Diamo i voti ai fondi pensione

19/07/2006
    20 luglio 2006 – ANNO XLIV N.29

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    INCHIESTA
    VIAGGIO -NELLE PENSIONI INTEGRATIVE DI CATEGORIA

    Diamo i voti ai fondi pensione

      Conviene trasferire parte dello stipendio in questi prodotti previdenziali? I rendimenti sono positivi, i costi sono bassi, i rischi accettabili. Ma c’� un problema.

        di Edmondo Rho

          Per la previdenza integrativa il tempo stringe: il governo deve mettere mano alla riduzione delle pensioni Inps, che dovrebbero subire tagli tra il 6,5 e l’8 per cento. Si chiama tecnicamente revisione dei coefficienti, in pratica � una manovra che diminuisce le rendite a causa dell’aumento della vita media della popolazione. La revisione, prevista dalla riforma Dini per il 2005, in realt� dovrebbe avere effetto solo a partire dal 2010.
          Ma intanto, anche per compensare questa diminuzione delle pensioni di base, ad alimentare la previdenza integrativa sar� destinato il Tfr (trattamento di fine rapporto, ovvero la vecchia liquidazione), trasferito nei fondi pensione a partire dal 2008. O prima: il ministro del Lavoro Cesare Damiano vuole anticipare il trasferimento al 2007.

            Gi� oggi circa 3 milioni di lavoratori versano ogni mese nelle casse dei fondi pensione (o dei fondi previdenziali delle assicurazioni) una parte pi� o meno consistente della loro retribuzione. Ma sono ben 21 milioni i lavoratori italiani, tra dipendenti e autonomi, potenzialmente interessati alla previdenza integrativa. E in futuro dovranno per forza aumentare sia il numero dei sottoscrittori di questi fondi sia gli importi dei contributi per compensare gli assegni Inps destinati a essere sempre pi� magri. Eppure i fondi pensione, a 13 anni dalla loro istituzione avvenuta per legge nel 1993, sono ancora protagonisti quasi sconosciuti della previdenza.

              Panorama ha voluto alzare il velo sui fondi pensione di categoria analizzandone la reale convenienza. Uno studio svolto in collaborazione con la Consultique, societ� veronese di analisi e rating indipendente, che ha dato (considerando rendimenti, costi ed entit� dei contributi versati) i voti della nostra pagella.

                Come si vede qui accanto, strappano quasi tutti la sufficienza i fondi pensione contrattuali (riservati, di fatto, ai lavoratori dipendenti), chiamati anche negoziali perch� i contributi sono decisi dal negoziato tra le imprese e i sindacati. Proprio il contributo dei datori di lavoro, insieme ai bassi costi di gestione, rende pi� convenienti i fondi pensione contrattuali rispetto ai fondi pensione aperti e ai Fip, i fondi d’investimento previdenziale offerti dalle assicurazioni.

                  Spiega Giuseppe Romano, direttore dell’ufficio studi e ricerche della Consultique: �Il lavoratore metalmeccanico pu� scegliere il Cometa, fondo pensione della sua categoria, oppure un Fip, che per� � un prodotto molto pi� costoso. Tant’� vero che nella nostra pagella il miglior Fip, Posta previdenza valore delle Poste italiane, raggiunge come voto appena 4 e mezzo.

                  Mentre al Fip peggiore, Financial age protection 2 della Fideuram, abbiamo dato il voto pi� basso: 2�. Alla Consultique hanno esaminato centinaia di Fip: i costi sono elevati e i rendimenti dimostrano che non c’� per questi prodotti una reale gestione attiva.

                  Invece le gestioni dei fondi pensione contrattuali costano decisamente meno, pur essendo affidate a grandi banche, assicurazioni e societ� finanziarie. Il Fonchim, fondo dei lavoratori chimici, vetrai e costruttori di lampade, ottiene in pagella 8, il voto massimo: ha tra i suoi gestori grandi nomi, quali Sanpaolo, Pioneer (gruppo Unicredito), Templeton, Cr�dit Agricole, Duemme (controllata da Mediolanum e Mediobanca) e Rothschild.

