«Dialogo per lo sviluppo, il modello è Milano»

04/06/2002




      Dall’assemblea di Assolombarda Perini rilancia il patto meneghino – Consensi da Confalonieri, Romiti e Tronchetti
      «Dialogo per lo sviluppo, il modello è Milano»

      Marco Morino
      MILANO – «A Milano quand ghe de fa, fem». Ovvero: a Milano, quando c’è da fare, facciamo. Il presidente di Assolombarda, Michele Perini, ricorre al dialetto per spiegare l’essenza del «modello milanese e lombardo di dialogo tra istituzioni e società civile». Un metodo che produce risultati. Questa sorta di «governance» a livello locale – afferma Perini rivolgendosi alla platea di imprenditori convenuti in Assolombarda per l’assemblea annuale – ha permesso di affrontare solo una parte dei tanti nodi da sciogliere per lo sviluppo del territorio. Ma la strada è quella giusta. «I risultati ottenuti – aggiunge Perini – dimostrano quanto sia necessario che il metodo sia adottato a tutti i livelli e in modo strutturale». In piena sintonia con il presidente di Confindustria, Antonio D’Amato, anche Perini sottolinea che il Paese, per crescere, deve vincere le resistenze corporative che frenano lo sviluppo e ricordano il «tempo delle contrade». Secondo Perini occorre «avere il coraggio di lasciare rendite certe, ma di breve scadenza, e intraprendere strade nuove attraverso il dialogo e il confronto». Come è avvenuto per l’appunto a Milano, dove è stato siglato, con la mediazione del Comune, un innovativo patto per il lavoro sottoscritto anche dalla Cgil. Ma le intese non finiscono qui. «Con il sindacato milanese – aggiunge Perini – abbiamo costituito un osservatorio sull’andamento degli infortuni sul lavoro, per progettare insieme iniziative utili e tenere alta la sensibilità delle imprese e dei lavoratori verso la prevenzione. Abbiamo realizzato un tavolo comune per la conciliazione delle controversie, che valorizza il ruolo delle parti. Abbiamo lavorato con i sindacati milanesi su temi concreti, trovando soluzioni soddisfacenti per tutti, non ci siamo preoccupati dei riflessi sulla politica nazionale: abbiamo operato e basta. Quando c’è un bisogno – ribadisce con forza Perini – a Milano lo si affronta. Milano è sempre coesa quando c’è veramente da fare». Il valore del confronto con le istituzioni è fondamentale per risolvere anche altre emergenze che attanagliano l’area milanese, tipo quella delle infrastrutture. «Le fatiche fatte per cercare di arrivare il più velocemente possibile a realizzare l’ormai famosa Brebemi, cioè l’autostrada diretta Brescia-Milano, sono lì a ricordarci – dice Perini – il valore del dialogo e della partecipazione, ma anche il bisogno di semplificare i processi decisionali. Cito la Brebemi (il cantiere si aprirà nel 2003, ndr) anche perché, se di una cosa Milano ha bisogno sono le infrastrutture». Talune cose sono state fatte, molte altre restano ancora da fare. «La fame di infrastrutture di Milano, della sua area e della sua regione è così atavica – prosegue il presidente degli imprenditori milanesi – che dobbiamo far fare un salto di scala ai tempi di realizzazione. Altrimenti continueremo nei ritardi di anni, nell’inseguimento tra esigenze e risposte, in un mondo che non può più sopportare questo scarto. Perché altrove, in altre aree che competono con Milano, questo scarto non c’è. Al Governo chiediamo di rendere operativa al più presto la legge obiettivo». Il modello milanese per assicurare lo sviluppo è promosso a pieni voti dal Gotha dell’economia e della finanza schierato in forza, ieri, all’assemblea annuale di Assolombarda (che si è aperta con le note dell’inno nazionale per rendere omaggio al tricolore del 1848 restaurato grazie al contributo di Assolombarda e dell’Associazione industriali di Monza e Brianza). «Esprimo un bell’auspicio, che il modello Milano venga esteso a tutto il Paese» afferma il presidente della Rcs, Cesare Romiti. Secondo il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, «l’assemblea di Assolombarda è un esempio per il Paese. Il faro del Paese è la Lombardia». Per Confalonieri, quanto si è realizzato a Milano, anche nel campo delle relazioni con i sindacati, deve «essere uno stimolo per le altre regioni a fare le cose che si sono fatte qui». Interpellato sull’affermarsi di un "modello ambrosiano dell’economia" quale è sembrato emergere dalle relazioni svolte durante l’assemblea, Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli e Telecom Italia, risponde che: «C’è sempre stato un modello ambrosiano dell’economia: siamo nella regione più dinamica del Paese e quindi è normale che si sia sempre un po’ all’avanguardia. Ci sono comunque anche altre regioni d’Italia che si stanno muovendo bene». Stringato, ma significativo, il commento ai lavori di Carlo De Benedetti: «Mi sembrano un inno al cambiamento. Aspettiamo però di vedere quanto avverrà». Il concetto della «Milano laboratorio di nuove soluzioni, in particolare nel campo della flessibilità» viene sottolineato con forza dal sindaco della città, Gabriele Albertini. «Nel Paese – dice il sindaco – è in atto un confronto serrato sui temi del lavoro. A Milano questo processo è più avanzato che altrove. Lo stesso patto del lavoro è diventato modello di quella che è considerata la più importante novità del settore: il contratto a termine, che ha valore nazionale».

      Martedí 04 Giugno 2002