“Deviati” Dieci domande inevitabili (S.Rodotà)

30/10/2006
    sabato 28 ottobre 2006

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      L�INTERVENTO

        Dieci domande inevitabili

          Stefano Rodot�

            DIECI semplici domande, alle quali non � pi� possibile sfuggire.

            1) Si � finalmente capito, e in maniera definitiva, che la protezione dei dati personali, la tutela della privacy, non sono uno sfizio, una questione marginale, ma un elemento essenziale della libert� dei contemporanei, dunque una componente essenziale della stessa democrazia?

            2) Possiamo allora sperare che dopo la vicenda dello spionaggio nei confronti di Prodi, e dopo vicende simili avvenute intorno a Telecom, tanti politici, giornalisti e opinionisti illustri, che avevano appunto considerato la tutela della privacy come una inutile scocciatura, abbandoneranno quest�atteggiamento? E manifesteranno giudizi un po� meno sommari e cos� contribuiranno positivamente al rafforzarsi della cultura necessaria per dare pi� solido fondamento a questa dimensione della libert�?

            3) Questa auspicata nuova consapevolezza spinger� Governo e Parlamento a fare quel che finora non hanno mai fatto, valutando in tutti i casi l�"impatto privacy" dei loro provvedimenti, invece di abbandonarsi alle derive tecnologiche, ignoranti del fatto che le tecnologie risolvono problemi, ma pure ne creano di nuovi, s� che affidarsi alla tecnologia senza cultura adeguata produce inevitabilmente disastri?

            4) Si � colta la coincidenza tra la rivelazione degli accessi illegali all�anagrafe tributaria e il voto sul decreto in materia fiscale (e l�imminente legge finanziaria), che ampliano ulteriormente qualit� e quantit� delle informazioni personali destinate alla banca dati dell�amministrazione finanziaria, e allargano la platea dei soggetti che possono accedervi, senza prevedere le necessarie garanzie aggiuntive?

            5) Si pu� essere tranquillizzati dalle dichiarazioni che garantiscono la sicurezza dell�anagrafe tributaria proprio quando l�ampiezza (128 casi accertati) e la durata (due anni) delle violazioni dimostrano che quel sistema non � sicuro, che manca di alcuni accorgimenti di allerta contro il verificarsi e il ripetersi di comportamenti illegali?

            6) Si � finalmente capito che le gigantesche banche dati, anche quando rispondono a finalit� sacrosante come la lotta all�evasione fiscale, aumentano parallelamente la vulnerabilit� sociale, e per ci� esigono valutazioni un po� meno sommarie e sbrigative di quelle che finora hanno accompagnato la loro istituzione e il loro ampliamento?

            7) Si deve ripetere per l�ennesima volta che siamo seduti su una polveriera, e che le illegalit� varie non sono effetti imprevisti, ma conseguenze inevitabili di una colpevole incapacit� di analisi e di previsione?

            8) Si pu� continuare ad insistere sulla versione consolatoria, e ormai irresponsabile, secondo la quale siamo soltanto di fronte a "deviazioni" e illegalit� circoscritte, vizio che comunque si diffonde nelle strutture dello Stato, mentre invece � evidente che siamo in presenza di dati strutturali che devono essere radicalmente rimossi?

            9) Si capir� finalmente che, per legiferare in modo davvero serio ed efficace in queste materie � indispensabile una preventiva e analitica conoscenza delle situazioni di base, dunque delle dimensioni delle banche dati (ricordo in particolare quelle che conservano i dati di traffico telefonico, di posta elettronica e di accesso ad Internet), delle misure di sicurezza necessarie e dei loro costi?

            10) Si capir� finalmente che, in queste materie, il rispetto dei diritti e delle libert� fondamentali dei cittadini non � un optional, ma un ineludibile punto di riferimento, un valore non comprimibile anche in presenza di altre situazioni meritevoli di tutela?