                    Andrea Girardelli, direttore generale del Fonchim, definisce il fondo come �il vettore low cost della previdenza, grazie all’effetto massa che ci consente di ottenere dai gestori commissioni annue bassissime, tra 0,1 e 0,2 per cento�. E i risultati, come si vede nella tabella a fianco, sono superiori alla media di categoria.

                    Schematicamente, i denari confluiti nei fondi pensione (e che provengono dai lavoratori, dalle aziende e dal tfr) vengono investiti sui mercati finanziari: quasi tutti i fondi, come mostra la tabella, hanno diversi comparti, pi� o meno aggressivi. E i comparti che investono maggiormente in azioni si rivelano i pi� redditizi, pur essendo anche i pi� rischiosi specie sul breve periodo. Per esempio i risultati del primo semestre 2006, a causa del ribasso borsistico tra maggio e giugno, spesso puniscono i fondi pensione, ma c’� anche chi si difende bene, come il Fonchim crescita che guadagna l’1,78 per cento.

                      Secondo la Covip, la commissione di vigilanza sui fondi pensione, le commissioni dei fondi contrattuali sono in media dello 0,5 per cento annuo, quelle dei fondi aperti arrivano all’1,2 per cento mentre i Fip assicurativi costano il 5,1 per cento nei primi tre anni: inoltre, sul versamento iniziale dei Fip in passato venivano caricate commissioni per un decennio, una clausola ora inammissibile anche secondo le nuove direttive della Covip.

                      Ma i fondi pensione decollano a stento anche perch� hanno spese pi� basse dei prodotti assicurativi. Spiega Cesare Armellini, presidente della Consultique: �I guadagni per gli intermediari con i fondi pensione sono molto limitati, mentre i Fip danno margini molto pi� alti a chi li vende. Per� daranno a scadenza ai sottoscrittori, molto probabilmente, meno di quanto hanno versato in termini reali�.

                        Che cosa vuol dire, per esempio, risparmiare l’1 per cento in meno all’anno di commissione di gestione? Ecco il conto di Girardelli: �Versando 200 euro al mese per 40 anni, il sottoscrittore investe nel fondo in questo lungo periodo 100 mila euro: a parit� di rendimento, se paga l’1 per cento in meno all’anno per la gestione, risparmia in 40 anni 20 mila euro�.

                        Molti soldi, certo. Ma non c’� una percezione esatta del problema, sia dal punto di vista finanziario sia previdenziale. Per esempio il fondo Fonchim ha condotto, con l’osservatorio Pension forum della Bocconi, una ricerca da cui emerge che i lavoratori sottoscrivono i fondi negoziali non perch� pensano alla pensione ma perch� sono una forma di risparmio molto conveniente dal punto di vista fiscale (riquadro qui sotto). Il punto � che �la gente non � informata e non percepisce la futura riduzione delle pensioni: c’� una grande rimozione collettiva del problema e le continue modifiche legislative creano incertezza tra i lavoratori� osserva Romano. Il lavoratore versa il suo denaro in un fondo complementare (per esempio, un chimico mediamente investe 2.300 euro l’anno, il 7 per cento della sua retribuzione), ma non sa a che livello sar� la pensione di base che deve integrare.

                          Un altro esempio d’informazione carente? Il Pension forum della Bocconi ha intervistato un campione di quel 40 per cento di lavoratori che, pur avendone diritto, non aderiscono al Fonchim. Perch�? Il 6 per cento dice di avere altre spese; il 14 per cento si sente tutelato dalla previdenza obbligatoria o � abbastanza anziano e pensa di non aver bisogno del fondo pensione; il 10 per cento �non sa�; e il 10 per cento dichiara di aderire a un altro fondo pensione. �In realt� non pu� farlo: probabilmente ha sottoscritto dei prodotti finanziari che crede abbiano finalit� pensionistiche� rileva Girardelli. E quando quel lavoratore scoprir� l’inganno sar� troppo tardi.