“DiarioSindacale” Billè non lascia il Cnel

22/06/2006

      luned� 19 giugno 2006
    Pagina 9 – Economia

    Diario sindacale
    a cura di Enrico Marro - emarro@corriere.it

      Bill� non lascia il Cnel
      e anche Vanni resiste

        Confcommercio e l’ex capo, nuova crisi

          D al 10 febbraio Sergio Bill� non � pi� presidente della Confcommercio, ma continua a mantenere il seggio al Cnel, Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro: il parlamentino delle parti sociali previsto dall’articolo 99 della Costituzione. A Villa Lubin, infatti, non risulta che l’ex leader dell’associazione dei commercianti abbia inviato le proprie dimissioni. E alla Confcommercio spiegano che stanno vedendo se c’� una strada per designare un rappresentante diverso. Insomma, la poltrona del Cnel diventa un altro capitolo del gi� corposo contenzioso tra la Confcommercio e Bill�: che, bench� travolto dallo scandalo Ricucci, ha cercato con tutte le sue forze di restare in sella, non riuscendoci. Nel frattempo Bill� continua a percepire l’indennit� cui hanno diritto tutti i 121 membri del Cnel.

            Si tratta di 1.497,73 euro al mese (i vecchi 2 milioni 900 mila lire stabiliti nel regolamento del consiglio). La somma spetta anche se il consigliere non mette mai piede a Villa Lubin, ma leggermente decurtata. Si perdono infatti 154,94 euro (le vecchie 300 mila lire), dice il regolamento, �per ogni mancata presenza alla riunione dell’Assemblea ordinaria, salvo che l’assenza sia dovuta all’assolvimento di missioni per conto del Cnel�. Di regola al Cnel, che certo non si distingue per un’attivit� frenetica, si tiene un’assemblea al mese. Il conto � presto fatto: anche senza mai partecipare si prendono 1.342,79 euro al mese.

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              Nella presente consiliatura del Cnel, cominciata lo scorso ottobre sotto la presidenza di Antonio Marzano , tolta la seduta inaugurale alla presenza delle massime cariche dello Stato, Bill� non � l’unico a zero presenze. Come lui, nei registri del Cnel, risultano sempre assenti il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo , il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani , l’ex leader della Cisl, Savino Pezzotta , l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni , e l’ex segretario confederale della Cgil, Gian Paolo Patta , ora sottosegretario alla Sanit� (anche di quest’ultimo non risultano ancora arrivate al Cnel le dimissioni). � stato invece gi� sostituito per la Uil Adriano Musi , eletto al Parlamento, con Fabio Canapa .

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                Sempre in fatto di record al Cnel, il pi� singolare � questo: tra i membri ce n’� uno che non � mai cambiato. � Raffaele Vanni , in rappresentanza della Uil, di cui � stato anche segretario generale dal 1969 al 1976. Vanni � consigliere fin dalla creazione del Cnel, 48 anni fa. Aveva 30 anni quando entr� a Villa Lubin. Oggi ne ha 78 e stanno gi� preparando per lui la medaglia d’oro per i 50 anni di Cnel.

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                  La scorsa settimana, con un articolo su l’Unit� , �L’Italia vista da Mirafiori�, il ministro del Lavoro, Cesare Damiano , ex Fiom-Cgil, si � preso una piccola rivincita personale. A un certo punto Damiano, ricordando la sua dura esperienza alla Fiat, dice: tocc� a noi, �ai sindacalisti della mia generazione�, ricostruire il sindacato dopo la marcia dei 35 giorni. Si � tolto cos� un sassolino dalle scarpe perch� in realt� fino al 1980 era stato in minoranza a Mirafiori, il regno dei sabattiniani come Wladimiro Giatti , Tiziano Rinaldini e ovviamente Claudio Sabattini . Damiano era invece un pragmatico di tradizione olivettiana.