“Diario sindacale” Enasarco: dal commissario al sindacalista

21/06/2007
    CORRIERECONOMIA di Lunedì 18 giugno 2007

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        Diario sindacale
        a cura di Enrico Marro emarro@rcs.it

          Enasarco, dal commissario al sindacalista

            Previdenza commercio: prima la bufera giudiziaria; poi l’arrivo di Giovanni Pollastrini. E adesso…

              Alla fine la Uil l’ha spuntata, conquistando la presidenza dell’Enasarco, con il segretario generale della Uiltucs-Uil (commercio e turisco), Brunetto Boco. Nel consiglio di amministrazione appena nominato dopo la fine della fase di commissariamento è presente anche il segretario generale della Fisascat-Cisl, Pierangelo Raineri, mentre ben 8 consiglieri su 13 sono gli stessi della fase precedente il commissariamento, compreso lo stesso Boco, quasi come se nulla fosse successo. E invece la Fondazione Enasarco, che gestisce le pensioni degli agenti e rappresentanti di commercio (circa 300 mila iscritti), è stata investita in pieno da uno scandalo giudiziario e le sue condizioni finanziarie sono preoccupanti.

                L’Enasarco venne commissariato nel novembre del 2006 dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano, in seguito all’inchiesta che il 22 settembre aveva portato agli arresti domiciliari il presidente dell’Enasarco, Donato Porreca, e il suo collaboratore Fulvio Gismondi, oltre che il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, per una presunta tangente che l’immobiliarista Stefano Ricucci avrebbe versati per aggiudicarsi la gara per la gestione del patrimonio immobiliare della Fondazione. Damiano scelse come commissario il suo consulente per la previdenza integrativa, Giovanni Pollastrini. Contro il commissariamento i sindacati (Uil e Cisl perché la Cgil non è presente nel cda) e la Federagenti presentarono un ricorso al Tar che fu respinto.

                  La settimana scorsa Pollastrini ha concluso il periodo di commissariamento con un documento nel quale sottolinea la necessità di cambiare rotta. Nel 2006 il bilancio ha chiuso con un disavanzo di 21,5 milioni di euro. La legge richiede che gli enti previdenziali privatizzati abbiano un’autonomia economica di almeno 30 anni, ma secondo le proiezioni, spiega Pollastrini, l’Enasarco ce l’ha solo fino al 2017, dopo di che dovrebbe vendere il suo patrimonio immobiliare (circa 16 mila immobili con un rendimento annuo di appena l’1,2% lordo).

                  Prima del termine del suo mandato Pollastrini ha anche proposto di arrivare a un metodo più democratico di formazione del cda, attraverso l’elezione dei suoi membri da parte degli iscritti all’Enasarco, ma sindacati e associazioni hanno fatto uro. Il cda è stato così ricostituito con le vecchie regole che prevedono la designazione dei membri da parte degli stessi sindacati e associazioni, i quali, ogni volta che potevano, hanno riconfermato i vecchi membri. Ovviamente non è stato confermato Porreca dalla Fnaarc, che ha invece indicato Antonio Franceschi e non è stato confermato Baratta perché nel frattempo è entrato nella segreteria confederale Cisl, così al suo posto è andato il successore Raineri.

                    Nessun posto per la Cgil, che nei primi anni 90, in piena Tangentopoli, scelse sotto la guida di Bruno Trentin di uscire da tutti i consigli di amministrazione degli enti previdenziali. «Restiamo coerenti a quella scelta», dice Ivano Corraini, segretario generale della Filcams, che osserva come sia difficile fare contemporaneamente il leader sindacale e stare ai vertici dell’Enasarco: «Come agenti contrattuali potremmo per esempio avere interesse ad alleggerire il carico contributivo sui lavoratori, nei panni dell’Enasarco invece avremmo interesse a un aumento delle entrate per risanare la situazione finanziaria».

                      Nessun conflitto d’interesse, ribatte Boco: «Nel Cda ci sono sette rappresentanti dei sindacati e 4 delle case mandanti. Si discute e si trovano insieme soluzioni nell’interesse comune che è quello di garantire il pagamento delle pensioni». Boco conferma poi che non c’è incompatibilità formale e che quindi manterrà la guida della Uiltucs, di cui è segretario da 9 anni. Anche se difficilmente potrà eguagliare il record del predecessore Raffaele Vanni, segretario della Uiltucs per 21 anni, e da allora presidente.