marzo 2004. La Campania fa ricorso
Alessandro Barbera
ROMA
Dipendenti pubblici esclusi dagli incentivi a favore di chi decide di rimandare la pensione, bonus bebè a prescindere dal reddito e a favore dei figli adottivi, condono edilizio da pagare in tre rate. Il giorno dopo l’approvazione della manovra per il 2004, e con i conti pubblici continuano a mostrare difficoltà, il governo fornisce alcuni importanti dettagli sui provvedimenti approvati. Misure che il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti presenterà oggi al Senato, dove si apre la discussione parlamentare della manovra. Emergono intanto i primi ostacoli nell’applicazione del condono edilizio: come annunciato nelle settimane scorse, la Regione Campania (quella che in assoluto registra più abusi) ha approvato un regolamento che ne blocca gli effetti ed ha annunciato ricorso alla Corte Costituzionale.


Scontro sugli incentivi
L’esclusione dei pubblici dal novero degli «incentivati» è stata annunciata ieri dal viceministro dell’Economia Mario Baldassarri: il «superbonus» del 32,7% lordo a favore di chi, pur avendo maturato i diritti per la pensione, deciderà di restare al lavoro per almeno due anni esclude dunque tutti i lavoratori del pubblico impiego. L’incentivo a loro favore non rappresenterebbe un risparmio «bensì un aggravio di spesa per lo Stato del 33%», ha sottolineato Baldassarri. «È l’ipotesi su cui ha già votato il Parlamento», ha precisato in serata il Ministro Tremonti, il quale ha invece confermato che l’innalzamento dell’età pensionabile a partire dal 2008 «riguarderà tutta la struttura del mercato del lavoro», vale a dire varrà per tutti i lavoratori, pubblici e privati. Protestano i sindacati di categoria: l’esclusione di 3 milioni di dipendenti pubblici da questo provvedimento è «inaccettabile» e «incostituzionale».


Bonus bebè per tutti
Ma novità sulla Finanziaria – firmata ieri a Bruxelles dal Presidente Ciampi dove si trova in visita ufficiale – emergono anche sul fronte del «bonus-figli»: i mille euro previsti dalla manovra a favore di tutte le famiglie nelle quali nascerà il secondo figlio verrà concesso a prescindere dal reddito. Sarà inoltre esteso «a tutti i figli adottivi» ha spiegato il ministro per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo.


Condono in tre rate
Come anticipato ieri, il condono edilizio costerà 150 euro al metro quadro per gli immobili non residenziali e 100 per quelli residenziali se non si sono rispettate le norme urbanistiche. Costerà un po’ meno (100 euro al metro quadrato per i non residenziali, 80 euro per i residenziali), se si sono rispettate almeno le norme urbanistiche. Saranno invece sanati «a forfait» tutte le ristrutturazioni o i restauri abusivi: si pagherà fra i 516 e i 3.500 euro per i casi più gravi. Ma non è tutto. Le Regioni potranno prevedere innalzare del 10% l’oblazione prevista e fino al 100% gli oneri di concessione. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 marzo 2004 e i pagamenti potranno essere suddivisi in tre rate: all’atto della presentazione della domanda dovrà essere allegato un versamento del 30% dell’oblazione (non inferiore a 1.700 euro) e l’anticipazione del 30% degli oneri concessori (non inferiore a 500 euro). La seconda rata scatterà al 30 giugno, la terza al 30 settembre. Stessa scansione per gli oneri concessori, che dovranno essere saldati entro dicembre 2006. Non ci sarà invece nessuna possibilità di condono per le costruzioni in parchi, aree protette, aree sottoposte a vincolo statale o regionale. Non saranno sanate nemmeno le costruzioni realizzate su porti o zone appartenenti al demanio o di interesse preminente per la sicurezza dello Stato. Sulla strada del condono arrivano i primi ostacoli: la Regione Campania ha confermato la sua opposizione ed ha immediatamente varato un regolamento che dà disposizione agli uffici urbanistici di reprimere gli abusi. Il Presidente Bassolino ha inoltre dato mandato ai legali della Regione di fare ricorso alla Corte Costituzionale non appena il decreto apparirà sulla Gazzetta Ufficiale. Promettono battaglia anche la Regione Toscana ed il sindaco di Torino Sergio Chiamparino: «studieremo se e come non applicarlo».


Aumentano le spese 2004
Ieri il Ministro Tremonti ha presentato le stime che aggiornano il Documento di Programmazione economica e finanziaria. L’avanzo primario per il 2003 è sceso dal 3,2% al 2,8%, mentre per il 2004 si dovrebbe attestare al 2,9%, contro la previsione di luglio del 3,1%. Slitta inoltre al 2007 la discesa del debito pubblico sotto al 100% del Pil. Il ministro ha invece confermato la risalita del Pil nel 2004 all’1,9%. Nel frattempo ieri il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas ha consegnato alla Commissione Bilancio i dati sull’andamento dei conti sulla base dell’«assestamento»: ammontano a circa 4,6 miliardi le maggiori «uscite» nei conti 2004 rispetto al 2003 legate ad alcune voci di spesa obbligatoria. La copertura delle spese relative al 2003 (circa la metà degli oltre 4 miliardi) avverrà con il ricorso alla voce delle «regolazioni debitorie», una voce in cui in sostanza ricade il pagamento dei debiti pregressi.