«Difficile l’unità, Cisl e Uil parlano come il governo

06/06/2002

6 giugno 2002



«Difficile l’unità, Cisl e Uil parlano come il governo»

Cofferati critica Rutelli: andrò a Siviglia a manifestare contro Aznar. Prodi: con il leader sindacale nessun problema

DAL NOSTRO INVIATO


BRUXELLES – Il segretario della Cgil Sergio Cofferati ha utilizzato una giornata di lavoro a Bruxelles, terminata con un dibattito nell’affollato teatro St Michel, per replicare polemicamente al leader della Margherita, Francesco Rutelli, che sull’articolo 18 l’aveva invitato a non differenziarsi dalla linea morbida delle altre confederazioni sindacali Cisl e Uil. Ma ha anche lanciato un pesante attacco alla politica «corporativa» del governo Berlusconi. E si è dichiarato fautore di un europeismo politico-sociale, in apparente «sintonia» con la linea del presidente della Commissione Romano Prodi, che viene pronosticato con lui in un ticket del centrosinistra per le elezioni del 2006 (ma che non ha ritenuto di incontrare ieri nella capitale belga).

MARGHERITA – «L’onorevole Rutelli non può superare a pié pari il merito dei problemi – ha detto Cofferati -. La cosa di cui non si è accorto è che l’offerta del governo sull’articolo 18 contrasta con la proposta dell’Ulivo, di cui la Margherita fa parte». Ha ricordato il progetto di legge chiamato «statuto dei nuovi lavori», che difenderebbe l’articolo 18 così com’è. Il sindacalista considera pertanto fuori luogo il limitarsi a richiamare l’«unità sindacale», che condivide in pieno, anche se ritiene «la rottura» ormai consumata. «La soluzione che è stata adottata l’altra sera nell’accordo separato di Palazzo Chigi trasforma immediatamente quel progetto dell’Ulivo in carta straccia – ha aggiunto -. Il merito dei problemi è duro e costringerà Rutelli e tutti gli altri a un pronunciamento»

PADRI & FIGLI – Cofferati ha sostenuto che il governo Berlusconi punta a dividere e a creare frazionamenti corporativi nella società. L’obiettivo di un «bipolarismo» della rappresentanza dei lavoratori l’avrebbe già raggiunto. «E’ difficile che possa esserci una ricomposizione a breve», ha detto riferendosi al distacco della Cgil da Cisl e Uil, che secondo lui «parlano la stessa lingua del governo». Ritiene che il sindacato debba trattare e mediare sulle retribuzioni e su tanti altri aspetti, ma che «sui diritti fondamentali non ci sia mediazione possibile». L’intervento sull’articolo 18, come i possibili tagli alle tasse e alla previdenza, li considera orientati proprio a dividere: «Vogliono tranquillizzare i padri per colpire i figli». Ha poi segnalato che il governo Berlusconi non appare impegnato a introdurre nell’accesso alle professioni tutelate dagli ordini corporativi la «flessibilità» che vuole imporre ai dipendenti delle imprese. Vede in questo un calcolo legato al «consenso politico» che il centrodestra può ottenere tra i professionisti, ma soprattutto una precisa «idea di società» fondata sul privilegio per alcuni e la penalizzazione per i giovani, gli ultimi arrivati e i più deboli.

EUROPA – Cofferati ha fatto l’esempio dello sciopero generale in Spagna del 20 giugno (a cui intende partecipare nelle manifestazioni di Siviglia) per dimostrare la dimensione europea di una linea di cui la Cgil si fa interprete in Italia. E ha espresso convinzioni profondamente «europeiste»: individuando addirittura una causa principale delle recenti flessioni del centrosinistra (in vari Paesi) proprio nel ridimensionamento dell’impegno nella «costruzione dell’Europa». Un’Europa che gradirebbe fondata sulla «Carta dei diritti» varata nel summit di Nizza e non limitata a essere solo un «mercato». Tra il pubblico del teatro St Michel di Bruxelles c’erano molti funzionari comunitari, vari europarlamentari e il vicepresidente della Convenzione Giuliano Amato. Mancava Prodi, che ieri ha riaffermato di non pensare a un rientro anticipato nella politica italiana e ha commentato il mancato incontro con Cofferati con un rassicurante «no, non ci sono problemi».

Ivo Caizzi


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