Dipendenti Basi Usa in Italia, un passo in avanti nel riconoscimento dei diritti

17/02/2016

Il Coordinamento Nazionale dei dipendenti delle basi Usa in Italia della Filcams Cgil esprime piena soddisfazione per la vicenda del collega Carmelo che, dopo oltre 15 anni di ingiustizie, il 16 febbraio scorso, è entrato a Sigonella per effettuare un pignoramento risarcitorio, accompagnato da Carabinieri e Ufficiale Giudiziario, visto che, nonostante una sentenza definitiva della Cassazione, Carmelo non è stato ancora reintegrato.

“A Sigonella è successo un qualcosa forse mai avvenuto prima: si è affermato in modo inequivocabile il principio (solo apparentemente ovvio) che in Italia vige la legge Italiana e che tutti devono rispettare le sentenze della Magistratura italiana” è quanto ha affermato Andrea Montagni,  Coordinatore nazionale del Personale delle Basi Usa Nato. ”Da tanto tempo lamentiamo la strana condizione per la quale le Basi USA , che sono installazioni all’interno di strutture militari Italiane e dunque territorio Italiano al 100%, vengono invece spesso poste in una posizione di “limbo” extraterritoriale, come se la legge e le autorità del nostro Paese venissero ad essere “diluite” attraversando i cancelli che le separano dal mondo esterno.”

Non è così! La Basi USA in Italia sono territorio Italiano e dunque soggette alle regole e all’autorità del nostro Paese. Un principio banale ma che, fino a ieri, veniva a volte ignorato anche da chi dovrebbe essere preposto a salvaguardare i nostri diritti.

Dopo innumerevoli resistenze, il Comandante della Base USA non ha potuto evitare che l’ufficiale giudiziario entrasse per compiere il proprio dovere e pignorare oltre mezzo milione di euro di materiale. Il pignoramento è stato temporaneamente sospeso, poiché il Comandante ha messo per iscritto il proprio impegno per una pronta risoluzione del problema e per far ottemperare quanto prima alla sentenza dei giudici Italiani. È un impegno importante, assunto in presenza di un alto ufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana a Sigonella, dell’Ufficiale Giudiziario e dei Carabinieri a seguito.

La Filcams Cgil, che non ha mai smesso di seguire Carmelo dietro quel cancello di NAS 1, si congratula con lui: la sua tenacia, in una battaglia condotta per anni in completa solitudine, servirà da apripista per affrontare  altre vertenze, altre ingiustizie, pezzi mancanti di diritto che, è giunto il tempo, vengano rimessi al loro posto.

Incoraggia la FILCAMS CGIL e i suoi iscritti a proseguire la battaglia per libertà di scelta sindacale, delle lavoratrici e i lavoratori delle Basi USA e NATO a cui non viene riconosciuto il diritto costituzionale perché il contratto collettivo di lavoro (articolo 2 comma 1) nega il diritto alla iscrizione alla FILCAMS CGIL ed impedisce al nostro sindacato di trattare con il datore di lavoro.

“Il buon senso dimostrato dal Comando Americano sulla vertenza del collega Cocuzza” conclude Montagni, “siamo certi prevarrà anche per la battaglia di libertà associativa del personale italiano delle basi USA e NATO, una libertà che verrà riconosciuta.”