Dico Tuodì, esito incontro 31/08/2017

Roma, 1 settembre 2017

    Lo scorso 31 agosto, le OO.SS. Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno incontrato la Direzione di Dico-TuoDi presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito della richiesta di concessione del trattamento di CIGS per crisi aziendale avanzata dalla medesima Società nelle scorse settimane.
    Come si ricorderà, la stessa azienda, peraltro interessata da una grave crisi di ordine economico-finanziario, sta sostenendo da tempo una fase assai critica in termini di tenuta commerciale, tanto da addivenire alla decisione di procedere alla presentazione di un’istanza di ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità ex artt. 182-quinquies e 186-bis della Legge Fallimentare; la drammaticità di tale situazione è dimostrata, inequivocabilmente, dalla circostanza che la Società ha operato la chiusura di 105 negozi – nei quali insistono circa 640 lavoratori suoi dipendenti -, a cui si aggiungono altri 5 negozi nei quali opererebbero lavoratori in outsourcing, quindi dipendenti da altri soggetti imprenditoriali.
    È emerso nel corso del confronto che sette punti vendita, tutti ubicati nell’ambito territoriale della Liguria, sarebbero attualmente interessati da una procedura di cessione, a dimostrazione del processo di ristrutturazione di fatto già in atto. Questo percorso intrapreso di vendita a “spezzatino” dei punti vendita è stato più volte evidenziato in modo negativo dalle OO.SS. Peraltro i punti vendita oggetto della trattativa di cessione non rientrano nei 105 chiusi.
    L’intenzione dell’impresa sarebbe di operare una sospensione dell’orario di lavoro, che coinvolgerebbe 1844 dipendenti sui 1891 complessivi, integrata dalla CIGS; tale sospensione, sempre secondo le intenzioni aziendali, potrebbe essere anche totale per i dipendenti impiegati nei punti vendita chiusi.
    Il confronto negoziale, già complicato per via della critica situazione economico-finanziaria di cui già si è detto, ha conosciuto una battuta d’arresto a seguito del diniego manifestato dalla Società rispetto alla richiesta avanzata dalle OO.SS. di anticipare il trattamento di CIGS, in quanto la scarsa generazione di cassa non consentirebbe la creazione della liquidità necessaria. Nell’incontro pesano negativamente anche le mancate risposte riguardante l’erogazione della 14 mensilità; il rimborso fiscale del 730 e il rateo dei 10gg del mese di luglio.
    L’Azienda ha anche comunicato di non poter assicurare il pagamento dello stipendio del mese di Agosto sia per chi ha lavorato, sia per chi è stato forzosamente a casa. Inoltre dobbiamo registrare silenzio assoluto da parte aziendale, in merito alla situazione riguardante quei punti vendita oggi chiusi in regine di totale “outsourcing” e alle numerose esternalizzazioni presenti in altri punti vendita (reparti gastronomia panetteria ecc). Permane la situazione penalizzante dei lavoratori coinvolti che allo stato attuale non ha nessuna tipo di tutela del reddito e dell’occupazione. Permane altresì incertezza sui tempi di erogazione della 14 mensilità e di parte della retribuzione di luglio.
    Le OO.SS. hanno manifestato la loro netta contrarietà a tale atteggiamento aziendale. Da rimarcare che il pagamento da parte dell’Inps comporterebbe, soprattutto per i lavoratori sospesi a zero ore, tempi d’attesa per la corresponsione dell’indennità insostenibili. Inaccettabile altresì l’assenza di risposte ai quesito posti.
    Vista la distanza fra le parti, il Ministero ha riconvocato d’ufficio per le ore 11:00 del 4 settembre il tavolo. Al termine dell’incontro le OO.SS. con le rispettive delegazioni si incontreranno per discutere le risultanze dell’incontro ed assumere le necessarie iniziative in vista dell’incontro al MISE del prossimo 19 Settembre.


    p. La Filcams CGIL Nazionale

                        Giovanni Dalò