Diageo vende Burger King

26/07/2002

26 luglio 2002



Un consorzio di private equity (Texas Pacific, Bain, Goldman) rileva la catena di ristorazione veloce
Diageo vende Burger King
L’operazione, che coinvolge il management, avverrà in contanti per oltre 2,2 miliardi di dollari
MILANO – La catena di fast food americana Burger King cambia padrone. Ieri (come anticipato da «Il Sole-24 Ore» del 10 luglio) la multinazionale dei liquori Diageo ha ceduto la catena Burger King (alleata in Italia con Autogrill) al Texas Pacific Group e ad altri investitori capitanati dall’attuale presidente e amministratore della catena di ristoranti John Dasburg (si vocifera che nell’operazione Dasburg abbia maturato una plusvalenza di circa 40 milioni di dollari sulle azioni in portafoglio come top manager). Il prezzo di cessione in contanti è stato indicato in 2,26 miliardi di dollari. Accanto a Texas Pacific nel parterre degli acquirenti della catena di ristoranti figurano anche Goldman Sachs e Bain Capital. Come ha precisato il vertice Diageo, capitanato dall’amministratore delegato Paul Walsh, le strategie della multinazionale degli «spirits» sono ora concentrate sullo sviluppo del business dei liquori e delle bevande, fra cui la vodka Smirnoff, lo scotch Johnnie Walker e la birra Guinness. Texas Pacific è un fondo di investimento Usa, che ha asset per complessivi 3,5 miliardi di dollari e in passato si è distinto in particolare nella ristrutturazione di alcune compagnie aeree, come Continental Airlines. Per l’intero esercizio chiuso il 30 giugno scorso Burger ha registrato profitti per 257 milioni di dollari. Burger King ha iniziato l’attività nel 1954 a Miami; attualmente la catena possiede 11.500 ristoranti in 57 Paesi. Il mercato degli hamburger è dominato da McDonald’s che ha circa 30mila ristoranti nel mondo. La Diageo aveva annunciato già due anni fa l’intenzione di quotare in Borsa o di vendere la catena di ristoranti, la maggior parte dei quali sono in franchising. La transazione sarà completata entro l’anno e una parte della cifra stimata per la transazione (5%) è in realtà variabile e collegata al raggiungimenti di alcuni obuiettivi strategici. La Diageo ha investito molto per rivitalizzare la Burger King dopo che nel passato la sua capacità di far fronte all’agguerrita competitività settore era diminuita, sottolineata anche con un calo negli utili che ancora nel febbraio scorso hanno fatto segnare un -29 per cento. Walsh, dal canto suo ha sottolineato il fatto che negli ultimi mesi l’andamento sia andato migliorando, grazie all’impegno profuso da Dasburg nel rimettere in moto la politica commerciale di Burger king. In particolare Walsh ha voluto rilevare che, negli ultimi 16 mesi, la Diageo ha individuato un nuovo management, ridefinita la strategia e migliorato significativamente il risultato economico. Lo scorso anno la Burger King aveva registrato un utile di gestione di quasi 260 milioni di euro. Dasburg si è detto molto fiducioso nella possibilità di rilancio di Burger King, che finora ha dato solo poche soddisfazioni agli azionisti, nettamente inferiori alle attese. La strategia di Dasburg punta su un rilancio del rapporto con i ristoratori affiliati e su politiche di «customer satisfaction» per rilanciare la politica commerciale sia negli Usa sia negli altri Paesi in cui Burger King opera. Infine, con questa operazione sfuma per il momento per Tricon (Pizza hut, Taco bell e Kfc), che era stato in corsa all’inizio, la possibilità di assurgere al ruolo di gruppo leader incontrastato a livello mondiale nella ristorazione organizzata.
Vincenzo Chierchia