“DiarioSindacale” Damiano scopre un nuovo paradosso

09/11/2006
    CORRIERECONOMIA di Luned� 6 novenbre 2006

      Pagina 5

      Diario sindacale
      a cura di Enrico Marro

        Damiano scopre un nuovo paradosso

          E cio� che i dipendenti dei servizi territoriali all’impiego hanno un contratto da co.co.co.

            Arrivato al ministero del Lavoro, Cesare Damiano , scopr� che gli addetti ai call center del dicastero erano precari e li fece assumere. Ma poi ha scoperto quello che definisce �un paradosso� ancora pi� grande: �I dipendenti dei servizi all’impiego sparsi sul territorio sono per la maggior parte collaboratori. Insomma succede che le persone che lavorano allo sportello per orientare, selezionare, favorire il reimpiego, ovvero tutte attivit� tese a favorire l’occupazione stabile per gli utenti, hanno invece per s� un contratto da co.co.co. Si tratta di qualche migliaio di persone che ritengo debbano essere gradualmente assunte a tempo indeterminato�. Per dare un segnale il ministro ha proposto un emendamento alla Finanziaria �che stanzia 52 milioni di euro per i servizi all’impiego�. Intanto dovrebbero servire, tra l’altro, a rinnovare i contratti di collaborazione in scadenza. Poi, si vedr�.

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              � alla guida della Cisl da appena sei mesi, ma non esclude un suo futuro in politica. E indica anche un modello: Franco Marini , che dopo aver guidato il sindacato bianco dal 1985 al 1991, fu eletto alla Camera per la Dc e ora � presidente del Senato. �Franco fa bene, lo conosco da quando era ragazzino, rappresenta una tradizione importante per noi�, ha detto Raffaele Bonanni intervenendo la scorsa settimana a Repubblica Tv, dopo aver risposto che �� presto� per dire se dopo l’esperienza sindacale si dar� alla politica. Bonanni ha 57 anni e pu� rimanere alla guida della Cisl fino al compimento dei 65 anni.

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                Pietro Ichino ha fatto due miracoli in un colpo solo. Con il suo editoriale pubblicato dal Corriere della Sera del 31 ottobre ha ricevuto, attraverso un articolo sul quotidiano il manifesto , il plauso di Giorgio Cremaschi , segretario nazionale della Fiom e leader della sinistra radicale Cgil, che finora ha considerato il giuslavorista milanese alla stregua di un nemico. Non solo. D’accordo con Ichino, ma solo in parte, si � dichiarata, con un intervento sul Corriere , anche Renata Polverini , leader del sindacato di destra Ugl, per una volta quindi dalla stessa parte di Cremaschi. Tutti concordi, infatti, nel bocciare gli articoli 177 e 178 della Finanziaria che prevedono un condono per le imprese che emergono dal lavoro nero purch� ci� avvenga attraverso un accordo sottoscritto con Cgil, Cisl e Uil, trasformate, secondo Ichino, in un �sindacato confessore�.

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                  Una manifestazione senza corteo. � stata quella andata in scena luned� scorso contro la Finanziaria a opera dei pensionati Cgil, Cisl e Uil. Che si sono dati appuntamento a piazza Navona per il comizio di Raffaele Bonanni . Il sindacato pensionati Cisl guidato da Antonio Uda avrebbe preferito fare, come di norma, il corteo per le strade della capitale con arrivo a piazza San Giovanni, la piazza per antonomasia delle proteste sindacali. Ma la Cgil ha fatto resistenza e alla fine si � ripiegato sul compromesso di piazza Navona. Soluzione che la Cisl ha digerito a fatica, non mancando di rimarcare che nonostante la sua disponibilit�, alla fine, �in piazza la gente l’abbiamo portata quasi tutta noi�. Dov’� finita la mitica capacit� di mobilitazione della Cgil? �Quella scattava solo col governo Berlusconi�, insistono a via Po, sede della Cisl.

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                    Dopo otto mesi dalla sua destituzione come presidente la Confcommercio � riuscita a far sloggiare Sergio Bill� , poi finito agli arresti domiciliari, dal Cnel, dove continuava a rappresentare l’associazione dei commercianti e ad intascare la relativa indennit� (circa 1.500 euro al mese). Al suo posto andr� il cavaliere del lavoro Giovanni Pomarico , 57 anni, pugliese, pioniere della distribuzione al Sud (ipermercati e supermercati).

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                      Debutta il comunicato con foto rubate incorporate. Il collettivo dei precari Atesia per dimostrare la riuscita dell’ultimo sciopero nel call center romano ha inviato un comunicato con allegate tre foto scattate (forse con un telefonino) durante l’astensione dal lavoro che mostrano i saloni con le postazioni vuote, tranne due.