Dieci tesi per la nuova strategia della Cgil

19/07/2005
    martedì 19 luglio 2005

    pagina 13

      Dieci tesi per la nuova strategia della Cgil

        Il direttivo vara il documento congressuale. Le assise si svolgeranno a Rimini dall’1 al 4 marzo

          di Felicia Masocco/ Roma

            IL DOCUMENTO. congressuale della Cgil è stato «licenziato» ieri dal direttivo con due soli astenuti. Si tratta di un preambolo, il «contenitore» politico della linea che la Cgil intende darsi, una ventina di pagine preparate dal segretario generale Guglielmo Epifani, e poi dieci tesi, i punti che vanno nel dettaglio della strategia. Sono state passate al setaccio una ad una, alcune sono state emendate, il confronto è durato ore. Particolarmente accesa la discussione sulla tesi numero quattro, quella sulla politica economica, sullo sviluppo: è stata riscritta spostando l’asse più a «sinistra».

              A caratterizzare però il quindicesimo congresso che si terrà a Rimini dal primo al 4 marzo 2006 saranno i nodi della contrattazione e della democrazia sindacale, rispettivamente le tesi otto e nove. Sono i punti che dividono, che fanno emergere le diverse anime del sindacato di Corso d’Italia.

                Su entrambe la sinistra Cgil variamente composta ha annunciato la presentazione di tesi alternative a quelle della maggioranza di Epifani. Lo ha fatto il leader della Fiom Gianni Rinaldini e l’esponente dell’ex area di minoranza «Lavoro e società» Giampaolo Patta che punta ad una proposta diversa sulla rappresentanza e rappresentatività. C’è infine la «Rete 28 aprile» capitanata da Giorgio Cremaschi e da Ferruccio Danini. Ieri Cremaschi – assente al direttivo ha inviato una dichiarazione di voto negativo – ha fatto sapere di non aver rinunciato alla presentazione di un documento totalmente alternativo a quello di Epifani.

                  Sta raccogliendo le firme. Secondo il regolamento congressuale anch’esso approvato ieri (con sette astensioni) servono 400 firme di membri di direttivi territoriali e vanno raccolte entro i prossimi quindici giorni.
                  Passato il primo agosto non si possono più presentare documenti o tesi alternative di sorta. E in ogni caso le regole congressuali escludono che a un documento alternativo possa corrispondere l’elezione di delegati. Una decisione questa su cui non sono mancati dissensi e a cui si devono le astensioni.

                    Con la riunione di ieri la pesante macchina congressuale della Cgil si è quindi messa in moto. Il via ufficiale si avrà il 5 settembre quando un nuovo direttivo farà il punto e la «conta» dei documenti. Dal 10 ottobre partiranno i congressi di base, quindi quelli territoriali e via via fino alle categorie nazionali che dovranno concludersi entro la metà di febbraio.
                    La «rete» va dunque a tastare il polso della «periferia» Cgil e se lo trovasse debole per Cremaschi c’è sempre l’ipotesi di convergere nelle tesi alternative annunciate dal leader della Fiom per il quale il punto sulle politiche contrattuali e quello sulla democrazia sindacale così come formulati non sono soddisfacenti.

                      Gianni Rinaldini ieri non ha sciolto la sua «riserva», anche lui ha due settimane per le controproposte. Se va avanti è verosimile che Cremaschi si fermi. Questo significa che il prossimo congresso della Cgil sarà unitario. Ma è una soluzione che lascia freddi altri esponenti della «Rete» per nulla convinti che rinunciare al documento sia la strada migliore.

                        E comunque vada la rielezione di Guglielmo Epifani alla guida del primo sindacato italiano è scontata.