Diario Terziario, Così rinasce un’azienda confiscata

01/08/2016

È online il numero di Luglio di Diario Terziario, l’inserto della Filcams Cgil di Rassegna Sindacale.

L’intervista a Gianna Fracassi segretaria nazionale della Cgil, le esperienze positivi siciliane di Progetto Olimpo e il caffè San Domenico. Il punto sulle vertenze ancora aperte e la situazione sul turismo e la stagione estiva.

Diario Terziario Luglio 2016

La Cgil e la legalità, intervista a Gianna Fraccassi

In questi anni settori come quelli del turismo, del terziario e servizi sono emersi come quelli dove i sistemi illegali hanno concentrato la loro attenzione. Nell’iniziativa svolta in Sicilia a Santo Stefano di Camastra  il 15 e 16 luglio si è affrontato nuovamente il tema della lotta alle mafie e alle varie forme di illegalità.  Qual’è la fotografia che oggi possiamo consegnare del nostro paese?

Una fotografia con luci e ombre purtroppo. L’ultima relazione della Direzione Nazionale Antimafia (DNA) ci conferma alcuni dati molto preoccupanti:

- una forte operatività delle cosche soprattutto calabresi in tutti gli ambiti criminali– dal traffico internazionale di stupefacenti e delle armi, all’attività estorsiva– ma soprattutto una pervasività nell’economia legale, dagli appalti pubblici alle attività imprenditoriali, nei settori del commercio, dei trasporti, dell’edilizia ed in quello di giochi e scommesse, soprattutto on line.

- Una presenza massiccia in tutto il centro nord non solo nelle regioni a insediamento storico vale a dire Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio e una forte vocazione all’internalizzazione.

Inoltre vediamo allargarsi la cosiddetta zona grigia, vale a dire tutti coloro che a vario titolo collaborano al funzionamento del potere mafioso. E’ quel pezzo di società che sta nel confine tra legalità/illegalità, il mondo di mezzo in cui tutti si incontrano di cui parla Carminati ( Mafia capitale). Questi mondi sono tenuti insieme da un collante potentissimo: la corruzione/collusione di professionisti, funzionari pubblici e politici. C’è una immagine molto evocativa ed efficace della relazione della DNA per far comprendere come si sta evolvendo il sistema mafioso  “dobbiamo immaginare una struttura che mantiene le proprie basi nella forza  d’intimidazione derivante dal vincolo associativo, che è il pesante e solido cemento con cui ha realizzato le fondamenta della propria egemonia, ma che, sempre più, si sviluppa e si ramifica verso l’alto, mirando a gestire quote sempre più ampie ed elevate di potere economico e politico, utilizzando un materiale ed uno strumento più duttile, leggero, invisibile, ma capace di infiltrarsi profondamente: quello della corruzione-collusione, che garantisce, silenziosamente, senza un colpo di fucile, ma in modo egualmente efficace, il raggiungimento delle descritte finalità delle mafie.”

Queste le ombre. Le luci invece sono rappresentante dall’impegno nel contrasto della magistratura e delle forze di polizia che, in alcuni territori – Calabria ad esempio – stanno davvero ottenendo grandi successi. L’altra luce è la società civile, quell’antimafia sociale – un po’ ammaccata dalle vicende giudiziarie che hanno coinvolto dei simboli importanti dell’antimafia- che però esiste e prova a dare il contributo culturale e sociale alla battaglia contro il crimine organizzato. Con orgoglio dico che la CGIL, oggi, rappresenta un punto di riferimento imprescindibile dell’antimafia sociale per l’impegno, per il ruolo e per il lavoro che le strutture e le categorie stanno mettendo in questo ambito.