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Diario Terziario, In piazza contro il ritorno dei voucher

16/06/2017
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È online il nuovo numero di Diario Terziario, l’inserto di Rassegna sindacale della Filcams Cgil.

La battaglia contro i voucher, nelle parole della segretaria generale Maria Grazia Gabrielli, lo sciopero multisettoriale #FuoriServizio e quello dei dipendenti H&M e tanto altro ancora.

Diario Terziario Giugno 2017

Il 17 giugno, a Roma la manifestazione della Cgil contro il reinserimento dei voucher

I presidi sui territori, la raccolta delle firme, la validazione da parte della Corte di Cassazione, l’attesa per la definizione della data del Referendum e finalmente, il 19 aprile 2017, l’abolizione dei voucher e la reintroduzione della responsabilità solidale negli appalti e, di conseguenza, l’annullamento del Referendum, previsto per il 28 maggio.
È un successo per la Cgil, la conquista di un risultato importante, ottenuto con l’impegno di tutti, dopo mesi di lavoro sui territori, la raccolta di più di un milione di firme, ma soprattutto, il paese che torna a parlare di lavoro.
Purtroppo però, l’entusiasmo lascia il posto allo sconcerto. Dopo qualche settimana governo e parlamento smentiscono se stessi: con un emendamento, introdotto nella “manovrina” sui conti pubblici sono stati reintrodotti i buoni lavoro, senza sostanziali modifiche con il passato.
“Il Governo sta prendendo in giro i cittadini che, insieme alla Cgil, hanno messo la loro firma per abrogare i voucher ed erano pronti per andare a votare” afferma Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della Filcams Cgil Nazionale: “un atto scorretto, che, mostra ancora una politica distaccata dai bisogni e dalle condizioni concrete del lavoro e delle persone che lavorano; in questo caso un atto di forza che ripristina nei fatti il voucher dopo aver deciso di annullare il referendum proposto dalla Cgil impedendo quindi ai cittadini di esprimersi il 28 maggio proprio per l’abrogazione del voucher. Si decide di farlo senza un confronto con le parti interessate e senza tenere conto che più di un milione di cittadini ha firmato per un referendum e per la Carta dei Diritti Universali del Lavoro, la proposta di legge della CGIL dove è contenuta anche una proposta di regolamentazione del lavoro accessorio e occasionale”.
Un percorso, quello avviato dal Governo che non trova altra definizione se non quello di un attacco alla democrazia andando contro l’art. 75 della Costituzione.
Oltre al metodo in discussione è anche il merito cioè le motivazioni che giustificano questo ricorso nuovamente al voucher in una sorta di emergenza per cui senza i buoni l’economia italiana, a partire dal turismo, sarebbe a rischio operatività’ e inoltre, ci si assume la responsabilità’ di un ritorno alla piaga del lavoro nero. L’ assenza del voucher costituisce un vuoto emergenziale.
“In molti sostengono che l’abolizione dei voucher abbia portato un vuoto legislativo, la mancanza cioè di una specifica normativa del lavoro occasionale e di conseguenza un repentino aumento del lavoro nero” afferma la segretaria generale, “ma tutto ciò non corrisponde a verità. Lo dimostrano i tanti strumenti di flessibilità previsti dai contratti nazionali di lavoro, le tante tipologie contrattuali utilizzabili. L’unico interesse dimostrato con questo emendamento è quello di trovare modalità per abbassare il costo del lavoro per le imprese, senza creare un vero rapporto di lavoro e senza alcuna attenzione alla qualità del lavoro.”
È sicuramente necessario normare il lavoro occasionale, tanto che la Cgil nella Carta dei Diritti, la proposta di legge presentata nel 2016, agli art.80 e 81, ha avanzato un’ipotesi per colmare questo vuoto per le famiglie, ma non per le imprese che hanno già tante possibilità per regolare i rapporti di lavoro.
Nella manovra su cui il Governo ha ottenuto la fiducia, invece, viene introdotto un “Libretto di Famiglia” per il lavoro occasionale in ambito domestico e il “Contratto PrestO” per ridare i buoni lavoro alle imprese fino a 5 dipendenti (l’80% delle aziende italiane), anche se non viene stipulato un rapporto di lavoro e non si può quindi parlare di contratto.
Si continuerà ad usare quindi uno strumento che dovrebbe gestire il lavoro occasionale, per esigenze a lungo termine, come se fosse un lavoro stabile, ma senza il riconoscimento di diritti e tutele come la malattia, le ferie e la disoccupazione.
Per questo la Cgil continuerà a portare avanti #Schiaffoallademocrazia un appello al Presidente della Repubblica, perchè come viene evidenziato nel testo dell’appello, è “necessario sollevare una questione di illegittimità di tali decisioni sia presso la Suprema Corte di Cassazione che ha annullato il referendum sull’abrogazione dei voucher in ragione di un provvedimento legislativo smentito pochi giorni dopo da un altro, sia presso la stessa Corte Costituzionale” .
Inoltre viene chiesto “al Presidente della Repubblica il suo autorevole intervento al fine di tutelare lettera e sostanza dell’art. 75 della Costituzione, anche valutando l’opportunità di non promulgare la legge almeno sino al pronunciamento della nostra Suprema Magistratura”.

La manifestazione di sabato 17 giugno a Roma è un messaggio ancora più forte dopo il voto del Senato che ha reintrodotto i voucher sotto altro nome  “per difendere la democrazia e il diritto dei cittadini a decidere, per contrastare la precarietà, per un lavoro dignitoso tutelato e col pieno riconoscimento dei diritti.”
La Filcams particolarmente colpita dall’utilizzo e dall’abuso dei voucher nei propri settori, sarà in piazza al fianco della Cgil per contrastare questo attacco al mondo del lavoro e ai diritti.

Diario Terziario Giugno 2017