“Diario sindacale” La primavera di Carla e l’eredità di Epifani

15/05/2007
    CORRIERECONOMIA di Lunedì 14 maggio 2007

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        Diario sindacale
        a cura di Enrico Marro emarro@rcs.it

          La primavera di Carla e l’eredità di Epifani

            Se il segtretario esce prima del 2010, il futuro capo Cgil sarà una donna. Cantone favorita

              Salgono le quotazioni di Carla Cantone nella segreteria della Cgil. Prima donna a guidare una categoria maschile come quella degli edili, dal ’92 al 2000, quando Sergio Cofferati la portò in segreteria confederale, e prima donna ad assumere l’incarico di segretario organizzativo della Cgil, dal giugno 2006 per volontà dell’attuale leader Guglielmo Epifani, Carla Cantone ha subito mostrato un gran dinamismo nel nuovo e potente incarico. Per prima cosa ha lanciato, lo scorso autunno, l’appuntamento con la Conferenza d’organizzazione della prossima primavera, che avrà l’importanza di un congresso di mezzo tra quello del 2006 e quello che ci sarà nel 2010. E in vista di questo appuntamento ha organizzato, mercoledì scorso, la prima Assemblea nazionale dei giovani quadri e delegati Cgil. Una iniziativa senza precedenti e che ha avuto un chiaro successo. Al teatro Brancaccio sono arrivati da tutta Italia circa 1.300 giovani, rigorosamente under 35. Dopo la relazione di Cantone, ci sono stati 16 interventi dei giovani, alcuni della serie «piccoli burocrati crescono», molti invece animati da grande slancio verso un sindacato più moderno.«Viviamo in una società corporativa e gerontocratica. La Cgil deve fare una battaglia per la società aperta e dirlo chiaramente», ha detto per esempio Bernardo Marasco, funzionario in jeans e maglietta della Filtea di Firenze.

                La segreteria organizzativa per prima e lo stesso Epifani nelle conclusioni hanno insistito sulla necessità di promuovere lo svecchiamento dei dirigenti sindacali, ma è chiaro che, dopo mercoledì, Carla Cantone, può aggiungere al sostegno di molte categorie (su questo chi guida l’organizzazione – lo ha fatto per molti anni anche Epifani – gode di un indubbio vantaggio) anche la simpatia dei giovani. Che non sono un numero irrilevante: 25% dei delegati iscritti alla Cgil hanno meno di 35 anni, secondo le cifre fornite dalla stessa Cantone, anche se poi, per far carriera, si passa attraverso una strozzatura, visto che tra quadri e dirigenti i giovani sono solo il 7%.

                Sulla carta, è prematuro aprire il discorso sulla successione a Epifani, che può restare in carica fino al 2010. Va poi detto che Cantone, entrata in segreteria nel 2000, dovrebbe uscire prima dello stesso leader, verso la fine del 2008, per scadenza del mandato. È noto, però, che Epifani viene tirato per la giacca da più parti affinché passi in politica. In passato fu Walter Veltroni a proporgli di fare il responsabile organizzativo della Quercia (ma Epifani scelse di restare nella Cgil e fu premiato con la successione a Cofferati) e se il sindaco di roma divesse diventare il leader del Partito democratico potrebbe di nuovo rivolgersi a Epifani. Ma c’è anche chi dice che alla fine il leader della Cgil potrebbe guidare una nuova eventuale formazione politica alla sinistra del Pd, quella alla quale stanno lavorando Fabio Mussi, Cesare Salvi, ma anche un segretario confederale della Cgil come Paolo Nerozzi, grande elettore di Epifani, che sarà il primo a scadere in segreteria, nel 2008.

                  Insomma, se ci fosse un’accelerazione sul piano politico ed Epifani uscisse prima del 2010 e se, come sembra essere la volontà prevalente nella Cgil, il futuro segretario generale dovrà essere una donna, Carla Cantone appare al momento la meglio piazzata tra le segretarie confederali. le altre sono Marigia Maulucci, Morena Piccinini, Nicoletta Rocchi e Paola Agnello Modica (esponente di una delle componenti della sinistra interna). Se invece Epifani resterà alla guida della confederazione fino al 2010, e questo il segretario non lo ha mai messo in dubbio, lo scenario cambierà. Carla Cantone, suscitando gli applausi dei giovani, ha detto: «Tocca a chi fa parte delle passate e attuali generazioni lasciare il passo senza resistenza, senza egoismi, senza indugio alle nuove generazioni». Ma intanto ai piani alti di Corso Italia, c’è chi è convinto: «Carla studia da segretario generale, poi si vedrà».