Dialogo sociale senza fretta

14/05/2002





Welfare – Giovedì Maroni vede Berlusconi per fissare le tappe del confronto – Offensiva sindacale sui rinnovi: il Governo rispetti gli impegni
Dialogo sociale senza fretta

R.R.

ROMA – Solo dopo giovedì si saprà quando ci sarà il nuovo round tra Governo e parti sociali sul lavoro. A dirlo ieri è stato il ministro del Welfare, Roberto Maroni: «Giovedì mi incontrerò con il presidente del Consiglio per definire le tappe e le modalità dell’incontro con le parti sociali. È uno dei tanti incontri che serve per trovare un possibile accordo e rendere più rapido il lavoro in Parlamento sulla riforma del mercato del lavoro. Non è certo un incontro salvifico che decide il destino dell’umanità». Una risposta più che pacata al pressing dei sindacati che ieri sono tornati a chiedere una convocazione in tempi brevi promettendo altre proteste sindacali. «Credo sia opportuno – ha detto ancora il leader Cisl, Savino Pezzotta – che il Governo ci convochi in fretta, i tempi stanno diventando troppo lunghi. È chiaro che se il confronto non dovesse avviarsi dovremo riprendere quelle che sono le forme della mobilitazione e dell’iniziativa sindacale». Ha meno fretta la Cgil che aspetta la convocazione del Governo sul lavoro mentre sul fisco annuncia possibili iniziative contro la riforma. «Il Governo ha detto e ripetuto che convocherà le parti sociali: stiamo tranquilli ad aspettare che decida di farlo – ha detto il numero due della Cgil Guglielmo Epifani -. È al Governo che spetta la prima mossa. Noi abbiamo dimostrato di avere due qualità: la trasparenza e la coerenza delle nostre posizioni». Ma ieri, Sergio Cofferati, leader Cgil, ha rilanciato l’offensiva sui contratti del pubblico impiego. «Se il Governo non rispetterà gli impegni presi relativamente al rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici – ha detto Cofferati – si assumerà la responsabilità di produrre una rottura grave che avrà inevitabili conseguenze sul piano della mobilitazione e della lotta. È nota l’intenzione dell’Esecutivo di buttare alle ortiche la politica dei redditi. La disattesa degli accordi contrattuali produrrebbe la violazione delle regole vigenti e dunque sarebbe da parte nostra immediatamente contrastata». Le preoccupazioni sindacali, descritte in una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil, nascono da «voci secondo le quali le risorse economiche necessarie per i rinnovi sarebbero disponibili solo con l’approvazione della Finanziaria per il 2003». Voci che i sindacati chiedono al Governo di «smentire». I conti «sono in regola», ha detto il segretario confederale Uil, Antonio Foccillo, che chiede «di applicare al più presto l’intesa e gli aumenti salariali previsti». Stesso richiamo dalla Cisl: «La direttiva del Governo all’Aran – ha detto il segretario confederale, Lia Ghisani – dovrà garantire il recupero del differenziale tra inflazione programmata e reale registrata nel precedente biennio, l’inflazione programmata, gli aumenti per la produttività, e la decorrenza pattuita. Va superata, pertanto, ogni incertezza procedendo con urgenza all’apertura della nuova stagione contrattuale». Ai sindacati e a Cofferati, in particolare, ha risposto il sottosegretario alla Funzione pubblica, Learco Saporito: «Il Governo manterrà gli impegni assunti. Se c’è stato qualche ritardo, è solo perchè stiamo ridefinendo i comparti del pubblico impiego e perchè siamo impegnati nella chiusura del contratto della sicurezza, chiusura che speriamo arrivi a breve».

Martedí 14 Maggio 2002