Dimissioni «in bianco»: ora basta, arriva la legge

06/07/2007
    venerdì 6 luglio 2007

    Pagina 16 – Economia & Lavoro

    LAVORO E DIRITTI

      Dimissioni «in bianco»
      ora basta, arriva la legge

        di Nedo Canetti

          Primo significativo voto, ieri, alla Camera, contro il fenomeno – purtroppo in espansione (la Cgil ha registrato 1.800 casi in un anno) – delle cosiddette “dimissioni in bianco”, che vengono consegnate al datore di lavoro, al momento dell’assunzione.

          La proposta di legge, che si prefigge di combattere questo malcostume, presentata dai parlamentari dell’Unione (prima firmataria Marisa Nicchi, sd), è stata ieri approvata pressoché all’unanimità (430 voti a favore, 3 contrari e 4 astenuti) dall’assemblea di Montecitorio. La proposta prevede che le dimissioni, rese dal dipendente, possano essere validamente accettate solo se comunicate tramite moduli predisposti dal ministero del Lavoro, a numerazione alfanumerica progressiva, disponibili gratuitamente presso gli uffici provinciali del lavoro e gli uffici comunali, e sul sito internet dello stesso ministero, e siano – norma importantissima – validi solo per 15 giorni. Un modulo che dovrà essere prodotto con particolare cura, per rendere impossibili contraffazioni e falsificazioni. Si stabilisce, inoltre, che tutte le domande presentate in altra forma – oggi basta una semplice lettera – siano ritenute nulle.

          Non sarà più possibile, pertanto, per i datori di lavoro imporre al dipendente la firma di una lettera di dimissioni, con la data in bianco, da utilizzare a piacimento dell’azienda. Una pratica che viene utilizzata per licenziare lavoratrici e lavoratori in caso di maternità, per un infortunio o una lunga malattia. È una triste «consuetudine» che riguarda donne e uomini, ma viene messa in atto in particolare nei confronti delle giovani donne, come strumento per aggirare la tutela prevista dalla legge sulle lavoratrici madri.

          La disciplina si applica ai contratti di lavoro subordinato, ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, alle prestazioni occasionali di collaborazione, ai contratti di associazione e partecipazione in cui l’associato fornisca prestazioni lavorative, ai contratti di lavoro instaurati dalle cooperative con i propri soci. Per il ministro del Lavoro, Cesare Damiano «si tratta di una piccola, ma significativa conquista di tutela del lavoratore: le nuove disposizioni sono, infatti, finalizzate a contrastare la prassi, purtroppo non infrequente, delle dimissioni in bianco, che penalizza, in particolare, le donne e i soggetti deboli del mercato del lavoro».

          Giudizi positivi della sottosegretaria al Lavoro, Rosa Rinaldi, e di Lucia Codurelli, Ulivo, la quale ricorda che le dimissioni estorte rappresentano un quarto di tutte le dimissioni volontarie, come accertato da uno studio delle Acli.