“Diario sindacale” Cisl: l’eredità di Borio divide la Lombardia

19/10/2007
    CORRIERECONOMIA di Lunedì 15 ottobre 2007

      Pagina 15

        Diario sindacale
        a cura di Enrico Marro emarro@rcs.it

          Cisl, l’eredità di Borio divide la Lombardia

            La Cisl Lombardia cerca un nuovo segretario generale. Ne discuterà oggi l’esecutivo regionale, dopo aver esaminato e celebrato la grande vittoria del «sì» nel referendum sindacale sull’accordo sul welfare. Vittoria alla quale la Lombardia ha dato un apporto decisivo. Nella Cisl poi, la regione ha un’importanza decisiva per gli equilibri interni. Basti pensare che con i suoi 766 mila iscritti è di gran lunga la prima (il Veneto, al secondo posto, ne ha 418 mila). Carlo Borio, segretario generale della Cisl Lombardia dal 1999, quando prese il posto di Savino Pezzotta, ha deciso di lasciare. E ha indicato come suo successore Franco Giorgi, sessantenne, attuale membro della segreteria lombarda. Milano, Bergamo, la scuola, la sanità, i trasporti, avrebbero preferito un ricambio generazionale e avevano puntato sul segretario della Cisl di Bergamo, Gigi Petteni, 51 anni. Che però alla fine dovrebbe accontentarsi di entrare nella segreteria della Cisl lombarda.

              Borio si dice sereno: «Ho lavorato in tutti questi anni per l’unità della Cisl Lombardia e punto a una candidatura unica che possa non scontentare nessuno e ricevere ovviamente il sostegno di Roma», cioè del segretario generale della cisl, Raffaele Bonanni. Borio non vede problemi e si dice sicuro che entro l’anno l’operazione sarà conclusa. Operazione che dovrebbe vedere il trasferimento dello stesso Borio a Roma e il suo ingresso nella segreteria confederale, proprio cone fu nel ’99 per Pezzotta,al quale Borio è stato sempre molto legato. «La Lombardia – dice Borio – attualmente non è rappresentata in segreteria confederale. E la Lombardia chiede di essere rappresentata. A rappresentare la Cisl Lombardia è il suo segretario generale: mi pare un discorso di buon senso». Anche sul suo ingresso nella segreteria di Bonanni, quindi, Borio si sente tranquillo. E assicura: «Non c’è nessuno che rema contro». Forse. Ma di certo non tutti ai piani alti della Cisl fanno salti di gioia pensando all’arrivo di Borio. Gli strascichi del burrascoso divorzio tra lìex leader Pezzotta e la Cisl di Bonanni pesano. I pezzottiani, anche solo ex, non sono visti di buon occhio.

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                  Sono il braccio armato di Raffaele Bonanni al Senato. Si tratta di Benedetto Adragna e Antonio Papania, due senatori dell’Ulivo che hanno annunciato: «Non votermo in enato alcuna modifica al protocollo sul welfare se questa non sarà concordata prima con le parti firmatarie dell’accordo». Mossa concordata appunto con Bonanni. Adragna, del resto, prima di entrare in Parlamento, è stato segretario della Cisl di Agrigento quando Bonanni era a capo della Cisl siciliana e Papania viene dalle file della Cisl di Messina: tutti dantoniani.I due senatori si erano già distinti l’anno scorso minacciando di non votare la Finanziaria perché mancavano i soldi per gli statali, che poi puntualmente arrivarono.

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                      Non c’è pace all’Enasarco, l’ente di previdenza degli agenti e dei rappresentanti di commercio, già commissariato a causa del coinvolgimento dell’ex presidente Donato Porreca nell’inchiesta della procura di Roma su una gara d’appalto per gli immobili della Fondazione con una presunta tangente di 50 milioni. Le Rdb-Cub denunciano che nella richiesta di rinvio a giudizio per 14 persone, firmata l’8 ottobre scorso dai pm, c’è anche Giuseppe Russo Corvace, attuale membro del collegio dei sindaci. Le Rdb si sono quinde rivolte al ministro del Lavoro Cesare Damiano, perché Russo Corvace venga «quantomeno sospeso». Lo stesso sindacato di base sottolinea che, finito il commissariamento, il nuovo consiglio di amministrazione, è composto per «tre quarti di appartenenti alla precedente consiliatura», compreso l’attuale presidente Brunetto Boco, che è anche segretario generale della Uil commercio e turismo.