Dico, esito incontro 02/12/2015

Roma, 10 dicembre 2015

Il giorno 2 dicembre 2015 si è svolto l’incontro con Dico per verificare la situazione aziendale.

L’impresa ha dichiarato che il finanziamento da parte delle banche che era previsto per Aprile/Maggio è stato invece liquidato in parte ad Agosto ed il restante a Settembre. Questo ha inevitabilmente protratto i problemi di liquidità, con conseguenti criticità con i fornitori che hanno determinato problemi di rifornimento delle merci e che hanno causato importanti perdite di vendite. Ad oggi c’è un recupero importante ma non ancora idoneo alle vendite necessarie per la sostenibilità dell’impresa. La fase di mancanza della merce ha inoltre arrecato disagi nel rapporto di fiducia con il cliente.

Nonostante questo, l’azienda ha dichiarato che in un trend di mercato che vede il settore discount crescere del +0,47, Dico è cresciuta dello +6,71. Dati positivi che si sono registrati fino a Luglio, soprattutto nel post refresh, la crisi finanziaria precedente descritta ha poi drasticamente arrestato il trend di crescita da Agosto dove ci sono stati picchi negativi in alcuni negozi che avevano solo il 43% della merce esposta. Novembre risulta essere un mese pessimo per tutta la distribuzione: la campagna mediatica sulle carni rosse ha impattato del -9,5% sulle vendite, alcuni prodotti tipo würstel che sono importanti per Dico hanno fatto registrare -20%, a questo si sono aggiunti gli scandali sull’olio.

Nel particolare dell’azienda si constata invece una costante perdita sia nella rete del Nordest che nel Sud.

Per quanto riguarda la situazione del Veneto e del Friuli Venezia Giulia l’azienda conferma, come già dichiarato nei confronti territoriali, che è in corso una trattativa per la cessione di 16 punti vendita, qualora l’operazione non andasse a buon fine l’impresa dovrà considerare la chiusura dei negozi. Appena arriveranno notizie più precise sarà convocato il tavolo territoriale.

In Campania è stato chiuso il centro di distribuzione di Capua, i lavoratori sono stati collocati in astensione retribuita fino alla definizione che arriverà dagli incontri territoriali nei prossimi giorni.

L’impresa ha inoltre annunciato la chiusura del ce.di. Di Monte lupo in Toscana, in cui operano 28 persone di cui sedici con sede fissa di lavoro che sarebbero i probabili esuberi, le parti hanno condiviso l’obiettivo della ricollocazione totale. I lavoratori operanti nel magazzino facenti capo ad aziende terze saranno ricollocati dalle società di appartenenza in altri stabilimenti o comunque resteranno impiegati in altre attività. La logistica del Nord sarà tutta accentrata su Stradella.

La situazione della Puglia non ha alcuni elementi di novità rispetto al contenzioso aperto con le cooperative.

L’impresa ha dichiarato che le altre voci di cessione sono infondate, pur nella consapevolezza che le difficoltà sono reali. Per questo è stato dichiarato che entro marzo 2016 sarà necessario ritrovare la sostenibilità che mette in sicurezza tutta l’impresa.

Le organizzazioni sindacali hanno manifestato la loro netta contrarietà al susseguirsi di dichiarazioni e riorganizzazioni che inevitabilmente impattano sulle lavoratrici ed i lavoratori. Ad una prima fase riorganizzativa, che doveva rimettere in sesto una rete vendita in evidente difficoltà ereditata dalla precedente proprietà, sono succeduti interventi continui spesso contraddittori: sono stati investiti milioni di euro su ristrutturazioni di negozi che poi hanno comunque chiuso; sono state ceduti a terzi negozi e reparti con conseguenti problemi sul personale sia per il rispetto delle normative contrattuali e di legge, sia per il pagamento degli stipendi, sia per criticità occupazionali; netta contrarietà alla gestione totalmente in outsourcing di alcuni negozi del Lazio; chiusure di negozi precedentemente dichiarati invece fuori pericolo; a questo si aggiunge un costante ritardo nel pagamento degli stipendi che oltre a creare importanti disagi alle lavoratrici e ai lavoratori, ha determinato un clima di sfiducia tra azienda e lavoratori. Una situazione che nel complesso è diventata insostenibile e desta molte preoccupazioni sul futuro dell’azienda.

Vista l’ennesima dichiarazione dell’impresa di voler avviare una fase di riorganizzazione che si concluderà al 31 Marzo e che dovrebbe rimettere in sicurezza l’impresa e quindi l’occupazione, le organizzazioni sindacali hanno chiesto un confronto continuo a tutti i livelli. È stato quindi programmato un incontro nazionale per il 15 Gennaio 2016 alle 10,30 a Roma.

Nel frattempo vi comunichiamo che l’impresa ha dichiarato che gli stipendi verranno versati tra giovedì 10 e lunedì 14 Dicembre e che la tredicesima mensilità sarà versata entro il 23 Dicembre 2015.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio – Giovanni Dalo’